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CHIVASSO. Fu travolto dal carico di un muletto al Pi.Chi.. I testimoni: "Era sfigurato"

CHIVASSO. Fu travolto dal carico di un muletto al Pi.Chi.. I testimoni: "Era sfigurato"

Il PiChi di Chivasso

Stavo scaricando i cassoni vuoti dal camion ed ho cominciato ad andare indietro con il mezzo. Con la coda dell’occhio ho visto che il camionista era dietro di me: mi sono spaventato, ho lasciato il pedale e i cassoni gli sono piombati addosso”. Dante Franchetta, classe 1960, di Livorno Ferraris, da 22 anni guida il muletto. E’ un carrellista della Ceva Logistics e il 30 marzo di due anni fa è stato coinvolto in un incidente che se lo ricorderà per tutta la vita.

“Io stavo aprendo il telone, nella postazione due, quando ho sentito un urlo che veniva dalla postazione di fianco, la uno. Mi sono voltato e ho visto tutta la scena: i cassoni che il carrellista stava scaricando da un mezzo sono caduti su di un uomo, colpendolo al capo. Mi sono spaventato. Ho preso la cassetta di soccorso dalla cabina del mio camion e sono corso incontro a quell’uomo: il carrellista gridava solo ‘oddio oddio cos’è successo’, mentre il camionista era fermo per terra e chiedeva aiuto. Aveva il volto sfigurato, con un lembo di pelle staccato. Non ho avuto il coraggio di aiutarlo, ho solo chiamato il mio responsabile che avvertisse immediatamente i soccorsi”.

Duillio Prestia, autotrasportatore di 36 anni della provincia di Oristano, lavorava per la Smet Spa quando, nel 2016, a Chivasso, fu testimone di un drammatico infortunio sul lavoro.

Franchetta e Prestia la scorsa settimana sono stati sentiti in tribunale a Ivrea come testimoni, gli unici oculari, dell’incidente occorso a Zoran Obradovic, il camionista della ditta Petra infortunatosi all’interno dell’area Pi.Chi. ormai oltre due anni fa.

Obradovic, che riportò più di quaranta giorni di prognosi, è stato risarcito per quell’incidente dalla Mac Spa, oggi Ma srl, ma il dirigente dell’azienda responsabile del luogo in cui avvenne l’incidente, Pietro Sessa, classe 1964, è finito a processo.

Difeso dall’avvocato Ivan Tortorici del foro di Milano, Sessa deve rispondere dell’accusa di lesioni personali colpose e aggravate.

La pubblica accusa, sostenuta in aula dal pm Michela Bedogné, è chiamata a dimostrare che ci fosse un nesso di responsabilità tra l’incidente e la formazione per la prevenzione del personale addetto ad operare allo scarico dei camion e gli autotrasportatori che quotidianamente entravano nell’area Pi.Chi..

Che ci faceva Obradovic dietro il muletto e non a debita distanza di sicurezza? Le disposizioni preventive affisse all’ingresso dell’area, sulla porta della Ceva Logistics srl, sono state rispettate oppure no? Perché il carico sul muletto si è ribaltato?

Sono solo alcuni degli interrogativi aperti su cui si sta cercando di fare luce.

Di fronte al giudice Elena Stoppini mercoledì oltre ai due testimoni oculari, sono stati sentiti anche l’ispettore dello Spresal dell’Asl To 4 che quel giorno fece il sopralluogo per redarre il verbale dell’infortunio, Gabriele Bertarione, e Corrado Frola, di San Sebatiano da Po, all’epoca capoturno della Mac spa.

Il processo verrà aggiornato al 3 ottobre prossimo, quando verranno sentiti altri 5 testimoni tra i lavoratori del Pi.Chi., e il giudice Stoppini pronuncerà la sentenza.

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