Qualcosa si muove per i quindici lavoratori del Bennet che ad inizio anno hanno perso il posto.
La scorsa settimana si è tenuto un incontro presso l’assessorato regionale al Lavoro tra i vertici della società Bennet, le organizzazioni sindacali, la Regione Piemonte, presente con l’assessora al Lavoro Gianna Pentenero, l’Agenzia Piemonte Lavoro e il sindaco di Chivasso Claudio Castello, dopo le segnalazioni pervenute alle istituzioni sul mancato rinnovo di alcuni contratti a tempo determinato nel punto vendita di Chivasso, anche alla luce del nuovo quadro legislativo nazionale.
Al termine dell’incontro, le parti hanno convenuto di proseguire la discussione in sede sindacale, per una valutazione più puntale della situazione, al fine di individuare in un prossimo futuro eventuali soluzioni per i lavoratori.
“Bennet ha confermato la sua posizione rispetto alle mancate conferme - spiega Francesco Sciarra, segretario generale della UILTuCS Ivrea e Canavese - ovvero valutazioni sulle singole capacità oltre che sulla sopraggiunta normativa più stringente rispetto ai contratti a tempo determinato. Alle nostre obbiezioni rispetto alla comune età dei lavoratori, al fatto che gli stessi avessero formato altri dipendenti poi confermati a tempo indeterminato e alla continua ricerca di personale da inserire, Regione Piemonte ha proposto di spostare la trattativa su un tavolo sindacale, cosa ovviamente accettata da noi e anche da Bennet. Ci siamo riaggiornati ai primi di marzo per sederci e discutere la situazione nel dettaglio e trovare una soluzione”.
Il caso era scoppiato a gennaio quando una quindicina di dipendenti del nuovo centro commerciale Bennet, a nord della città, hanno perso il posto di lavoro. La maggior parte sono donne.
C’è chi ha un figlio a carico. Chi due. Chi, addirittura, un marito perché la crisi ha colpito duro, senza guardare in faccia nessuna di loro. Tutti hanno in comune un fattore: sono nati prima del 1984. Ossia, hanno più di 35 anni.
Per questo, a loro dire, non sarebbero più “idonei” al lavoro che hanno fatto fino all’altro ieri. Licenziati, quindi, dall’oggi al domani, al termine dello scadere dei tre mesi (già precedentemente rinnovati) di contratto di lavoro: cassiere, addetti dei reparti macelleria e frutta e verdura, impiegati nelle pulizie. Indipendentemente dalla mansione, sono finiti a casa.
E si sono rivolti al sindacato.
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