Il sindaco Claudio Castello risponde all’interrogazione del Movimento 5 Stelle sull’ospedale di Chivasso: proprio mentre su facebook deflagra l’ennesima polemica sul pronto soccorso.
L’interrogazione firmata in ottobre dai consiglieri Fabio Cipolla e Marco Marocco riguardava non in particolare il pronto soccorso, ma alcune caratteristiche generali del nuovo ospedale: la vulnerabilità agli allagamenti, la disordinata disposizione dei locali, la carenza di cartelli indicatori – in particolare nei corridoi che partono dal nuovo ingresso - dei percorsi da seguire per raggiungere uffici, servizi, reparti.
Inoltre l’interrogazione denunciava che nelle ore di punta il traffico veicolare davanti al nuovo ingresso di via Paolo Regis è già elevato adesso e si trasforma in un ingorgo che crea difficoltà ai mezzi di soccorso.
Benché le ambulanze non utilizzino ancora questa nuova entrata. Sottinteso: che succederà quando le ambulanze, che ora utilizzano ancora il vecchio ingresso di Corso Galileo Ferraris, cominceranno a entrare da quello nuovo?
Alla prima questione il sindaco risponde: “la percezione della disordinata distribuzione dei locali deriva dal fatto che l’Ospedale di Chivasso nasce dalla fusione del nuovo ospedale con il ‘nosocomio’ storico”. Tante grazie! Non sarebbe stato compito del progettista “fondere” le due strutture, quella vecchia e quella nuova, in modo tale da renderle amichevoli e facili da usare per gli utenti? Spesso i cittadini piombano in ospedale di corsa, agitati, preoccupati, e dovrebbero trovare un ambiente e una disposizione dei locali che li aiuti a raggiungere la loro meta senza tribolare troppo e correre con la lingua di fuori.
Non sarebbe stato compito dell’ufficio tecnico dell’ASL controllare? E, benché non suo compito, un’occhiata da parte delle amministrazioni comunali chivassesi non avrebbe guastato.
Il sindaco aggiunge: “Tuttavia, se si osserva con attenzione l’ampio pannello posto all’ingresso con la descrizione dei vari sentieri (descritti anche con un codice colore di facile comprensione) riteniamo che le iniziali difficoltà siano superabili”.
Di nuovo tante grazie! Chi arriva affannato e angosciato all’ospedale cosa fa? Si ferma tranquillamente e placidamente davanti al pannello, se ne disegna una copia, se ha carta e penna, oppure lo fotografa, e poi con calma si addentra nel labirinto dei corridoi come se visitasse il Colosseo durante le vacanze? Oppure, previdente, va a studiarsi il percorso prima, fa alcune prove labirintiche, insomma si allena, così è pronto per le emergenze. Perché non un corso gratuito organizzato dall’ASL, magari intitolato “Indiana Jones e il misterioso ospedale di Chivasso”?
Come ultima soluzione per i disperati, il sindaco consiglia: “In casi dubbi è possibile rivolgersi alla portineria”.
Un film “fantozziano”
In proposito abbiamo chiesto un parere a Massimo Rubin, attivista di Legambiente e instancabile investigatore delle magagne chivassesi e possibilmente dei responsabili: “mi sono trovato a dover chiedere informazioni appunto all’ufficio informazioni. Nel gabbiotto - tra l’altro molto insonorizzato non adatto a garantire la privacy degli utenti che per farsi capire devono necessariamente alzare la voce - c’erano ben due addetti (e poi dicono che manca il personale, n.d.r.). Uno dei due mi dava delle indicazioni come se io conoscessi l’ospedale, corridoio secondo a destra va dritto poi a sinistra eccetera sembrava un film fantozziano”.
Confortato da così accurata assistenza, Rubin si avventura nei corridoi e naturalmente si perde. Viene salvato da una gentilissima dottoressa che alla fine miracolosamente trova il modo di indicargli la strada. Rubin coglie l’occasione per chiederle: “come mai non hanno messo le linee colorate guida sul pavimento come ci sono in tutti gli ospedali?” Risposta: “lo chieda al direttore sanitario che non è mai presente in ospedale” .
Il che ci porta alla questione della sicurezza per chi si trova a percorrere quei corridoi. Osserva Rubin: “Per quanto riguarda la sicurezza antincendio ho notato che solo dalla parte della nuova uscita/entrata sono presenti i disegni che indicano le vie di fuga in caso d’incendio (se pur poco visibili), e che le porte antipanico segnalate in modo approssimativo sui vetri delle stesse non sono per nulla segnalate nei corridoi appunto con linee guida necessarie in caso di fumo da incendio per trovare le uscite fuga di sicurezza”.
E il nuovo ingresso per le ambulanze, quello che parte dalla rotonda del cavalcavia e scende in curva verso il pronto soccorso? Non si comprende come mai, a distanza di mesi, non sia ancora aperto e sia tuttora transennato.
L’attivista di Legambiente si domanda se la rampa che scende al pronto sia a norma di legge. E ci legge pure la normativa, così possiamo tentare di controllare, e magari girare la domanda anche all’amministrazione...
Però Rubin ci tiene a sottolineare che è sbagliato prendersela solo con il progettista: “dovremmo dare la responsabilità anche alla direzione lavori, al capo cantiere, e dopo la consegna del fabbricato al manager dell’ospedale per la gestione sia della struttura sia per far rispettare e pretendere dal costruttore tutte quelle garanzie che una nuova costruzione deve avere”.
E già, tutte le garanzie che una nuova costruzione deve avere. Ricordiamo a cosa venne attribuita la colpa dei due allagamenti? Alla griglie troppo piccole e forse alle pompe idrovore insufficienti. Torniamo così all’interrogazione dei consiglieri 5 stelle. Alla risposta del sindaco è allegata una nota dell’architetto Adriano Bosio, dirigente dell’Area Tecnica: “la direzione Sanitaria dell’ospedale ha provveduto alla realizzazione di varie migliorie (come griglie, pompe, ecc…), che si sono rivelate efficaci durante le piogge successive”.
Bene, siamo tutti contenti. Però sono “migliorie” o sono rimedi a errori? Perché se sono migliorie immaginiamo che siano stata pagate con soldi pubblici, dell’ASL o del Comune. Ma se sono rimedi a errori dovrebbero essere a carico di chi li ha commessi. L’ospedale l’abbiamo pagato noi: almeno non facciamoci prendere in giro.
Ultima nota. I due consiglieri chiedevano quanto è costato l’ospedale. Il Comune non lo sa: “Per quanto riguarda il costo complessivo dell’opere e della progettazione (quello a disposizione degli uffici è frammentato e non certo) è opportuno richiedere l’ammontare direttamente all’Ufficio Tecnico della stazione appaltante Azienda Sanitaria Locale To 4”.
Pure la documentazione è incompleta: come l’ospedale.
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