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01 Settembre 2019 - 23:36
Renato Dutto
Renato Dutto nasce a Chivasso il 9 agosto 1962. E nella nostra città, e non solo, è molto conosciuto per il suo impegno nel sociale. Un uomo che ha fatto delle sue passioni la sua vita. Ma cominciamo dall’ inizio…
“Da piccolo non ero molto bravo a scuola - racconta -. Mi piaceva poco studiare, mi interessava di più scrivere e narrare gli eventi. Ho cominciato a studiare nel periodo delle superiori, quando ho incontrato quella che sarebbe poi diventata mia moglie. Era più brava di me ed io ho cercato di imitarla, ma lei resta tutt’ora più brava di me - confessa sorridendo -. Ragioneria mi ha aperto la mente e ho iniziato ad appassionarmi a materie come economia e diritto, che mi hanno spianato la strada per la Facoltà di Scienze Politiche”.
Renato comincia a scrivere seriamente a partire dai 16 anni. “Ho questa ‘malattia’ da sempre” afferma ironico. Scrive per il giornale di collina fondato da suo fratello, per testate locali, per “La Stampa”, per “Il Mattino”, per “Il Secolo XIX”, “Il Messaggero” e altri ancora. “Ho sempre lavorato e studiato in contemporanea, penso che solo con uno o solo con l’altro ci si areni. Ancora oggi studio… ho appena finito un master in comunicazione e marketing digitale” racconta. Ha sempre seguito la cronaca nera, la politica e il sociale,con particolare attenzione all’ambiente e al volontariato.
Oggi è marito e padre di due figli, Floriana e Giuseppe. Giornalista da sempre, ma nel 2007, quando il sue editore vende la sua testata di allora, va a lavorare nell’ufficio stampa del Consiglio Regionale del Piemonte, poi diventa capo dell’ufficio stampa e responsabile URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) di Venaria Reale ed infine, dal 2010, lavora nell’ufficio stampa della Giunta Regionale del Piemonte ed è capo redattore dell’Agenzia “Piemonte Newsletter”.
“Quando scrivo perdo la cognizione del tempo, ho fatto della mia passione il mio lavoro - afferma Renato Dutto -. Ma non solo, mi impegno e mi sono impegnato attivamente anche in altro: ad esempio per la città in cui vivo e che amo, Lauriano, all’interno dell’Amministrazione Comunale, della Pro Loco e in associazioni come ‘Aido’ e ‘Fidas’” aggiunge.
Ma l’elenco di ciò che ha fatto Renato nella sua vita è lunghissimo: ha partecipato a campi di lavoro di Organizzazioni non governative in Nicaragua e Brasile, ha fatto parte del Comitato Etico istituito presso la “Samco Onlus” di Chivasso, è stato vicepresidente del Distretto Scolastico 39 di Chivasso, ha fatto parte del Comitato di gestione dell’ “Istituto Musicale Leone Sinigaglia” sempre di Chivasso e molto altro ancora.
Un momento importante arriva quando decide di fare l’obiettore di coscienza. “Allora, nei primi anni ‘80, eravamo pochissimi a farlo, era una scelta nuova - racconta Dutto -. Sono andato a vivere per quasi due anni a casa di Paolo Otelli, a Monteu da Po. Era distrofico e invalido al 100% e quando ha deciso di andare a vivere lì da solo ha iniziato un nuovo percorso di vita e di emancipazione. Mi sono preso cura di lui e dopo di me lo hanno fatto altri obiettori. Era un amico, un pittore, un grafico e un poeta che è mancato a soli 32 anni, nel 1988. Era socio della ‘UILDM’ (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) di Torino e nel 1983 ha fondato la sezione ‘UILDM’ di Chivasso che ancora oggi porta il suo nome - continua a raccontare -. Dopo la morte di Paolo, con un gruppo di amici, abbiamo continuato a portare avanti la sezione, perché meritava di essere coltivata ed era il miglior modo per ricordare il nostro amico. Paolo ci teneva che servisse per aiutare persone come lui e per portarla avanti ci siamo autotassati e abbiamo affittato una sede in via Paleologi 6; nel 2010 ci siamo poi trasferiti in via Paleologi 2 dove c’è l’attuale sede, il “Centro Paolo Otelli”, il luogo che racchiude la ‘UILDM’ e altre associazioni che condividono lo spazio. Sono passati 36 anni dalla fondazione e non me ne sono accorto, per me è sempre ieri”.
Renato Dutto è attualmente presidente della sezione “Paolo Otelli” della “UILDM” di Chivasso, e lo è dal 1999, sempre rieletto ad ogni nuova turnata. “Non ho mai voluto fare il presidente, ho sempre pensato che la carica spettasse ad una persona affetta da disabilità, ma ho poi dovuto farlo per necessità, per mandare avanti la sezione” afferma il protagonista della nostra intervista.
Nel 1990 nasce “Telethon” con l’intento di sostenere la ricerca sulle malattie genetiche rare. “Telethon” è fondata e promossa dalla “UILDM” e la “UILDM” fa parte di essa, pur rimanendo due entità separate. “Collaboriamo con ‘Telethon’ nelle campagne di raccolta fondi, ma le raccolte ‘UILDM’ e ‘Telethon’ restano separate. Quest’ultima è cresciuta enormemente, è un marchio nazionale, ed ha permesso la crescita anche della ‘UILDM’ - spiega Renato, che è anche delegato “Telethon” nel Torinese e coordinatore della “Fondazione Telethon” nella provincia di Asti e nella regione Valle d’Aosta -. Quello che muove noi volontari è vedere i risultati del nostro impegno direttamente sui beneficiari e il loro sorriso di speranza razionale basato sulla ricerca. Ci sono tante persone sensibili, tanti che hanno un parente o un conoscente malato e sentono loro stessi la necessità di fare solidarietà pensando che, se la ricerca non dovesse fare in tempo a salvare il loro caro, magari salverà altre vite e quindi va fortemente sostenuta” aggiunge.
Stare a stretto contatto con queste realtà ti fa sicuramente vedere il mondo in modo diverso e ti fa capire quali sono le vere cose importanti. “Sono soddisfattissimo della mia vita. Per il futuro spero solo nella salute per me e per la mia famiglia. Il resto mi interessa molto meno, la vera ricchezza è la salute, ma pochi se ne rendono conto” con queste parole Renato Dutto ci saluta.
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