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02 Settembre 2019 - 20:30
Cristina Peroglio, ormai ex capogruppo Pd
Si dice che la notte porti consiglio e chissà se, quella appena trascorsa, sarà stata utile al sindaco Claudio Castello per schiarirsi le idee. Oggi, martedì 3 settembre, è in programma un vertice tra il primo cittadino e la direzione locale del Pd per individuare la figura che dovrebbe sostituire l’assessore dimissionario Claudio Moretti. Quindici notti, sinora, non hanno portato a granché ma chissà che un baleno non abbia illuminato il sindaco in quota Pd nelle ultime ore.
Da martedì 20 agosto, giorno in cui il primario di cardiologia dell’ospedale ha rimesso la delega agli Affari Sociali nelle mani di Castello, s’inseguono le voci su chi dovrebbe prendere il suo posto.
Tante le ipotesi sul tavolo, alcune più difficili di altre, ma tant’è.
La più suggestiva, e senza dubbio auspicata dai chivassesi, come dimostrato dagli attestati di stima ricevuti mercoledì mattina dalla stessa alla Fiera del Beato Angelo Carletti, è quella che porta all’ex assessore regionale della Giunta Chiamparino, Gianna Pentenero da Casalborgone.
Pentenero, disoccupata di lusso della politica locale, che pubblicamente ringrazia ma rifiuta le lusinghe di una fetta consistente del centrosinistra, sotto sotto se Castello glielo chiedesse sarebbe anche disposta a rimettersi subito in gioco dopo la delusione delle elezioni regionali della scorsa primavera.
Pentenero assessore a Chivasso sarebbe il trampolino di lancio ideale per fare la sindaca - la prima donna della storia della città - tra tre anni. Ma la domanda è: chi glielo fa fare a Castello di portarsi in casa il “nemico”? Nessuno. E all’idea, infatti, il primo cittadino, anche lui in quota Pd, non è ovviamente entusiasta. Anzi.
Così prendono corpo altre ipotesi.
Suggestiva è quella che porta all’ottico Mario Fatibene, anche lui acclamato dalla base e apprezzato da molti nel centrosinistra chivassese, ma anche qui la domanda è: chi glielo fa fare al consigliere della Fondazione Teatro Stabile di Torino, abituato ad altri palcoscenici e programmi, di impelagarsi con le beghe, e i mal di pancia, che derivano da una delega così “rognosa” come quella agli Affari Sociali? La risposta, anche qui, è lapalissiana: nessuno.
La segreteria del Pd, dal canto suo, spinge per una soluzione interna al Consiglio: caldissima la pista che porta alla capogruppo Cristina Peroglio, un po’ più tiepida quella al Presidente del Consiglio comunale Gianni Pipino. Entrambi dovrebbero fare i conti, comunque, con la disponibilità di tempo relativa ma - è la battuta che circola - “se ce l’ha fatta Moretti, perché non potrebbero farcela loro”?
Chi problemi di tempo non dovrebbe averne è invece il medico Antonio Barillà, già consigliere comunale all’epoca della Margherita: Barillà, sostenuto dall’ala popolare del Pd, sarebbe anche pronto a dire sì. A patto che il sindaco glielo chieda…
Improbabile, perché invisa soprattutto alla segreteria del Partito Democratico che fa capo a Massimo Corcione, invece, la scelta di un assessore “tecnico”: s’è fatto il nome del presidente del cda del Ciss Demetrio Malara, medico a Crescentino, anche lui in quota Pd, profondo conoscitore delle tematiche sociali e ben visto dallo stesso Castello, ma la segreteria dem avrebbe già posto il veto. Quindi? Quindi - siccome l’ipotesi di un rimpasto della Giunta appare più un azzardo partorito al bar piuttosto che un’effettiva eventualità - non è escluso, voci dell’ultima ora, che a meno di una clamorosa folgorazione notturna, Castello non mantenga a se, dopo quelle alla Sanità rimesse dallo stesso Moretti, anche le deleghe alle Politiche Sociali. Una scelta coraggiosa, per certi versi, e al tempo stesso poco risoluta, per altri. Della serie: meglio qualche grana in più oggi che una grana grossa domani. Un ragionamento che fila? Mah!
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