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18 Novembre 2018 - 17:32
In questi giorni non si fa altro che parlare del risveglio del popolo SI-Tav (se mai è esistito questo popolo) in seguito all’approvazione, da parte del Consiglio Comunale di Torino, di una mozione che chiede di interrompere i lavori dell’Alta Velocità.
Parole come: “corridoio mediterraneo, via della seta, sviluppo, società globale, crescita o precipizio, responsabilità, coraggio o morte del Piemonte” riecheggiano dalle associazioni d’impresa e dalle principali testate giornalistiche. Al Movimento 5 Stelle viene prima di tutto imputato di anteporre la propria ideologia al bene del territorio.
E’ esattamente il contrario. Chiunque parla in questo modo è ignorante. E’ ignorante perché ignora i dati: inoppugnabili e incontrovertibili. Per sfatare alcuni miti dovete sapere ad esempio che non esiste alcuna penale da pagare all’Europa. Gli accordi bilaterali tra Italia e Francia non comprendono alcuna clausola che accolli a una delle due parti, in caso di recesso, forme di risarcimento per lavori fatti dall’altra parte sul proprio territorio. La Torino-Lione è lunga 270 km e costa 27 miliardi di euro. L’Unione Europea potrebbe erogare finanziamenti solo sul Tunnel di Base (57,5 km). Gli eventuali finanziamenti coprirebbero al massimo il 40% di questa parte, ovvero circa il 14% del costo complessivo. Al momento questi fondi sono esclusivamente un’ipotesi. Eccetto gli ipotetici e limitati contributi europei, la parte preponderante degli oneri di realizzazione sarebbero interamente a carico dei bilanci statali di Italia e Francia. La ripartizione dei costi è pesantemente a sfavore dell’Italia. In particolare il nostro Paese è costretto ad accollarsi circa il 60% degli oneri di realizzazione del Tunnel di Base, malgrado questo sia in territorio francese per ben 45 km su 57,5 km totali di estensione. In pratica l’Italia paga una parte di Tunnel alla Francia che ne resterà comunque proprietaria. Il TAV Torino-Lione è quasi interamente destinato al trasporto merci. Il transito di merci complessivo sull’arco alpino non cresce da oltre dieci anni; lungo la direttrice Italia – Francia è in calo costante da vent’anni. La linea esistente attualmente in esercizio è interamente a doppio binario, completamente elettrificata e il Tunnel del Frejus è stato recentemente ammodernato. La linea ha una capacità di trasporto merci che risulta essere da 6 a 10 volte superiore all’attuale traffico merci e comunque tripla rispetto al picco massimo registrato negli anni ’90. In conclusione: per costruire il treno ad Alta Velocità l’Italia dovrà sborsare oltre 12 Miliardi di Euro. Soldi che potrebbero andare a risolvere i veri problemi del nostro territorio che sono legati al trasporto pubblico (vedi nel nostro piccolo la situazione catastrofica della linea Canavesana), alla mancanza di infrastrutture e servizi. Non fatevi trascinare da chi realmente per interesse ideologico (o personale) porta avanti la difesa del TAV, ma approfondite e studiate i dati su questa linea e la storia di un territorio (la Val Susa) che ha subito negli ultimi 28 anni soprusi e abusi da parte di uno Stato che dovrebbe invece difenderlo e tutelarlo.
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