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CHIVASSO. I maghi di Chivasso e il "Circolo Magico Due di Picche"

CHIVASSO. I maghi di Chivasso e il "Circolo Magico Due di Picche"

Andrea Pancotti e Alberto Bassino del "Circolo Magico Due di Picche"

"Abracadabra"... stavolta è così che potremmo cominciare... sì, perchè stiamo per parlare di magia e stiamo per farlo con Andrea Pancotti e Alberto Bassino che, insieme a Andrea Pogliano, sono i soci fondatori di una sezione dell'associazione "Arci Zeta" che si chiama "Circolo Magico Due di Picche" e avente sede al "Campus delle associazioni" di via Baraggino, casetta numero 1.

L’ associazione nasce nel 2012. I tre si conoscono da tempo, fin da piccoli hanno la passione per la magia. Tutto parte con le chattate sui forum di appassionati di magia online. Cominciano e uscire insieme e nasce la voglia di avere una sede, di diffondere e di condividere le informazioni con più persone.

Ma la magia, i maghi cosa sono concretamente? Ognuno di noi ha un po’ la sua idea al riguardo e forse solo in pochi sanno che stiamo parlando di un’ “arte” che esiste dalla “notte dei tempi”. “La magia nasce con l’ essere umano - spiegano. E’ sempre stata riconosciuta come forma sciamanica, legata alla religione, esoterica, ma comunque è sempre stata una forma di intrattenimento. Noi ci occupiamo principalmente di intrattenimento, ma più si va indietro nel tempo e più le due cose sono inscindibili, perché non riuscivano ancora a razionalizzare certe cose - continuano a spiegare. La magia è l’insieme del creare illusioni ed ha varie branche: il prestigiatore è abile nell’ usare le mani nei suoi numeri, il mentalista riproduce fenomeni paranormali… Francesco Tesei dice che ‘I 5 sensi vengono usati per dare l’ illusione di averne un sesto’, l’ illusionista usa invece degli apparati per creare illusioni”.

Quando noi guardiamo un gioco di magia stiamo osservando quello che in termine tecnico si chiama “effetto” che è dato dal “metodo” e dalla “presentazione”. “Il metodo - spiegano i ragazzi - corrisponde a un 10% del totale, è un 10% che devi saper fare al 100%, è ciò che spesso viene definito ‘trucco’, ma dietro a questo c’è tutta una psicologia, una teatralità, il saper coinvolgere le persone, il saperle intrigare, intrattenere… tutto ciò è la ‘presentazione’ che corrisponde al 90% dell’ insieme e che serve a nascondere l’ altro 10%”. Argomentando su questo concetto i nostri maghi spiegano anche che da qui nasce la differenza fra due figure, quella del giocoliere e quella del prestigiatore. “Il giocoliere esibisce la tecnica, studia tanto e fa vedere cosa sa fare e cosa fa, il prestigiatore studia tanto ma per non fare vedere cosa fa” dice Andrea. “Questo crea un’ enorme frustrazione che rende i prestigiatori persone ‘orribili‘ che trovano ‘sfogo’ quando si incontrano fra loro e possono, finalmente, far vedere cosa hanno studiato senza paura di svelare il metodo” aggiunge, nel mentre, Alberto ridendo.

Nel campo della magia la “segretezza” è fondamentale. “Se si spiega il numero poi non lo si potrà più rifare, perché una volta che lo spettatore sa come si fa viene meno la sensazione di stupore. Lo stesso Seneca si divertiva a guardare i giochi di prestigio, e non voleva che gli venisse svelato il segreto perché altrimenti perdeva l’interesse. Noi questo cerchiamo di insegnarlo e farlo capire ai nostri ragazzi. Oggi purtroppo è facile, grazie a internet e ali libri, trovare le informazioni al riguardo, ma comunque sapere come si fa un gioco magico e saperlo fare sono due cose ben diverse” spiegano i due.

A forza di parlare di magia mi viene da chiedere ai nostri maghi se loro credono nel paranormale o se pensano che sia tutto un bluff, un trucco. Alberto Bassino mi dice che: “E’ impossibile dire che il paranormale non esiste. Ma ad oggi tutti i fenomeni paranormali analizzati sono stati compresi, spiegati e resi riproducibili e sono gli stessi mentalisti ed illusionisti a riuscire a farlo”. Andrea Pancotti aggiunge che: ”Dagli anni ‘70 sono stati introdotti i comitati esaminatori del paranormale. James Randi, noto prestigiatore, ha iniziato a smascherare i ciarlatani che dichiaravano di avere poteri paranormali e da quel momento nelle commissioni esaminatrici è sempre stato inserito un prestigiatore. Randi aveva addirittura proposto di donare 1000000 di dollari a chi avesse dimostrato di avere poteri paranormali, portando avanti un discorso già iniziato da Harry Houdini, e quei soldi sono ancora lì. Noi stessi certe cose da medium o da sensitivi le sappiamo fare, ma noi lo facciamo per intrattenimento” conclude.

Una cosa che Andrea e Alberto ci tengono a dire è che ovunque, nel mondo, la magia è vista come intrattenimento, si assiste allo spettacolo di un professionista per divertirsi e basta e il capire “trucco” passa in secondo piano. Da noi, invece, ci si tiene di più a capire il metodo per non sembrare stupidi che a godersi un momento surreale, un qualcosa che non capita nel quotidiano e che sovverte le leggi fisiche. Sì, parlo proprio di fisica, perché come dicono gli stessi ragazzi: “La magia attraversa tanti campi, ha una bibliografia vastissima. Ci sono tanti dettagli e riferimenti su libri di neuroscienze, di fisica,di letteratura, di chimica e non solo. Noi impariamo come funziona il cervello per aggirare certi schemi, sfruttiamo certi meccanismi. Il cervello non è una macchina perfetta e sapere dove stanno le ‘imperfezioni’ è un’agevolazione per noi che giochiamo sopra queste ‘lacune’. Come dice Arthur Clarke: ‘Ogni tecnologia sufficientemente evoluta è paragonabile alla magia’ ed ha ragione”.

Entriamo ora nel merito di ciò che fa a Chivasso (e non solo) il “Circolo Magico Due di Picche”. “Ci riuniamo in sede due volte al mese, il primo e il terzo giovedì del mese, e quello è un vero e proprio momento di scambio di informazioni - cominciano a spiegare Andrea Pancotti e Alberto Bassino. Nella prima parte degli incontri vengono date le informazioni base agli iscritti, nella seconda parte si fermano solo i più ‘accaniti’ per un libero scambio di idee, per confrontarsi sulle tecniche, sui vari libri. Per sondare l’ effettivo interesse dei partecipanti viene tenuto un mini corso introduttivo alla magia di 6 lezioni, serve per scremare i curiosi dagli appassionati, perché a volte i trucchi sono così ‘banali’ che se non hai la passione non resisti. I metodi sono tanti e il prestigiatore deve individuare quello giusto, non fa mai le cose su due piedi, non esiste l’ improvvisazione, durante gli spettacoli vanno programmati anche gli errori. Alla fine si fa un piccolo ‘esame’ e cioè si fa vedere qualcosa a noi e ai soci e superato quello step si diventa membri del circolo a tutti gli effetti” concludono.

Attualmente il circolo è composto da una decina di persone. I ragazzi possono entrare a partire dagli 11 anni in su, come a “Hogwarts”, la scuola di magia di Harry Potter. Il Circolo organizza seminari, spettacoli, conferenze invitando mentalisti, prestigiatori e illusionisti, nomi noti e di fama internazionale come Aurelio Paviato, Trabuk e Gianfranco Preverino. Il Circolo ha partecipato a vari eventi come “Cento Strade per Giocare”, la “Stagione del Benessere”, “Aspettando Halloween”, la “Festa dei Nocciolini”, ma anche a attività nelle scuole e nei centri anziani.

E’ difficile avvicinare realmente le persone alla magia, quando parli di quest’ ultima tendono sempre a chiederti se gli fai un ‘gioco’ per il bimbo e lo diciamo con tutto il rispetto per chi fa magia per bambini, che è anche una delle più difficili - spiegano i due maghi. La magia è intrattenimento per adulti e famiglie, è un linguaggio universale, c’è una discrepanza fra inizio e finale ma l’effetto è sempre quello e cioè il vedere che tutti si stupiscono, ognuno a suo modo ovviamente. L’ abilità del prestigiatore - aggiungono Alberto e Andrea - è di spostare l’interesse dal capire come hai fatto la magia, se l’interesse resta lì vuol dire che hai sbagliato qualcosa. Se non ti piace la musica, in genere, dici che non ti piace questo o quel cantante, non che non ti piace tutta la musica. Se non ti piace la magia - aggiungono ancora - non ti piace la magia punto e basta, per i ‘profani’ la magia è magia in generale e non conoscono i vari maghi o le varie tipologie di tecnica per dettagliare cosa non piace e questo rende ulteriormente difficile avvicinare la gente alla magia. Noi speriamo di riuscire a farci conoscere sempre di più partecipando a vari eventi e manifestazioni sul territorio” concludono.

La magia è un’ arte affascinante e complessa, dove psicologia, presenza scenica e destrezza si fondono assieme per creare un’ esperienza emozionale negli occhi dello spettatore. Un‘ arte che forse andrebbe un po’ rivalutata per certi aspetti e fatta conoscere di più e compresa meglio, un po’ quello che i nostri maghi chivassesi stanno cercando, con tenacia e perseveranza, di fare.

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