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13 Gennaio 2019 - 23:57
Maurizio Plassio titolare dell 'azienda "Casa della Cornice" a Brandizzo
“Mi chiamo Maurizio e ho 46 anni. Gestisco un’ azienda di cornici che si occupa della realizzazione di tutto ciò che riguarda la cornice a 360 gradi. Alla domanda se fosse il mio sogno da bambino rispondo di no. Non avevo un sogno ben preciso relativamente al cosa avrei voluto fare da grande” - così Maurizio Plassio incomincia a raccontarsi.
Maurizio si diploma in ragioneria e decide di iscriversi all’ università. Sceglie la Facoltà di Economia e Commercio, ma dopo un anno si rende conto che non ha voglia di dedicare allo studio tutto il tempo necessario e così interrompe il percorso universitario. Inizia a lavorare nel colorificio di sua madre, Rosemma Gallo, sito in centro a Brandizzo. Mamma e figlio collaborano per circa 16 anni, l’unica interruzione è durante il periodo del militare, dove per forza di cose Maurizio deve allontanarsi. Quando la mamma va in pensione, decide di proseguire il lavoro del papà e di entrare nell’azienda di cornici di famiglia, anch’essa sita in Brandizzo, esattamente in via Monte Grappa 12, che allora si chiamava “Plassio Cornici” e che oggi si chiama “Casa della Cornice”.
L’ azienda viene fondata nel 1993 da Dario Plassio, padre di Maurizio, appunto. Inizialmente seguiva soprattutto i negozi, poi ha cambiato la tipologia di cliente per indirizzarsi verso i pittori e si è ampliata. Nel 2007 subentra Maurizio Plassio. “Inizialmente ero ‘acerbo’ del mestiere - racconta. Purtroppo appena subentrato è venuto a mancare mio padre e io mi sono ritrovato l’azienda in mano con un po’ di difficoltà. Mi sono impegnato il più possibile per cercare di andare oltre e devo molto ai miei collaboratori Giusy Morandini e Gabriele Serluca per avermi aiutato a superare questo step iniziale. Passato questo ‘scoglio’, capite le dinamiche, ho iniziato ad appassionarmi al lavoro e oggi cerco di portare avanti l’azienda in nome di mio padre e penso che ne sarebbe orgoglioso. Faccio il possibile per farlo al meglio e cercare di restare a galla in questi periodi non proprio facilissimi” aggiunge.
“Realizziamo cornici prevalentemente su misura – spiega Maurizio. Prendiamo l’asta intera, la sezioniamo, assembliamo le varie parti, tagliamo il vetro e infine il fondo per il retro. Il tutto viene montato col soggetto da inserire all’ interno. Produciamo anche specchiere, medagliere, vassoi e ventagliere. Forniamo materiale artistico per pittori e quindi tele (realizziamo telai su misura di qualsiasi formato), colori ad olio, acrilici, acquerelli, pennelli e materiali ausiliari per pittura. Lavoriamo anche con i fotografi, con gli arredatori di interni, i designer e chiunque abbia bisogno di una cornice personalizzata” aggiunge.
Maurizio convive dal 2006 con la compagna Sabrina Balzola e risiedono a Cavagnolo. Hanno due bimbe di nome Vittoria (8 anni) e Martina ( 1 anno e mezzo). “La paternità è un avvenimento che sicuramente ti cambia. L’insieme famigliare a volte è snervante, lavori, torni tardi e magari avresti voglia di stare da solo, in silenzio. Ma poi quando le mie bellissime bambine non ci sono, anche solo perché sono a mangiare dalla nonna, la loro mancanza si sente. E’ molto particolare come sensazione” dice sorridendo.
Maurizio Plassio ha sempre praticato sport fin da piccolo. Dagli 8 ai 31 anni ha giocato a calcio a livello agonistico, ma ha poi interrotto perché il papà si era ammalato, doveva subentrare in azienda e non aveva più sufficiente tempo da dedicare al pallone. Dopo 7/8 anni di stop, quasi per scherzo, compra una mountain bike con un suo amico e lì scocca un colpo di fulmine del tutto inaspettato. “Appena ho 2/3 ore libere prendo la bici e vado a fare un giro. Mi alleno quando posso e faccio anche qualche gara” racconta.
A Maurizio piace molto anche viaggiare. Fra il lavoro e le bimbe piccole il tempo non è molto e come dice lui: “Con Sabrina e le bambine ci siamo ‘specializzati’ nei viaggi del week - end, ci piace molto visitare le città”.
“Sono contento di quello che ho. Di tutto. Spero che nel futuro resti tutto così, che non cambi nulla. A me va bene così, non sono uno che vuole sempre quello che non ha. So accontentarmi e so godere di quello che ho” racconta in conclusione. In mezzo a tante persone sempre insoddisfatte, che si lamentano, che sono alla continua ricerca di qualcosa e che non ne hanno mai abbastanza, caratteristica che poi è anche un po’ insita nella natura umana è bello sentire queste parole. Apprezzare ciò che abbiamo è sicuramente un modo per vivere bene.
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