Dietro la sede della Pro loco, una piccola discarica a cielo aperto
Il Comune impegna 6.000 euro di contributi alla Pro Loco. Sono 3.500 per la Sagra del pisello di maggio, e 2.500 per la festa della Madonnina di settembre. Cifre e nomi si trovano nella determina del settore finanziario n. 107 del 13 settembre, pubblicata nell’albo pretorio solo ora, con due mesi di ritardo.
La determina esegue due delibere della giunta comunale. Insieme al sindaco Francesco Cavallero e al vicesindaco Fabrizio Conrado, in giunta siede l’assessore Romina Da Lozzo. Che è anche vicepresidente della Pro Loco. Così la signora Da Lozzo è erogatrice e al tempo stesso beneficiaria dei 6.000 euro: in municipio a Piazza Bruna eroga i contributi, nella Pro Loco in via Gaiato li riceve. Continua a conservare entrambe le cariche, mentre ragioni di opportunità dovrebbero suggerirle di lasciarne una. Tesoriere della Pro Loco è Enrico Conrado, fratello del vicesindaco. Un fratello paga, l’altro conta. Presidente dell’associazione è Piera Barbero.
Soldi ben spesi? Valuteranno i casalborgonesi. Però da un’associazione che riceve contributi dal Comune ci si aspetterebbe più rispetto per le proprietà comunali. Come mostrano le fotografie, un angolo della sede di via Gaiato è diventato una discarica all’aperto: sedie, lamiere, tegole, mobili, bancali… Il posto è raggiungibile dai ragazzi della scuola media? Potrebbe costituire un pericolo per loro?
Infatti la Pro Loco non solo occupa locali del Comune: questi locali si trovano dentro l’area della scuola media. Il piano regolatore comunale indica quell’area come “SI3”, che le Norme Tecniche di Attuazione definiscono con precisione in questo modo: “SI3 servizio scolastico (scuola media)”. Se l’area è destinata alla scuola, cosa c’entra la Pro Loco?
Inoltre, nel febbraio scorso la giunta comunale, della quale faceva già parte Romina Da Lozzo, ha stabilito di dividere lo spazio non edificato dell’area in due parti: una per la scuola e una per la Pro Loco. Le due zone sono state separate con una recinzione. In questo modo lo spazio a disposizione dei ragazzi si è ridotto. Nella delibera di febbraio la giunta scrive che nell’area “coesistono due diverse attività, quella scolastica e quella della Proloco di Casalborgone”, e che è opportuno divederla per “agevolare e semplificare la gestione delle attività e i rapporti tra gli enti e le associazioni”. D’accordo, ma che c’entra la Pro Loco con uno spazio destinato alle scuole? Se la Pro Loco non fosse lì non vi sarebbe niente da semplificare e non ci sarebbe nemmeno bisogno di dividere in due lo spazio. Che sarebbe lasciato tutto a disposizione della scuola e dei ragazzi. Per tutte le future necessità, compresi eventuali ampliamenti.
In una lettera alla scuola, in marzo, l’amministrazione ha scritto che la divisione è stata “sollecitata numerose volte dai docenti”. Immediata risposta dei dirigenti scolastici: i docenti non hanno mai sollecitato alcuna divisione e, anzi, non capiscono nemmeno perché il Comune l’abbia fatta.
Oltretutto, la divisione non è un lavoro ben fatto e non è finito: un rotolo di recinzione è penzoloni, i paletti sono a punta, le porte del cancelletto si aprono verso l’interno, il fermo del cancello è sopraelevato e potrebbe essere di inciampo.
Ci siamo chiesti all’inizio se i 6.000 euro di contributi alla Pro Loco sono ben spesi. Con una parte di quei soldi il Comune avrebbe potuto regalare alla scuola qualche lavagna Lim…
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