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20 Dicembre 2018 - 10:57
marco bongiovanni
"A dire la verità, pensavo che sarei riuscito a fare più cose nei primi due anni e mezzo di governo. In ogni caso abbiamo portato avanti alcuni temi importanti e risolto questioni pendenti che arrivavano dal passato”.
Questo le impressioni del sindaco Marco Bongiovanni, dopo due anni e mezzo di mandato, dal giugno del 2016, con la vittoria al ballottaggio contro il candidato di un pezzo del centro destra, Davide Benedetto, fino ad oggi.
Nei prossimi due anni e mezzo, fino alle elezioni del 2021, i grillini dovranno necessariamente mettere la quinta per portare a casa due dei temi dirimenti della campagna elettorale del 2016: navetta in Pragranda e ponte fotovoltaico. “Arriveranno - commenta il sindaco - tranquilli”.
Com’è fare il sindaco?
“Me l’aspettavo più facile, è molto impegnativo, porta via molto tempo a tutto il resto”
Quante ore al giorno, mediamente, ti occupi del comune?
“Dalle 9 del mattino fino alle 18. Poi ci sono tutti gli eventi serali, che, a dire il vero, non amo molto ma vanno fatti. Cerco di ricavarmi, poi, due mezze giornate per me”.
Lavori ancora? (Il sindaco è un architetto, ndr)
“Cerco di fare qualcosa, nei ritagli di tempo, ma non è facile. I miei clienti non sono contenti...”.
Della giunta presentata nel giugno del 2016 siete rimasti solo tu e l’assessore Licia Nigrogno. Credi che i cambi di assessori siano stati fisiologici? O, invece, ci sono stati problemi?
“Di certo c’è stato un momento di carburazione iniziale, penso normale. A livello di preparazione la giunta attuale è perfetta, su questo non c’è dubbio. Lavoriamo insieme su tutto, arriviamo in giunta che siamo già d’accordo”.
La giunta fatta nel 2016, quindi, fu frutto di qualche errore?
“All’epoca sembrava la migliore. Poi la Caravelli (ex assessore al bilancio) ha avuto una grande possibilità lavorativa ed è andata via, giustamente e c’è stata la questione legata ad Ansaldo (ex vice sindaco)”.
Ecco, cos’è successo con Ansaldo?
“Nulla di strano, aveva perso l’entusiamo. Forse la questione è stata un po’ troppo politicizzata. Non si è dimesso ma si è fatto mandare via”.
Avete pagato un deficit di esperienza in questi primi due anni e mezzo?
“Solo a livello di tempo, nel senso: non pensavamo che fosse un impegno così gravoso. A livello di risultati non penso proprio. Certo, pensavo che arrivato a questo punto sarei stato più avanti ma la macchina amministrativa è molto lenta”.
Ah, avevate promesso le giunte aperte? Che fine hanno fatto?
“Quella era una cagata, un eccesso di zelo della scorsa campagna elettorale”.
Parliamo delle due questioni chiave che hanno caratterizzato la vostra campagna elettorale nel 2016. Navetta in Pragranda e ponte fotovoltaico. Oggi non ci sono ancora, arriveranno? Quando? “Le navette arriveranno fisicamente in garage il prossimo anno. In campagna elettorale avevamo parlato di una possibile gestione comunale ma poi, anche con l’ingresso del nostro assessore, Licia Nigrogno, in agenzia metropolitana ci siamo resi conto che sarebbe stato meglio inserire la nostra navetta nel circuito della Gtt. Ci stiamo lavorando”.
Ok, nel 2019 in garage, bene, ma quando, la navetta, inizierà a girare in città?
“Penso dal 2020”.
Il ponte fotovoltaico, invece?
(Parliamo del ponte 11 Settembre, il ponte “nuovo”)
“C’è il progetto e anche il benestare della sovrintendenza che, però, ci ha chiesto alcune modifiche dal punto di vista estetico, ci stiamo lavorando. Si tratta di un intervento che non “moltesterà” il paesaggio. Tra poco partiranno le indagini strutturali sul ponte. Nel 2019 sarà realizzato”.
Passiamo ad un’altra questione: il rapporto con i dipendenti. Vi siete “impappinati” un po’ di volte. Il debito fuori bilancio, gli uffici sapevano voi no, il ricorso presentato in ritardo contro l’antenna, la questione deli autisti, la cartografia sbagliata sul progetto del nuovo centro commerciale... Che succede?
“In primis c’è stata una riduzione di personale e questo ha influito. Poi, anche con il nuovo segretario, c’è stata l’idea di non assecondare tutte le richieste dei dipendenti, questo ha creato un po’ di allarme. Con il tempo, poi, ci si è capiti. La passata amministrazione aveva una mano più morbida, tendeva ad assecondare tutto”.
Ok, ma c’è stato un deficit di comunicazione tra parte politica e amministrativa, o no?
“Si, certo. Però, facciamo un esempio: il ricorso tardivo contro l’antenna in Pragranda. Quelli sono atti amministrativi, non passa mica tutto dalla scrivania del sindaco”.
Sempre sui dipendenti, avete cambiato i metodi di erogazione dei premi di produzione...
“Certo, abbiamo deciso di premiare il lavoro straordinario. Un dipendente che fa il lavoro ordinario bene fa quello per cui è pagato, non merita un premio. Infatti, qualcuno, lo scorso anno non ha preso il premio. Di contro, però, abbiamo aperto la possibilità di alcuni scatti di livello, un qualcosa che non si faceva da tanto”.
Cosa è cambiato rispetto alla passata amministrazione di Dallolio?
“Si sono rincorsi un sacco di bandi che in passato non erano mai stati seguiti. Forse c’è stata più dedizione da parte di tutti”.
Le minoranze? Che ne pensi? Ti hanno dato una mano?
“Mah, fanno il loro gioco. Di certo con San Mauro Domani c’è una collaborazione vera. Se c’è un cancello rotto non fanno un’interrogazione per farsi vedere ma alzano il telefono, mi chiamano e risolviamo la cosa senza tanto clamore. Sugli altri c’è poco da dire. A volte, però, quando sento le critiche di Vallino e Dallolio mi viene da dire: “Ma voi dove eravate fino a due anni fa?”. In ogni caso non ci hanno nè aiutato nè altro”.
Tra le cose fatte in questi due anni? Quali sono i principali obiettivi raggiunti?
“Abbiamo risolto la questione della piscina e la Colenghi. C’è il nuovo Punto Smat in Pragranda. A breve avremo l’apertura dello sportello di consulenza legale. Nella primavera del 2019, poi, cambierà totalmente la gestione dell’energia e avremo un buon risparmio sulle bollette. Abbiamo rilanciato alla grande il Cinema Gobetti, fatto lo street food e inaugurato il nuovo centro giovani. Senza dimenticare la sicurezza con la sostituzione di tutte le telecamere”.
Ti piace il governo nazionale?
“Si, c’è un giusto mix tra 5 stelle e Lega”.
Replicabile a livello locale?
“Mah, magari con delle liste civiche”.
Che voto ti dai per questi primi due anni e mezzo?
“Mi do un bel 7 anche se so che avrei potuto fare di più”.
Ti ricandiderai?
“Non lo so. Non so se ho voglia di accantonare per altri cinque anni lavoro e famiglia”.
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