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SETTIMO. Ancora attriti sui lavori pubblici tra il sindaco Puppo e il Pd

SETTIMO. Ancora attriti sui lavori pubblici tra il sindaco Puppo e il Pd

Fabrizio Puppo

È di nuovo polemica tra il Partito Democratico e il sindaco uscente Fabrizio Puppo. Questa volta, il bandolo della matassa, è da ricercare in una lettere scritta, di proprio pugno, dal primo cittadino il 26 febbraio e indirizzata all’ex amministratore (il nuovo verrà nominato martedì 30) di Patrimonio, Pierpaolo Maza. Nel documento, Puppo, chiedeva al dirigente di predisporre un nuovo bando per le manutenzioni cittadine: taglio dell’erba, buche e tanto altro. Nella lettera si parla di contratti di nove anni e di un possibile spacchettamento tra le varie attività. Insomma, una bando diverso, rispetto a quello cassato mesi fa dal consiglio di stato, e rispettoso del nuovo codice degli appalti. Da qualche mese, infatti, dopo l’alt dei giudici, il comune è stato costretto a ricorrere ad affidamenti diretti in mancanza di un affidamento strutturato e duraturo nel tempo. Il problema, nel caso di specie, non è tanto (o solo) la lettera di Puppo ma l’impegno preso in consiglio, qualche giorno prima, da tutto il parlamentino settimese, compreso il sindaco, dove in una mozione si impegnava la maggioranza a non procedere alla creazione di nuovi bandi. Un impegno che, secondo la candidata del centro sinistra, Elena Piastra, sarebbe stato disatteso.

“La scelta del sindaco di scrivere all’amministratore della Patrimonio - attacca Piastra -, indicando anche la lottizzazione della gara e i tempi definisce una chiara volontà di andare contro quello che il consiglio aveva votato e lui stesso aveva votato, mi stupisce fortemente il non rispetto istituzionale dell’organo più importante della vita politica della città, a due mesi dalle elezioni, volendosi arrogare un diritto che, anche a livello istituzionale, non ha precedenti”. Non la vede così, naturalmente, il sindaco Puppo che racconta come non fosse sua intenzione bandire nuove gare. “Chi ha letto la lettera, evidentemente, non l’ha capita. Lì non si parla di nuovo bando ma di istruire la pratica di modo che se io dovessi continuare a governare potrei far partire il bando il giorno dopo la mia ipotetica nuova elezione. Stessa cosa potrebbe fare un altro sindaco, oppure, se avesse idee diverse, sarebbe suo diritto lavorare ad un altro bando. È come dire: ti preparo una Ferrari da usare dopo le elezioni, se vuoi puoi usarla, se poi vuoi la Panda fai pure. Io quella mozione che mi impegnava a non fare bandi l’ho votata, non sono mica scemo. Poi, vogliamo dirla tutta? In quella mozione si diceva di non fare nuovi bandi fino alla fine della vicenda giudiziaria sul bando manutenzioni. Ebbene, noi abbiamo vinto l’ultimo ricorso, se la contro parte non dovesse ricorrere entro il 12 maggio noi potremmo anche fare il nuovo bando. Non lo faremo, certo, ma potremmo farlo rispettando proprio quella mozione”. D’accordo con Puppo, strano ma vero, anche il candidato sindaco del centro destra, Antonio Mencobello. “Ho visto la lettera di Puppo e non ci ho visto nulla di male, è un atto preparatorio per chi arriverà dopo le elezioni. Il Pd, ormai, si sta attaccando a qualunque cosa ma, in questo caso, ha ragione Puppo”. Pragmatico, infine, Massimo Del Vago del Movimento 5 Stelle. “Non mi interessa se si sia parlato di nuovi bandi. Si sono fatti? No, per me l’importante è questo. Anzi diffido il nuovo amministratore di Patrimonio dal prendere decisioni simili, si occupi solo dell’ordinaria amministrazione”.

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