La presentazione del progetto Controllo di Vicinato
Non chiamatele ronde, perchè nulla hanno a che vedere con la giustizia sommaria. Sono gruppi di cittadini che controllano il territorio e lo fanno in maniera democratica. Le segnalazioni viaggiano prevalentemente attraverso gruppi di WhatsApp. Si chiamano Gruppi di Controllo del Vicinato, riconoscibili dai cartelli da posizionare su strade e piazze, riuniscono cittadini che collaborano con i comuni di residenza e le forze dell’ordine, segnalando presenze sospette ed episodi di microcriminalità osservati dalle finestre di casa, oppure passeggiando nel proprio quartiere. Un fenomeno che negli ultimi anni ha raggiunto gli oltre mille e 500 gruppi in tutta Italia. Venerdì sera, nel salone Giuseppe Dutto, per la prima volta, i cittadini di Lauriano hanno ascoltato la presentazione del progetto illustrato dal presidente dell’associazione Nazionale Controllo del Vicinato, Ferdinando Raffero e dal suo vice, responsabile regionale, Diego Innocenti. La serata è stata voluta dal gruppo dei consiglieri di minoranza, Emmanuele Serlenga, Renato Dutto e Andrea Sacchi. Tra il pubblico erano presenti anche l’onorevole Carlo Giacometto e il consigliere comunale di Torino, Maurizio Marrone.
La serata è stata aperta da Renato Dutto, che ha voluto rimarcare come l’argomento sicurezza, in paese, sia piuttosto sentito: “Le telecamere di videosorveglianza non funzionano. Nei bar sento spesso cittadini che vogliono organizzare ronde. Io vorrei, invece, un paese dove i rapporti di vicinato siano ottimi. Che si ritorni a quello spirito di comunità che si è un po’ perso”.
Ad illustrare le finalità dell’associazione è poi intervenuto Ferdinando Raffero che ha spiegato come l’obiettivo sia quello di creare una rete fra le persone in modo che si riconoscano nel loro palazzo o nella loro via, e prevenire la vulnerabilità. Si segnalano ad esempio auto sospette. Le segnalazioni dei comportamenti anomali viaggiano su WhatsApp per poi raggiungere la polizia municipale e i carabinieri. A gestire il gruppo di WhatsApp è solo il coordinatore, ha precisato Raffero: “Non viene richiesto un addestramento particolare. Solo il buonsenso tra le persone e abbiamo anche delle regole ben precise elencate in un manuale di circa sessanta pagine. I risultati sono ottimi. Qui nel Chivassese hanno già aderito i comuni di San Mauro Torinese, Castiglione Torinese, Baldissero, Andezeno e San Raffaele Cimena. Un esempio dell’ottimo funzionamento è stata una truffa sventata, qualche settimana fa, a Castiglione Torinese. Grazie alla segnalazione, in pochi secondi, sono stati informati tutti i gruppi, comune per comune”.
Una serata informativa, per ora. Ma ad osservare il numero di cittadini presenti venerdì sera nel polifuzionale, Lauriano si aggiungerà presto all’elennco dei comuni che si sono già affidati all’associazione Controllo del Vicinato. Una decisione che al momento non è collegata ad una reale emergenza furti, in leggero calo in paese.
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