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24 Gennaio 2019 - 11:10
Massimo Del Vago
Un pasticcio. Non si può che descrivere così la situazione legata alle manutenzioni cittadini (taglio erba, manutenzione strade, cimiteri…”. Il dito è puntato su un bando da 72 milioni, fino al 2036 e su un groviglio giudiziario che ora rischia di bloccare tutto per molto tempo.
E tutto comincia con la decisione di Patrimonio (azienda municipale) di affidare i lavori alla Manu (un gruppo di aziende) che, stando ad una sentenza del Consiglio di Stato, non avevano i requisiti economici per partecipare alla gare. L’amministrazione su consiglio dei tecnici e degli avvocati (costati la bellezza di 60 mila euro) presenta istanza di revoca per chiedere l’annullamento della sentenza del consiglio di Stato. Tentativo (non dichiarato) di prendere tempo, continuare i lavori con Manu in proroga tecnica, e rimandare eventuali decisioni. La procedura finisce malissimo. Il Consiglio di Stato, a dicembre, annulla definitivamente il bando. Ma non basta: perché i secondi, il Consorzio Grandi Opere, dopo l’annullamento dell’affidamento ai primi, Manu, decidono di fare ricorso al Tar per chiedere l’aggiudicazione della gara. E adesso? Il groviglio continua. La sentenza del Tar, infatti, dovrebbe arrivare a breve, ma poi, la stessa, potrebbe essere appellata, prima al consiglio di Stato e poi in cassazione.
Una situazione che ha mandato su tutte le furie le opposizioni che hanno attaccato durante l’ultima commissione andata in scena per trattare la questione.
“Qui chi amministra sta rischiando di far fallire tutto - ammonisce il capogruppo del Movimento 5 Stelle Massimo Del Vago - si continuano a spendere soldi pubblici in maniera sbagliata, questo non è possibile. Se dovessimo arrivare noi in Comune, l’amministratore unico della Patrimonio, Mazza, evidentemente non ci sarà più, ma andremo da lui nel caso in cui dovessimo trovarci con seri problemi. La gente deve capire come stanno le cose e un domani deve andare a protestare con chi amministra oggi non con chi arriverà. Il peccato originale è a monte: hanno fatto un bando da 72 milioni di euro, fino al 2036 e adesso, in qualunque modo ti muovi, rischi di prenderla in quel posto. Questa cosa è assurda: abbiamo un’amministrazione che è orgogliosa di aver fatto lavori per sei mesi ma il bando era fino al 2036. A fronte di lavori per 18 anni sono contenti di 6 mesi di interventi. Se si dovessero evidenziare responsabilità da parte di qualcuno io sono pronto a costituirmi parte civile”.
Dure anche le parole del capogruppo di Forza Italia, Felice Scavone.
“Voglio vedere i pareri legali che sono stati seguiti dall’amministrazione. Nel caso si dovesse appurare che alcuni soldi sono stati spesi in maniera non corretta io sono pronto a mandare tutto alla corte dei conti. Gli interessi di Patrimonio non sono quelli di una società privata, sono quelli dei cittadini e noi abbiamo il diritto di sapere tutto, a meno che non esistano atti secretati. Ma poi, possibile che qui nessuno abbia preso in considerazione eventuali richieste di risarcimento? Chi si è presentato a quel bando si sarà preparato, avrà investito soldi in macchinari, attrezzature. Tutte cose di cui Patrimonio e il comune devono tenere conto per eventuali scenari futuri”.
Altre polemiche, poi, sono arrivate sulla scelta della società Patrimonio, che ha deciso di non concedere ai consiglieri i documenti relativi al processo giudiziario ancora in corso al Tar. “Questa mi sembra una follia - ha attaccato Arnaldo Cirillo, consigliere del Movimento 5 Stelle - noi vogliamo renderci conto della situazione e quindi è giusto poter leggere tutti i documenti. Oggi ne abbiamo parlato, perché non possiamo leggere il testo del ricorso? Fateci vedere il parere degli avvocati che dice di non darci la documentazione richiesta”. Dello stesso avviso anche il consigliere, capogruppo dei Moderati, Pino Velardo. “Questi documenti andavano concessi per avere una visione più chiara di quanto sta accadendo. Così manca un pezzo. Anche sul piano dei risarcimenti non si puo’ pensare di agire all’evenienza, la società deve tutelarsi e fare ipotesi precise”. L’invito arrivato, infine, da parte del capogruppo del Pd, Daniele Volpatto, nei confronti della giunta, è quello di restare fermi.
“Io non ho abbastanza competenze per capire esattamente quanto sta accadendo ma credo che l’unica soluzione sia quella di non fare niente. Non fate niente, c’è un giudizio ancora pendente e quindi non credo ci sia la possibilità di pensare a nuovi bandi, oggi”. Una posizione che, a dispetto delle parole del sindaco Fabrizio Puppo, che ha aperto la commissione dicendo: “Stiamo pensando ad un nuovo bando”, sarebbero condivise anche dall’amministratore unico di Patrimonio, Pierpaolo Maza. “Certamente - ha detto - pensare oggi ad un nuovo bando ha poco senso. Siamo riusciti a portare avanti i lavori per molto tempo grazie alla proroga tecnica, adesso andiamo con gli affidamenti diretti. Con il passare del tempo vedremo quello che accadrà, i film non si possono fare prima, bisogna aspettare almeno l’inizio. In ogni caso, noi siamo una società partecipata le cui linee vengono dettate dall’amministrazione”.
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