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CHIVASSO. Gino Angelo Torchio, connubio fra arte e scienza

CHIVASSO. Gino Angelo Torchio, connubio fra arte e scienza

Fino a poco tempo fa è stato il medico di base di molti chivassesi e non, ma ha sempre coltivato la sua passione per la scrittura a cui oggi, essendo in pensione, può pienamente dedicarsi. Lui è Gino Angelo Torchio, il “Dottor Torchio” di Chivasso.

Da piccolo ero un bimbo normalissimo. Sono nato a Torino e ho vissuto nell’astigiano ma anche sul lago Maggiore, a Coazze e a Torino, per poi approdare a Chivasso nel ‘77 quando mi sono sposato - così Gino Torchio comincia a raccontarsi. Mi sarebbe piaciuto fare il geologo da grande, ma dato che ai tempi a Torino non c’era, nello specifico, la facoltà di geologia mi sono iscritto a Medicina e specializzato in Pneumologia. Amando la scienza ho comunque scelto una facoltà del ramo scientifico”.

Si specializza all’ospedale San Luigi di Orbassano nel reparto del Professor Orlandi e lì lavora fino al 1984/1985, successivamente viene assunto come aiuto primario nel reparto di Medicina dell’ ospedale di Chivasso gestito dal Dottor Moiraghi. Nel ‘88/’89 si licenzia per dedicarsi alla Medicina di Base e apre il suo studio a Chivasso, Rondissone e Betlemme, attività questa che ha svolto fino al 2016. Nel frattempo è anche fiduciario sindacale per la Medicina di Base, rappresentante dei medici, formatore e tutor per l’esame di stato e la specialistica.

Nel 1984 ho cominciato a scrivere - racconta il dottor Torchio. Tutto però è cominciato da ragazzo… ai tempi ho frequentato il Liceo ‘Galileo Ferraris’ a Torino… ero sufficiente, ma non brillante. Mi piaceva molto l’italiano come materia e il mio insegnante era il Professor Giorgio Balmas, ex Assessore alla Cultura di Torino e Direttore dell’ ‘Unione Musicale’. Vide che scrivevo bene e al terzo anno di Liceo mi chiese di aiutarlo presso l’ ‘Unione Musicale’ per fare gli inviti agli eventi visto che ero conciso ed essenziale. Ho imparato molto in quel periodo ed è grazie a lui se mi sono appassionato alla scrittura” aggiunge. Nel 1984 ho presentato a Balmas il mio primo lavoro, una raccolta di poesie. Me le ha corrette e mi ha suggerito di partecipare ai concorsi letterari. Proprio quell’ anno sono arrivato primo al Premio Letterario Formazza”.

Gino Torchio fa parte dell’ “AMSI” (“Associazione Medici Scrittori Italiani”), di cui è attualmente tesoriere e con cui collabora facendo il presidente di giuria o giurato nei concorsi, e dell’ “UMEM” (“Unione Medici Scrittori Mondiali”). Non ha mai smesso di scrivere, inizialmente esclusivamente poesie, e conta al suo attivo circa 50 premi letterari. Questo fino al 1999.

Nel ‘99 a Chivasso apre la ‘GET’ (‘Gruppo Editoriale Torinese’), una piccola casa editrice con cui ho collaborato per qualche anno. Ho anche fatto da editor, correttore bozze e presentato libri di altri autori. Ci siamo dati aiuto reciproco, in pratica. Poi l’editore è mancato e quindi la ‘GET’ ha chiuso i battenti” spiega Gino.

La prima pubblicazione di Torchio è del 1999 e si tratta di una raccolta di poesie dal titolo ‘Società di strada’, successivamente pubblica dei romanzi: “Lucento”, “Rosa corallo”, “La casa del generale”, “Con i tuoi occhi”, “Oltre i tuoi limiti”, “Vilma Bluder” ed infine “Il violino dell’ Eden” datato 2019.

Ma Gino Torchio si è dedicato anche ad un’ altra forma d’ arte: il teatro. Insieme a Rosina Lombardi ha fondato la compagnia teatrale “San Marco” che ha messo in scena 52 opere in Piemonte. I testi erano scritti da Gino, mentre la regia curata da suo figlio.

Posso dire di essere soddisfatto della mia vita in toto. La famiglia mi ha seguito molto, in particolare mia moglie… e non è stato facile essendo lei stessa medico oltre che madre di tre figli - racconta Torchio. Mi piacerebbe continuare a scrivere romanzi seguendo lo stile dell’ ultimo e abbandonando quindi il genere precedente, quello storico, a favore del trattamento di tematiche più attuali, soprattutto relative al mondo femminile. Vorrei anche continuare ad occuparmi del ‘Premio Letterario del Canavese’ dedicato alle scuole” conclude.

Un connubio di arte e scienza il nostro concittadino. Restiamo ora in attesa della pubblicazione della sua prossima opera.

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