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CHIVASSO. Katia Loscalzo e il gruppo pittorico espositivo "Artego"

CHIVASSO. Katia Loscalzo e il gruppo pittorico espositivo "Artego"

Katia Loscalzo

Sono sempre stata attratta dall’arte. Mi sono iscritta al liceo artistico a Torino con l’idea di diventare stilista di moda, ma sono letteralmente ‘fuggita’ da lì, sentivo il mio estro represso in gabbia, troppa rigidità, avevo bisogno di dare libero sfogo alla mia fantasia. Sentivo che quel percorso non era il mio e quindi perché percorrerlo mi sono detta. Così ho cambiato totalmente strada e mi sono iscritta e diplomata al liceo linguistico”… in questo modo Katia Loscalzo comincia a raccontarmi qualcosa di lei per farmi capire come ha vissuto e vive l’arte.

Ho comunque continuato a coltivare il mio estro da autodidatta, e ho frequentato diverse associazioni artistiche e culturali di Chivasso e Settimo. Il diploma del liceo linguistico mi ha permesso di trovare lavoro nel settore turistico ed alberghiero in Valle d’Aosta, dove vivo per diversi mesi dell’anno con mio marito Gianni, per poi rientrare a Chivasso dove risiedono le nostre rispettive famiglie. Ho sempre dipinto ed esposto i miei quadri, mi sono anche appassionata alla pittura su ceramica e ho partecipato a diversi mercatini di hobbistica. Però avevo voglia di condivisione, di creare un gruppo di persone appassionate all’arte come me. Volevo lasciare un segno, un qualcosa che andasse oltre al lato strettamente artistico, che creasse unione fra le persone per fare qualcosa di buono” continua a raccontare Katia.

Spesso, nella vita, le cose accadono perché ci troviamo al momento giusto a fare la cosa giusta e navigando su Facebook, Katia si imbatte in alcuni quadri da cui rimane affascinata. Sono opera del pittore Claudio Zanni. Lo contatta e decidono insieme di organizzare una mostra, a Chivasso, per raccogliere fondi per la “Croce Rossa”. Fra i due nasce una bella amicizia, sono molto soddisfatti dei risultati ottenuti e decidono di allargare il gruppo e di dare vita, nel maggio 2017, ad “Artego” che significa “L’ Io nell’arte”, ma non inteso come un “Io” singolo ed egoistico, ma un “Io” collettivo. Un “Io” che nasce dalla passione condivisa per l’arte, dalla voglia di incontrarsi, riunirsi, confrontarsi, scambiarsi idee ed opinioni, dedicare un po’ del proprio tempo e dei propri lavori per fare qualcosa di buono, per aiutare chi è più sfortunato, ma anche per far “crescere artisticamente” la città sensibilizzandola verso la solidarietà. Sicuramente ottimi propositi.

Fra gli artisti che fanno parte di questo “collettivo artistico” o con cui, comunque, si rendono disponibili a collaborare ci sono Gabriella Bretz, Monica Santipolo, Diana Pronestì, Antonio De Rosa, Sonia Lo Iacono, Laura Nitti e Carla Scudieri. Ma Katia e Claudio sperano di farlo crescere sempre di più e sono disposti ad accogliere a braccia aperte chiunque ami l’arte, la pratichi e abbia voglia di fare del bene con essa.

Fra i prossimi eventi in programma a Chivasso una mostra sulla “Donna”, oggi troppo spesso vittima di violenze e soprusi, che va invece rispettata, trattata bene e tutelata. Ovviamente anche questa mostra avrà come scopo una raccolta fondi benefica. Si terrà nel 2019.

Abbiamo organizzato diverse mostre a Chivasso, e siamo riusciti, oltre che a raccogliere qualcosina per la CRI, anche a dare una mano al canile e a dare una mano ad associazioni che si occupano dei bambini orfani e più sfortunati - ci dice Katia Loscalzo. Questo mi rende felice, perché posso fare qualcosa di buono attraverso ciò che amo di più, l’arte. Non sono diventata una stilista, e devo ammettere che ha sempre continuato ad essere il mio sogno nel cassetto, ma l’ arte mi ha dato e continua a darmi comunque molto, è una vera compagna di vita, di mille sogni che non muoiono mai. Non smetterò mai di dedicarmici.” conclude.

In un mondo dove ogni giorno siamo bersagliati da notizie tristi, sconfortanti, dove ognuno ha i suoi problemi, è bello riuscire a ritagliarsi un angolo sereno e se questo permette anche di fare del bene a chi ci sta intorno e ha più bisogno meglio ancora. Il bene genera il bene e abbiamo tutti bisogno di positività. Ognuno di noi, a suo modo, dovrebbe cercare di perseguirlo.

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