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VEROLENGO. Dai banchi del liceo a quelli dell’ONU come “delegata”

VEROLENGO. Dai banchi del liceo a quelli dell’ONU come “delegata”

La studentessa Giulia Papalia durante la simulazione a Torino

Dai banchi di scuola a quelli dell’Onu. E’ l’avvenutra che si appresta a vivere una giovane verolenghese residente a Borgo Revel, Giulia Papalia, che, nell’ambito di un progetto di alternanza scuola- lavoro a fine febbraio partirà per New York. “Rappresenterò le Seychelles  racconta con occhi scintillanti la studentessa. Iscritta al liceo linguistico Europa Unita di Chivasso, Giulia  sogna la carriera diplomatica: “Ho sempre sognato di poter diventare un’ambasciatrice - racconta - un desiderio che porto dentro di me da sempre. Quando si è aperta questa possibilità ho fatto di tutto per coglierla al volo”. Il progetto è portato avanti dall’agenzia United Network che le ha anche riconosciuto una borsa di studio per consentirle di prendere parte al progetto.

Ma di cosa si tratta nello specifico?

Si tratta di una simulazione. Ognuno di noi è delegato di un paese per le Nazioni Unite. Io rappresenterà le Seychelles e sarò nella commissione che si occuperà di Guerra e neocolonialismo”. Un argomento complesso sul quale Giulia ha già iniziato a prepararsi: “Ognuno di noi dovrà essere preparato sia sulle politiche del paese che rappresenterà, sia sul tema affrontato. E’ importante perché poi, a quel tavolo, lavoreremo tutti insieme per giungere ad una risoluzione condivisa”.

Il tutto, ovviamente, in lingua inglese.

“La conoscenza della lingua è uno dei requisiti fondamentali per poter essere ammessi al progetto. Ho affrontato un test scritto che ho superato. Non mi è stato richiesto l’esame orale perché ho conseguito a scuola una particolare certificazione B2 che equivale ad un livello C1”.

Che aspettative hai?

Ho già partecipato, qui a Torino, lo scorso anno ad una simulazione come questa - racconta Giulia -. Rappresentavo il Venezuela. La preparazione è avvenuto nelle aule del Campus Einaudi, ma la cerimonia finale si è tenuta alla Cavallerizza. E’ stata un’esperienza bellissima, ma pensare di poterla fare nel cuore di New York, a Manhattan è certamente un’altra cosa. La preparazione la faremo in un grande Hotel della città, la cerimonia finale si terrà proprio all’Onu. Sarà un’esperienza unica per la quale la mia scuola mi riconoscerà 70 ore di alternanza scuola lavoro”.

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