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11 Aprile 2019 - 15:48
No al taglio degli ippocastani.
Gli attivisti di Legambiente Settimo e del Comitato salva l’area verde di Corso Piemonte si sono incontrati sabato 6 aprile alle 16,30 in corso Piemonte, per manifestare contro la decisione di tagliare 20 alberi pluridecennali, tra cui alcuni ippocastani, per fare spazio al parcheggio del nuovo centro commerciale di 2.570 metri. I lavori di realizzazione, iniziati a febbraio e che continuano a ritmi serrati, hanno indignato gli ambientalisti e i cittadini residenti nelle immediate vicinanze. Il Comitato salva l’area verde di corso Piemonte chiede a gran voce che, invece di tagliare i 20 alberi, venga rivisto il progetto del parcheggio, poiché bisogna intervenire adattando il progetto all’ambiente e non viceversa. Mentre l’idea della proprietà di spostare gli alberi ad alto fusto non appare possibile perché sarebbero troppo vicini, meno di 3 metri, al condominio di fianco.
Il sindaco, Fabrizio Puppo, in una lettera indirizzata a Legambiente, tentando di rassicurare gli animi, ha scritto: “…a fronte di 20 alberi rimossi, ne saranno piantati 36. Verranno messi 7 esemplari di Acer Campestre e 29 esemplari di Carpinus Betulus Pyramidalis. E quindi il numero di alberi di nuova piantumazione sarà maggiore di quelli rimossi e, una volta terminato il periodo di crescita iniziale, la capacità di assorbimento di CO2 aumenterà “.
Però Gianni Ronchetti, di Legambiente, Marina Tognolo, del Comitato salva l’area verde di corso Piemonte, e i condomini di corso Piemonte non ci stanno.
“E’ l’ennesimo caso di cementificazione del territorio a discapito dell’ambiente cittadino- ha detto Ronchetti - ma soprattutto il ripristino dell’ecosistema devastato e la crescita dei nuovi alberi in questione richiederanno tanti anni”.
“Non è possibile che il Comune permetta di tagliare 20 alberi che hanno più di 50 anni e che danno ossigeno alla città- ha aggiunto Marina Tognolo - e per cosa? Per non far cadere delle castagne sulle auto? E allora cosa devono dire i torinesi che parcheggiano in corso Re Umberto? Lì è pieno di ippocastani? In ogni modo, come azione dimostrativa alcuni cittadini saliranno su qualche albero a difesa del verde comune che dovrebbe essere patrimonio di tutti, al di là delle scelte politiche”.
“Ma di quanti supermercati ha bisogno Settimo? -ha sottolineato Biagio Nigrone, un condominio del palazzo di fianco al nuovo supermercato - Qui avremo soltanto un aumento di inquinamento acustico e atmosferico”.
Pierpaolo Molinaro, altro condomino, vorrebbe chiarezza sulla proprietà del marciapiede attorno al supermercato, poiché è importante capire fino dove possano arrivare con i parcheggi.
Era presente anche il candidato sindaco Antonio Mencobello, della Lega Nord, che ha sottolineato come l’ambiente sia importante e bisogna rivolgere la massima attenzione alle risorse che ci circondano.
L’incontro di sabato, però, ha anche avuto un altro obiettivo: quello di presentare il “Manifesto di Impegno Ambientale”. Gli ambientalisti di Settimo (Legambiente, Comitato No Torri nell’area Bordina, Comitato salva l’area verde di Corso Piemonte e il Comitato cittadini di piazza Freidano No antenne) hanno sottoposto a tutti e quattro i candidati sindaci il documento, diviso in 14 punti, per la tutela attiva del suolo, in difesa dell’ambiente e per la promozione della qualità della vita.
Nel 2018 erano state raccolte 1700 firme per chiedere lo stop del progetto, petizione che però non è stata accolta dalla giunta comunale poiché quel terreno era già stato acquistato dai privati. L’assessore all’ambiente, Massimo Pace, ha affermato però che :“A Settimo è in vigore l’anagrafe degli alberi, in cui è prevista la piantumazione di un nuovo esemplare per ogni albero tagliato. Inoltre, per regolamento comunale l’amministrazione pianta un albero per ogni bambino che nasce a Settimo. Quindi il bilancio è in positivo.
Infine - conclude Pace - hanno già svolto un sopralluogo in loco, e si cercherà di spostare quegli alberi da un’altra parte”.
“Sempre che riescano a sopravvivere all’espianto” ha commentato Ronchetti. Alla fine della conferenza stampa, alcuni ambientalisti si sono riuniti in un Flash mob e hanno ripulito l’area dietro al campo da calcio per ribadire che gli alberi non si devono toccare.
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