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MONTANARO. Ponchia sul cantiere della discordia: “Lenti, ma bravi”

MONTANARO. Ponchia sul cantiere della  discordia: “Lenti, ma bravi”

Mamma con passeggino in via Cesare Battisti

Il cantiere c’è, i disagi anche, ma l’immagine della mamma che spinge il passeggino su quel primo tratto di marciapiede già concluso è sufficiente, per il sindaco Giovanni Ponchia, a mettere la parola fine a tutte le polemiche. “Sapevo che ci sarebbero state discussioni. Mi aspettavo i malumori. Ma riqualificare via Cesare Battisti era necessario”. Il primo tasto su cui batte il sindaco, però non è mai stato messo in discussione. Qui, lungo la via più commerciale di Montanaro, ne sono tutti ben consapevoli. A lavori ultimati, questa strada che, dalla stazione porta dritto in piazza Massa, sarà un gioiello. Tutti lo sanno. Quel che preoccupa, e tanto, molti dei negozianti che dietro le reti del cantiere hanno la loro attività, sono i tempi. Nessuno, o quasi, crede che entro ottobre sarà tutto finito. E allora? Ponchia allarga le braccia:

Sono soddisfatto di come sta venendo il lavoro. Non di come proceda il cantiere. Da ingegnere posso dire che sono in ritardo, ma da sindaco mi preme più il modo in cui vengono eseguiti i lavori. E devo dire che sono lenti, ma bravi”. Quindi un po’ di ragione la dà a chi ha alzato la voce per far arrivare la propria preoccupazione sui tempi di conclusione dell’opera. Natale per i commercianti è una scadenza importante. “No, la protesta proprio non la capisco. Vorrei tanto un cantiere del genere in via Cavour, dinnanzi casa mia. Al termine dei lavori il valore degli immobili di via Cesare Battisti aumenteranno notevolmente. Credo quindi che valga la pena avere un po’ di pazienza. La ditta appaltatrice ha tempo fino ad ottobre per terminare i lavori. Esattamente fino al 18. Poi scatteranno le penali”. Ma è anche un altro il punto sul quale il sindaco discorda:  Passo da quel cantiere tutti i santi giorni. I negozianti mi vedono, mi salutano. Non uno che mi abbia fermato. Non uno che abbia preso appuntamento per venirmi a rappresentare il suo disagio. Cittadini, invece, sì. E tanti. Ne ho ricevuti diversi in Comune in questi giorni. C’era chi doveva traslocare e chi aveva dei problemi con un accesso carraio. Abbiamo studiato il problema e trovato una soluzione. Come si può dire che l’amministrazione non sia presente? Che abbiamo abbandonato i commercianti? La verità è che il disagio è stato strumentalizzato politicamente. E se mettiamo di mezzo la politica io mi tiro indietro. Non ci sto a farmi tirare per la giacchetta”. Passeggiando lungo il cantiere che da agosto si sposterà verso via Caffaro, c’è anche chi vuol far sentire la propria voce fuori dal coro delle polemiche: “Non è un piccolo sacrificio, mi creda -  commenta una negoziante che con i lavori sta convivendo da oltre un mese - ma questa via è strategica per il paese. Per questo confidiamo, e siamo in molti a farlo, che tutto vada per il meglio. Il pensiero positivo, aggiunto alla professionalità, forse ci aiuterà”.

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