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IVREA. Sertoli è tornato dall’Africa. Missione in Benin compiuta

IVREA. Sertoli è tornato dall’Africa. Missione in Benin compiuta

sertoli in Benin

Andare in quei posti ti apre la mente e il cuore ed è lì che che ci si rende conto di che cosa sia la povertà....”. Parla così il sindaco Stefano Sertoli al ritorno da un viaggio di “fatica” e di crescita. Un viaggio di sei giorni in totale, due per arrivare, altri due per ritornare indietro.  A Natitingou, in Benin (Africa), dove si è recato in missione con Vincenzo Bergantino presidente di Auser e di Seniores International voulonteers”.   “Tanta povertà e tanta dignità, ma in pochi sono venuti a chiederci l’elemosina... “ ci racconta con la testa ancora immersa nel terzo mondo. Ed è il racconto appassionato di una comitiva che, preso l’aereo, si è “sparata” 800 chilometri di strada sterrata dal nord al sud, di un piccolissimo stato africano affacciato sul Golfo di Guinea e confinante con il Burkina Faso, il Niger, la Nigeria e Togo.  Dalla capitale Cotonou a Natitingou, un villaggio in cui manca tutto, o quasi, a cominciare dall’acqua.  “Il sindaco ci ha ospitati in un albergo - continua Sertoli - Una struttura di cemento armato senza luce e senza acqua, giusto per far capire... Ma non era niente di meno e niente di più di quel che mi aspettavo...”. Stesso entusiasmo da parte di Vincenzo Bergantino. “Quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto - racconta -  Il sindaco ci ha ospitati mettendoci a disposizione tutto quello che poteva....”. E c’è già una bella notizia. “Arrivata il giorno prima della partenza...”, precisa Bergantino. “La Regione Piemonte - annuncia - ha finanziato il secondo progetto presentato dall’associazione “Seniores International Expert Volunteers per conto del Comune di Ivrea...”. E parliamo di un investimento di circa 20 mila euro o poco meno che andrà a concludere il percorso cominciato circa un anno fa con la ristrutturazione di un edificio messo a disposizione dal sindaco di  Natitingou e la sua trasformazione in centro di formazione agraria.  “Siamo andati giù a controllare la conclusione dei lavori di ristrutturazione del centro in base ad un progetto (anche quello finanziato dalla Regione) di circa 6 mila euro. Adesso cominceremo a lavorare per far partire i corsi di turismo e di agraria con dei nostri volontari e alcuni tecnici dell’Università di Parakou...”. E tra i volontari di  “Seniores International Expert Volunteers”, in prevalenza anziani e pensionati, con un forte bagaglio di conscenze, ci sono agronomi, industriali, bancari,  architetti, insomma numerose professioni.  E sarà un altro dei meriti di  cui andare fieri, considerando che l’associazione, oltre al centro di formazione a Natitingou si è occupata in questi anni pure di una Diga in Burkina Faso, di un progetto contro la desertificazione in Etiopia e, non in ultima, della partnership tra il Comune di Pavone e il Comune di Boukombé (sempre in Benin) finalizzato a promuovere lo sviluppo dell’agricoltura familiare, tra le altre cose con la costruzione di un pozzo, il ripristino di un piccolo mercato a chilometri zero in cui vendere i propri prodotti, infine l’acquisto di svariate attrezzature, un mezzo per trasportare frutta verdure e cereali e un mulino per trasformare il grano in farina e renderlo più remunerativo.  E sempre a Boukombé si è sperimentato il microcredito con circa 50 famiglie beneficiarie di prestito di 80 euro ciascuna da restituire in tre anni per avviare  l’attività agricola.  “Anche con il comune di Pavone - ci aveva raccontato Bergantino  - avevamo  messo a punto un secondo progetto da presentare e far finanziare dalla Regione, ma caduto il sindaco, il Commissario non ne ha voluto sentire parlare.  Si sarebbe trattato di un allevamento di caprette...”.
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