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04 Maggio 2019 - 20:20
Cristina Cerato nella sua tabaccheria di Castelrosso, sita in Piazza Assunta 17
Sono venti le candeline che si appresta a spegnere Cristina Cerato con la sua nota attività di Castelrosso. E per festeggiarli, sabato scorso, ha organizzato una bella festa e ha anche deciso di raccontarsi.
“Nasco da una famiglia di commercianti, i miei avevano una grossa panetteria a Chivasso - comincia a raccontare -. A 14 anni ho dovuto sostituire mia madre, perché si era fatta male ad una gamba, e successivamente ho poi continuato ad affiancarla. Ho imparato tanto da lei: come pormi coi clienti, l’ offrire sempre un sorriso a tutti, il non far mai sentire un cliente un numero. Cose importantissime soprattutto oggi, perché è col contatto personale che ci differenziamo dalla grande distribuzione e dal commercio online. Quando penso a cosa vorrei fare - confessa Cristina - mi chiedo sempre cosa avrebbero fatto papà Giuseppe e mamma Carla. Papà avrebbe creato e mamma avrebbe venduto. Un connubio perfetto. Lo ricordo sempre con amore. Imprenditorialmente mi sento creativa, vulcanica e cerco di non essere sedentaria e se sono così è anche grazie a loro, il mio punto cardine”.
I genitori di Cristina Cerato, dopo quarant’ anni di attività decidono di vendere e lei comincia a lavorare in “Ascom”. Un’ esperienza di dieci anni che ha trovato utilissima e formativa. Lei arrivava da una scuola professionale ed era analista contabile, ma la pratica resta il miglior insegnante. “Ringrazio quei dieci anni se oggi so muovermi a livello burocratico e contabile. Attualmente fare impresa è davvero un’ impresa, serve un business planning, un’ analisi costi/ricavi, bisogna rispettare le scadenze e si ha paura di fare investimenti perché i risultati sono incerti” spiega.
Cristina cerca sempre di trovare nuove idee per stimolare se stessa e i suoi clienti. Vuole che da lei trovino tutti i sevizi di cui hanno bisogno e il suo slogan è “ Un mondo di servizi al vostro servizio”. Presso la “Tabaccheria Cerato” oltre ai tipici servizi di tabaccheria si possono ordinare i libri scolastici, foderare i libri, pagare i bollettini e i bolli, fare le ricariche, acquistare i biglietti del treno, di concerti, eventi sportivi e visite ai musei. E questo solo per citarne alcuni.
La sua avventura con la tabaccheria parte nel 1999, a maggio inizia ad affiancare la ragazza da cui ha rilevato l’ attività e il 13 settembre c’è l’inizio ufficiale. “Mentre lavoravo in Ascom scopro casualmente che c’era la tabaccheria di Castelrosso in vendita - racconta - e ho pensato che sarebbe potuta essere l’ occasione della mia vita. Sognavo di avere una mia attività, il mio ideale era una cartoleria, e la tabaccheria ci si avvicinava molto. Ricordo che mamma, la razionale di casa, mi disse di fare cosa volevo, che la vita era la mia e di ricordarmi che non ci sarebbe stata la mutua. Papà, invece, la parte impulsiva, intuitiva di casa, che si buttava, mi disse di comprarla - aggiunge Cristina Cerato sorridendo.
E dopo vent’ anni eccola ancora qui, nonostante tutte le difficoltà, sempre con il sorriso sulle labbra. Un lavoro pesante, in cui a volte la stanchezza fisica prende il sopravvento quando sei aperto sette giorni su sette. “Qualche volta mi è capitato di pensare che forse mi sarei ritirata, ma poi non ho mai mollato. Il mio senso di responsabilità nei confronti di questo negozio è addirittura eccessivo a volte, e se non ci sono mi vengono i sensi di colpa - confessa -. Dieci punti di merito vanno, di sicuro, alle mie collaboratrici. Senza di loro non ci sarebbe tutto questo. Seguo la filosofia olivettiana secondo la quale se fai star bene il tuo dipendente lui lavorerà bene per te - spiega -. Per me poi loro sono collaboratrici, non dipendenti. Siamo tutte donne e parliamo sempre al plurale. Essere complici su uno stesso obiettivo è un punto di forza. I nostri tre punti base sono: il sorriso, la gentilezza e l’ ‘adottare’ i nostri clienti per non farli mai sentire dei numeri. Il rapporto umano coi clienti è la base in una società dove con cellulari e social siamo tutti collegati ma spesso soli”.
Vent’ anni festeggiati, sabato scorso, con un bell’ aperitivo avente come tema le “Collane dal mondo” e con Cristina e le sue collaboratrici vestite da hostess d’ aereo per far girare il mondo, attraverso le collane, ai presenti. Un evento voluto anche per interagire coi clienti che hanno potuto vedere queste collane, conoscere la collezionista e hanno votato la più bella. Un bel momento di aggregazione e di collaborazione con le altre attività, una cosa a cui Cristina tiene molto. “Ci vuole interazione per creare gli eventi ed è anche un modo per dire ai clienti che siamo diverse persone con diverse attività. Chi capisce il valore della collaborazione riesce ad investire sul domani, anche a lunga scadenza magari, ma riesce a farlo” afferma.
Cristina Cerato è anche mamma di Davide e moglie di Cristiano. Il figlio ha anche aiutato in negozio per un certo periodo, ma Cristina desidera che lui faccia la sua strada, segua il suo istinto, scelga liberamente cosa fare nella vita sapendo che se vorrà, ma solo se lo vorrà, potrà portare avanti questa attività in futuro.
“Sono soddisfatta della mia vita. Non ho né rimpianti né rimorsi. Per il futuro mi auguro di poter continuare a offrire questi servizi e di aggiungerne anche di nuovi per i nostri clienti. Cercherò di capire dove ci possiamo potenziare. Come dice Simona Ventura: ‘Crederci sempre, arrendersi mai’ ” conclude Cristina Cerato.
La “Tabaccheria Cerato” la trovate fisicamente a Castelrosso, in Piazza Assunta 17 e virtualmente anche su facebook e instagram
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