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CHIVASSO. Chind passa da Spa ad Srl: ecco cosa succede

CHIVASSO. Chind passa da Spa ad Srl: ecco cosa succede

Il Consiglio Comunale del 1° ottobre ha approvato, a larga maggioranza, la trasformazione della società CHIND da SPA, società per azioni, in SRL, società a responsabilità limitata. Siccome il Comune di Chivasso, detenendo il 55% delle quote, è il socio di maggioranza della società, l’approvazione della delibera significa che sarà fatta la volontà del Comune, e CHIND diventerà una società “a responsabilità limitata”….

Perché l’amministrazione del sindaco Claudio Castello ha voluto questo mutamento della natura giuridica di CHIND? E quali saranno le conseguenze? In particolare sulle possibilità dei chivassesi di salvare qualche euro dal disastro CHIND?

Proviamo a fare qualche prima considerazione, nella speranza che l’amministrazione ci aiuti a capire meglio.

Gli amministratori delle SpA, vale a dire il consiglio di amministrazione, il presidente, e il liquidatore, hanno una triplice responsabilità, desumibile dagli Art 2392 e seguenti del Codice Civile:

Gli amministratori sono responsabili verso la società quando hanno violato i loro doveri, e da tale violazione è nato un danno al patrimonio della società. E’ una responsabilità contrattuale perché esiste un rapporto di natura contrattuale tra amministratori e società, e da questo contratto deriva l’obbligo di amministrare secondo la “diligenza media” prevista dal legislatore.  Se gli amministratori violano questi obblighi, e queste violazioni recano un danno al patrimonio della società, gli amministratori della SpA devono risarcire il danno. L’azione di responsabilità, quando la società non è in stato d’insolvenza, compete all’assemblea ordinaria dei soci, o a una minoranza qualificata di soci che raggiungano certe percentuali (differenti tra società quotate e non quotate): un’azione di responsabilità esercitata sempre nel nome e nell’interesse della società.  Tale competenza spetta dal 2005 anche al collegio sindacale (tramite una norma contenuta nella Legge sul Risparmio).

Gli Art 2393 e 2393-bis disciplinano l’azione sociale di responsabilità promossa dall’assemblea ordinaria e dal collegio sindacale, e l’azione di responsabilità promossa dai soci di minoranza.

Oltre che verso la società, cioè verso CHIND, gli amministratori sono responsabili verso i creditori della società stessa. I presupposti di questa responsabilità sono in parte uguali a quelli verso la società (violazione dei doveri, danno al patrimonio della società): ma vi è l’ulteriore presupposto del pregiudizio per i creditori. Supponiamo che il patrimonio di una società sia di 1.000, il danno di 100 e l’esposizione debitoria della società di 200: è chiaro che se il patrimonio della società si contrae da 1.000 a 900 a causa di questo danno imputabile agli amministratori, i creditori con credito di 200 sono assolutamente garantiti, e quindi non avranno alcuna ragione di promuovere l’azione di responsabilità. Nel caso invece di patrimonio di 1.000, danno di 100 ed esposizione debitoria della società di 950, il patrimonio non risulterebbe più in grado di coprire l’esposizione debitoria della società, e quindi i creditori potranno esperire l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori: membri del consiglio di amministrazione e liquidatori. Questa è una responsabilità extracontrattuale (Art 2394);

Gli amministratori rispondono anche nei confronti di singoli soci o terzi, sempre per danni derivanti dalla violazione dei loro doveri, danni che però in questo caso non colpiscono il patrimonio della società, bensì il patrimonio di singoli soci o terzi; è il caso che vede l’amministratore dare informazioni non corrette sullo stato di salute della società, e il socio o il terzo comprano o cedono azioni dal valore non congruo; anche questa è un’ipotesi di responsabilità extracontrattuale (Art 2395). Il Codice Civile prevede questa ipotesi di responsabilità degli amministratori verso i creditori sociali all’Art. 2394 e la responsabilità degli amministratori verso i singoli soci o terzi all’Art 2395.

Per contro, dalla lettura dell’art. 2476 si notano due caratteristiche molto semplici che contraddistinguono, invece, la disciplina delle SRL:

esiste la responsabilità degli amministratori di SRL verso la società, ed è disciplinata allo stesso modo delle SpA: violazione dei doveri, danno al patrimonio della società, responsabilità contrattuale. Esiste però un’importante differenza dal punto di vista della legittimazione: qui l’azione è promuovibile da ciascun socio, sempre nell’interesse della società, indipendentemente dalle percentuali raggiunte (il patrimonio leso è quello della società, non quello dei singoli soci);

si trova poi la responsabilità nei confronti dei singoli soci o terzi: si tratta sempre di una responsabilità che deriva dalla violazione di doveri, e che nasce da un danno diretto che colpisce il patrimonio di un singolo socio o terzo.

Nulla è detto, però, in tema di fallimento. E inoltre si trovano due importanti peculiarità rispetto alla disciplina societaria:

A – per le SRL non si parla di responsabilità degli amministratori verso i creditori sociali;

B – e non si trova nulla in ordine alla legittimazione del curatore. Mentre nell’ambito della disciplina della SpA si diceva che, se la società era fallita, le azioni che spettavano alla società e ai creditori sociali sono attribuite al curatore, qui invece non si dice nulla.

Conclusioni provvisorie: se la società fallisce, la trasformazione di CHIND da Spa a Srl di fatto consente agli amministratori di essere responsabili solo verso i singoli soci, e li sottrae al rischio di subire azioni di responsabilità da parte dell’eventuale curatore e dei creditori.

Tradotto in termini pratici, se CHIND fosse incappata in un fallimento quando era una SPA, il Curatore Fallimentare nominato dal Tribunale, e anche i creditori, avrebbe potuto esercitare azione di responsabilità verso gli amministratori e il Collegio Sindacale. Con la trasformazione in SRL solo i soci possono promuovere tale azione. E i soci sono il Comune di Chivasso (55%), Città Metropolitana di Torino (15%), SECAP SpA (15%) e ZOPPOLI & PULCHER (15%), quest’ultima già in procedura concorsuale.

Una manovra di “salvaguardia”, verrebbe da dire. Per salvare gli amministratori?

Chissà, la pensata dell’amministrazione comunale potrebbe essere il frutto dell’attenta lettura della relazione depositata dal Curatore Giudiziale, D.ssa Bruna BORIO, al Tribunale di Ivrea: dove la dottoressa pare consigliare al ceto creditorio di propendere per il fallimento della società. In tal caso, potremmo pensare che l’Amministrazione abbia letta molto ma molto attentamente la relazione Borio, e abbia approvato questa delibera in modo da potersi costituire quale creditore privilegiato per oltre mezzo milione di euro di imposte non versate da CHIND al Comune.

Potremmo pure avanzare una ipotesi aggiuntiva: l’Amministrazione ha ben compreso il passaggio della relazione in cui la D.ssa Borio sottolinea che i creditori potrebbero chiedere il risarcimento agli amministratori della società. E l’ultimo amministratore di CHIND è l’attuale Assessore al Bilancio del Comune di Chivasso.

Ma allora perché l’Amministrazione non ha ancora revocato le deleghe all’Assessore Casalino, prima che pure le finanze del Comune facciano la fine di quelle di CHIND?

Oppure la trasformazione di CHIND in srl serve proprio a evitare che i creditori (oltre all’eventuale Curatore Fallimentare) aggrediscano l’Assessore Casalino, ultimo Amministratore in ordine di tempo?

Restando solo in capo ai soci l’azione di responsabilità, è evidente come sia tutta l’operazione “azione di responsabilità” è più controllabile.

Ora, riteniamo improbabile che il Comune di Chivasso aggredirà con un’azione di responsabilità il proprio attuale Assessore al Bilancio. Come è improbabile che lo farà Città Metropolitana, che possiede il 15% della società. Resta l’incognita dei due soci privati, ma SECAP può disinteressarsi della questione, mentre il Commissario Giudiziale di Zoppoli & Pulcher deve comunque rispondere al Tribunale di Torino delle proprie azioni.

E quindi, con la trasformazione di CHIND in srl, approvata dal Consiglio, i giochi sono fatti, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato e scurdammoce o passato?

Teoricamente potrebbe però non essere finita qui: il Tribunale potrebbe revocatore la delibera del consiglio,  qualora la ritenesse dannosa per i creditori. Vedremo.

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