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26 Agosto 2019 - 17:07
Un esemplare di siluro pescato a San Sebastiano Po
Chiunque appartenga alla generazione di fine anni Settanta, primi anni Ottanta, non può non aver visto il film “Radiofreccia” di Luciano Ligabue. Una scena, epica, dell’esordio cinematografico del rocker di Correggio, vede il protagonista Ivan Benassi, detto “Freccia” e i suoi amici impegnati nella pesca, a mani nude, di un “siluro”.
All’epoca, correva il 1998 quando il film veniva proiettato nelle sale cinematografiche, il siluro era un pesce che si poteva trovare, in Italia, sopratutto alla foce del Po e nella bassa Emilia.
Oggi, vent’anni dopo, quell’esemplare di pesce originario del Danubio, divoratore di tutte le specie autoctone del grande fiume italiano, ha invaso il Po dal Piemonte all’Emilia, mettendo a repentaglio la sopravvivenza delle altre specie animali che popolano il corso d’acqua. Non solo pesci, ma anche oche, anatre, rane, topi.
L’allarme lo stanno dando, in questi mesi estivi, enti ed associazioni che hanno a cuore la fauna ittica del Po.
A Chivasso, a farsi carico di questo problema - il sovraffollamento dei siluri nel fiume - e non solo è l’ex sindaco e senatore della Repubblica, Andrea Fluttero.
Un siluro pescato nel chivasseseDa qualche settimana a questa parte, sul social network facebook, Fluttero ha lanciato l’iniziativa “Amici del Po Chivasso”, allo scopo di creare un’associazione che si occupi della cura, dello studio, dell’analisi del grande fiume nel tratto in cui attraversa la città dei nocciolini.
“L’idea mi è venuta girando una domenica mattina con la mia barchetta nel tratto chivassese del Po - spiega l’ex sindaco -. Il nostro fiume è particolarmente bello. La riserva naturale speciale della confluenza dell’Orco, lo sfondo della collina, l’imbocco del Canale Cavour, le sponde riqualificate del Bricel e del Sabiunè. Barca, bici, passeggiate sull’argine, pic nic, birdwatching, pesca sportiva, didattica ambientale. Tante sono le attività che già oggi si svolgono in quest’area a due passi dal centro ed di grande pregio ambientale. Per mantenerla e migliorarla potremmo costituire una associazione ‘Amici del Po Chivasso’ - lancia l’idea Fluttero -. Al momento ho preparato una bozza di Statuto, entro i primi di settembre conto di riuscire a convocare quanti in questi giorni mi stanno chiedendo di aderire all’associazione”.
Tra le finalità dell’associazione, ci sono la promozione dello studio e della conoscenza delle caratteristiche ambientali ed idrauliche dell’area fluviale del Po nel tratto chivassese, il favorire una fruizione responsabile dell’area fluviale tramite l’organizzare di escursioni, attività di didattica ambientale, l’uso di imbarcazioni e lo sviluppo di tracciati ciclo pedonali, la promozione di attività culturali inerenti le iniziative dell’associazione e l’organizzazione di mostre, convegnii, manifestazioni inerenti l’oggetto sociale.
“A Chivasso il Po è un potenziale che va sfruttato ma, tanto per cominciare, c’è da mettere mano ai numerosi problemi che l’affliggono - conclude Fluttero -. Penso al deposito di limo sotto il ponte, alla significativa presenza di alghe, all’inquinamento e, qui come altrove, la proliferazione di pesci siluro che stanno colonizzando il Po fin verso la sorgente. Un’associazione che dovesse studiare il contesto, per conoscerlo, capirlo, affrontare i problemi, è quanto mai necessaria. Oggi”.
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