“Sindaco Falcone... e i parcheggi dove sono?”. Questo recitava lo striscione esposto fuori dall’area di cantiere dell’ospedale da parte del comitato di cittadini di “Comunità Futura”, di “Area Civica Venaria” e dei consiglieri comunali Salvino Ippolito (Gruppo Misto), Luigi Tinozzi (Forza Italia) e Marco Scavone (Lega). E, con loro, anche i segretari di Forza Italia e Lega, Rosario Galifi e Andrea Cerutti.
“Era doveroso fare sentire la nostra voce - commentano gli organizzatori della protesta - perché la struttura è pronta ma del cantiere di competenza comunale ancora adesso non c’è traccia”.
Per Salvino Ippolito e Comunità Futura, “ora abbiamo capito la motivazione per cui Falcone non si è mosso, da quando si è insediato, ad affrontare i problemi correlati al presidio ospedaliero: un mix tra scelta politica e incapacità amministrativa. Se l’opera fosse fisicamente in fase terminale e quindi il Comune avesse provveduto per tempo ai lavori di sua competenza, l’ASl To3 e la Regione sarebbero stati incentivati ad effettuare sia i bandi per gli arredi interni sia le modifiche necessarie ai trasporti pubblici per permettere ai residenti di raggiungere la struttura. Senza voler difendere i due Enti, ci ritroviamo in una situazione simile al cane che si morde la coda: il Comune accusa Regione, Scr e Asl To3, e queste ultime aspettano il Comune. Vogliamo ricordare al Palazzo che all’interno di una normale azienda, laddove la politica industriale adottata porti al fallimento, il primo ad essere sfiduciato è l’amministratore delegato e il consiglio d’amministrazione. Ci auguriamo che in un sussulto di dignità e coerenza, l’attuale amministrazione decida in breve tempo quali atti e quale percorso effettuare per realizzare i lavori di sua competenza con la maggiore rapidità possibile”.
Ancora più drastica la Lega, attraverso Scavone e Cerutti: “Per incapacità altrui ci rimettono i cittadini venariesi e di tutta la zona ovest. E’ ora di finirla con il solito giochino del dare le colpe agli altri. Sarebbe davvero bastato partire per tempo. E invece si è sempre aspettato. Per cosa? Per avere una carta da giocarsi in campagna elettorale? Con l’apertura coincidente con le amministrative 2020?”.
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