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CHIVASSO. Chi è l’avvocato che ha salvato Waste?

Waste Italia, che possiede il 100% di SMC, la società delle discariche chivassesi è stata salvata dall’avvocato torinese Stefano Ambrosini. Così scrivono i giornali, che sottolineano la grande performance del cinquantenne avvocato di via Cernaja.

Ambrosini ha salvato Waste Italia nel senso che ha battuto, davanti al Tribunale fallimentare di Milano, due colossi come l’Agenzia delle Entrate e la banca BNP Paribas. Che ritenevano non fattibile e comunque inammissibile il concordato preventivo depositato in Tribunale da Waste. Ha vinto Ambrosini e il Tribunale ha accolto la proposta di Waste.

Una sentenza, scrive “Lo Spiffero”, che farà giurisprudenza. Ma che suscita qualche pensierino. Il cittadino comune, i comitati di cittadini che ad esempio si sono opposti all’ampliamento della discarica, sarebbero mai riusciti a mettere insieme i soldi della parcella dell’avvocato? Non conosciamo la cifra, ma supponiamo sia alta. Basta dare uno sguardo all’eccezionale carriera dell’avvocato.

E’ la democrazia, bellezza, dove siamo tutti uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri. Una quasi finta democrazia dove il cittadino che si oppone a un potente e a un prepotente non ha quasi nessuna possibilità di farcela. “Una volta” poteva contare su qualche difensore gratuito, che lo Stato gli metteva a disposizione: il difensore civico comunale e provinciale, il segretario comunale nominato dallo Stato, il CORECO. Oggi quegli ombudsman, quei protettori gratuiti dei cittadini sono stati aboliti, chissà perché… Non lo sappiamo, ma conosciamo il risultato: il potere, quello economico e quello politico, è ancora più forte, e il cittadino è ancora più debole.

A Chivasso c’è un eroe solitario che ha fatto causa a SMC e agli enti pubblici che hanno autorizzato o approvato gli ampliamenti, Comune, Provincia, Regione. Fruisce del gratuito patrocinio, se no col cavolo che potrebbe pagarsi due o tre avvocati. I suoi legali d’ufficio sono pure bravi: ma contro i plotoni di avvocati delle controparti sono come dei muratori armati solo di carriola e cazzuola contro imprese edili dotate di draghe grandi come tre carri armati Panzer messi insieme.

Abbiamo ipotizzato che l’avvocato Ambrosini abbia parcelle salate: è un professore universitario, un avvocato di successo, occupa cariche nel pubblico e nel privato. E’ presidente di Finpiemonte, nominato da Sergio Chiamparino. Ha difeso ASA di Castellamonte contro i Comuni. In wikipedia c’è un elenco delle sue attività e opere lungo come “Guerra e pace”: professore ordinario dell’Università statale del Piemonte Orientale, ma anche docente dell’università della Confindustria, la LUISS di Roma. Su designazione del governo è stato commissario straordinario di Alitalia, Tirrenia e Siremar, Infocontac, Bertone SpA, e Consorzio ASA. È stato commissario giudiziale di alcuni fra i più importanti concordati preventivi degli ultimi anni: Fondazione Salvatore Maugeri, Porto di Imperia, Fashion Network del Gruppo Burani, Gruppo Exergia, Grandi Molini Italiani SpA, Borsalino.  Nel 2010 ha fatto parte del Comitato di studio per la riforma della disciplina dell’amministrazione straordinaria presso il Ministero dello Sviluppo Economico. E’ stato un componente del Tavolo tecnico istituito dal Ministro della Giustizia per la riforma della legge fallimentare e ha contribuito alla redazione del “Decreto Sviluppo” del 2012. Nel 2015 è stato nominato dal Ministro della Giustizia componente della Commissione di riforma del diritto fallimentare. Dal 2008 al 2016 è stato consigliere della Compagnia di San Paolo, la seconda più importante bancaria italiana. Nel 2016 ha presieduto i consigli di amministrazione di Veneto Banca di BIM Banca Immobiliare. E’ stato pure presidente dei consigli di amministrazione di Eurofidi, di Terme di Acqui SpA, e consigliere indipendente di Credit Agricole Fiduciaria e di Ferroli SpA. Nel 2011 la Banca d’Italia lo aveva nominato commissario liquidatore di Investimenti e Sviluppo s.g.r.

Quando due anni fa divenne presidente di Veneto Banca “Repubblica” lo definì il “banchiere rampante”: “ll suo curriculum quantifica in 30 i concordati preventivi firmati come “commissario giudiziale”, in 300 i fallimenti su cui ha lavorato, in un’ulteriore trentina le amministrazioni “straordinarie e coatte” che lo hanno visto protagonista”.

No, i poglianesi non avrebbero proprio potuto permettersi l’avvocato Ambrosini.

La “Repubblica” aggiungeva qualche informazione che – ci rendiamo conto di andare fuori tema – si presta a qualche malinconica riflessione sulla fine della sinistra: “Il papà Giangiulio è stato uno dei magistrati di punta del tribunale cittadino, dove negli anni Settanta ha lavorato con Luciano Violante e Giancarlo Caselli, ha contribuito alla nascita di Magistratura Democratica - corrente progressista delle toghe… Nel 2006, in qualità di presidente della sesta sezione penale della Corte di Cassazione, firmò la condanna definitiva di Cesare Previti a sei anni di reclusione per corruzione in atti giudiziari, al termine del lungo processo sul caso Imi-Sir”.

E il figlio, il nostro avvocato Stefano Ambrosini patrocinatore di Waste? Non ne conosciamo l’orientamento politico. Citiamo con riserva un articolo dello “Spiffero” del 2012: “è da sempre stato considerato vicino al Partito democratico, ma allo stesso tempo abile a coltivare amicizie anche nel campo avverso… Ambrosini da tempo rilancia il tema del rinnovamento della classe dirigente a Torino e anche per questo nelle primarie che incoronarono Piero Fassino, scelse il suo principale avversario, quel Davide Gariglio … L’ultimo successo è giunto prima delle ferie estive, quando una cordata bipartisan che includeva ex Ds ed ex Margherita andò in pressing sul presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, il quale non poté far altro che nominarlo nel Consiglio della Compagnia di San Paolo”. E diciamolo: non avevamo dubbi…

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