E’ un corto circuito, quello che sta investendo il centrosinistra chivassese e che sta creando non pochi imbarazzi all’amministrazione del sindaco Claudio Castello. Un corto circuito da cui non se ne esce, se non nella via più semplice ma più “sofferta” per la maggioranza a targa Pd: l’abrogazione del comma 3 dell’articolo 12 del regolamento di Polizia Urbana.
Dopo la multa per i manifesti troppo vicini a Palazzo Santa Chiara, elevata alla segreteria del Pd per le primarie di metà dicembre, il centrosinistra è di nuovo scivolato sul regolamento che gli stessi esponenti dem chivassesi hanno scritto.
Roba da oggi le comiche, sentite un po’ qua.
Sabato pomeriggio, durante la manifestazione “L’Italia che resiste”, cui hanno aderito tutti i partiti e le liste civiche che sostengono l’attuale maggioranza, dal Pd a Chivasso Solidale, passando per Liberamente e Anpi, salvagenti, asciugamani, materassini, striscioni, borse, sono stati lasciati ai piedi della statua dell’Angelo di Nino Ventura.
Un modo simbolico per esprimere solidarietà ai migranti che rischiano la vita in mare per raggiungere il nostro Paese. Una manifestazione comune a tante piazze d’Italia.
Peccato che gli stessi che hanno manifestato a Chivasso, con l’ex sindaco Libero Ciuffreda in testa e al megafono, siano i medesimi che hanno messo nero su bianco l’articolo 3 comma 12 del regolamento di Polizia Urbana che, udite udite, vieta proprio questo tipo di iniziative a meno di venti metri da monumenti ed edifici di interesse storico.
Et voilà. Puntuale la chiamata ai vigili, il sopralluogo, il verbale di accertamento cui seguirà, certamente, la sanzione agli organizzatori.
“Boh - allarga le braccia e sospira, incredulo, Vinicio Milani, presidente dell’Anpi -. Non so che dire: manifestazioni così, all’Angelo di Ventura, ne abbiamo fatte a decine. Ho informato il sindaco e la Prefettura su ciò che avremmo fatto, non ho neanche pensato che...”.
Che non fosse più possibile manifestare in centro a Chivasso. E’ questa l’inevitabile conseguenza di un articolo “cervellotico”, confenzionato dal centrosinistra per “punire” Lega Nord e Forza Italia che esponevano i propri vessilli in piazza Della Repubblica, di fianco al Duomo, ma che ora si sta ritorcendo contro gli stessi promotori del regolamento. Della serie: chi di spada ferisce, di spada perisce. E che sta creando non pochi imbarazzi a molti chivassesi, primo fra tutti il parroco don Davide che i manifesti di iniziative, concerti, serate benefiche, li ha sempre affissi sulle cancellate del Duomo e che, oggi, per questo sarebbe passibile di sanzione.
“Ma quanto ci mettono a fare marcia indietro - inforca Matteo Doria, consigliere di Amo Chivasso e le sue frazioni, tra i primi a protestare per il nuovo regolamento -. In Consiglio comunale il Pd ha respinto la mia richiesta di abrogazione dell’articolo 3. Pochi giorni dopo ci sono cascati di nuovo. Sarebbe di buon senso un ripensamento, a meno che non vogliano mettere mano al portafogli almeno una volta al mese...”.
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