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TORRAZZA. Applausi e lacrime per l’ultima messa dell’amato don Patrice

TORRAZZA. Applausi e lacrime per l’ultima  messa dell’amato don Patrice

Applausi e lacrime. Va così la messa delle 11 di domenica mattina, l’ultima che don Patrizio (Patrice Muyentwali per l’anagrafe) ha celebrato qui in paese. In accordo con il Vescovo di Ivrea, infatti, dopo l’emorragia cerebrale che lo ha colpito in primavera ed il periodo di riabilitazione, don Patrizio si trasferirà a Casabianca e seguirà (come aveva già fatto negli ultimi anni) soltanto più la piccola parrocchia di San Grato, un impegno che meglio si adatta alla sua condizione di salute. Domenica erano tutti commossi, a partire proprio da don Patrizio che entra salutando tutti e in particolare i tanti bambini del Catechismo e dell’Oratorio che affollano i primi banchi. E’ proprio a loro, ai bambini ed ai giovani, che don Patrizio ha dedicato la parte più importante del servizio pastorale lungo 19 anni che ha prestato nella parrocchia di San Giacomo Maggiore: “siete stati la mia missione e la mia battaglia” dice con la voce rotta dalla commozione, “Abbiamo realizzato tanti sogni insieme, come la Festa di Maggio”, dice nell’omelia e ringrazia tutti per essergli stati vicini nei giorni della malattia, con le visite e con la preghiera. Il sindaco Massimo Rozzino lo ringrazia per questi 19 anni durante i quali hanno sempre lavorato insieme, dimostrando quanto, per il bene della comunità, parte laica e religiosa possano collaborare in accordo. E poi in lacrime abbraccia don Patrizio, il suo Coscritto. “Sei stato dirompente, sconvolgente e profetico” dice, a nome di tutta la comunità Giancarlo Saroglia: “C’era una casa parrocchiale e hai fatto l’Oratorio, c’era un luogo di pace e di silenzio e hai portato le risate e il gioco, hai portato nella messa del sabato le chitarre e le percussioni, con te abbiamo scoperto di essere sulla via Francigena e ci siamo sentiti un po’ al centro del mondo. Sei sempre andato avanti in modo coerente, con le tue convinzioni e il tuo percorso evangelico, e pazienza se a volte non sei stato capito”. Torrazza ha imparato il senso più profondo dell’accoglienza proprio 19 anni fa, con don Patrizio che scappava dal Ruanda-Burundi martoriato dalla guerra. Piangono gli animatori dell’Oratorio, che gli donano una maglietta con tutte le loro firme. Si commuovono tutti coloro che portano il salute delle molte associazioni torrazzesi. Piangono gli Alpini che gli dicono: “Ti sei guadagnato il titolo di alpino ad horem perché l’anno scorso hai cantato con noi ‘Sul cappello’” e gli consegnano “La Preghiera dell’Alpino”. E alla fine della messa don Patrizio pensa ancora ai più piccoli, ai bambini, affidando alle Catechiste la missione di assisterli e crescerli seguendo gli insegnamenti di Gesù.

Sabato prossimo, 14 settembre, alle 15, la Parrocchia di San Giacomo vedrà l’ingresso di don Maurizio Morella, con il rito di immissione presieduto da Monsignor Edoardo Aldo Cerrato e, alle 15.30, la santa messa presieduta da don Morella. Seguirà il rinfresco nel salone dell’Oratorio, per dare il benvenuto al nuovo parroco.

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