Il congresso dei veleni, il partito ostaggio delle correnti, il futuro del Partito Democratico di Ciriè nel quale potrà rientrare, chissà chissà, un avvicinamento al sindaco Loredana Devietti. Ruggero Vesco - amministratore da un trentennio e fino a pochi mesi fa segretario reggente del Pd - rompe il prolungato silenzio stampa e torna a dire la sua dalle colonne de La Voce. Ci sono voluti mesi per cavargli una parola di bocca, ma adesso è un fiume in piena...
Vesco, partiamo da quel che La Voce aveva definito “congresso dei veleni”. Si elesse il segretario di sezione, ma da parte tua ci fu un passo indietro. Come mai?Dopo aver svolto il mio ruolo da segretario reggente, in seguito alle dimissioni di Paolo Ballesio, ho ritenuto non ci fossero determinate condizioni per portare avanti questo impegno. Probabilmente non sono riuscito a unire le due anime del partito, i renziani e gli orlandiani.Di quali determinate condizioni parli?Non mi ritenevo adatto alla segreteria, che a mio avviso non doveva essere formata da rappresentanti delle correnti, ma piuttosto da rappresentanti di un’unica idea di partito, di sezione... Quindi ti sei tirato indietro per le persone intorno a te?Molto probabilmente non ero sicuro di poter scegliere liberamente le persone, indipendentemente dalle correnti.Ho avuto l’impressione che alcuni nomi mi potessero esseri imposti a priori, rispettando una sorta di “manuale Cencelli”.La tua amicizia con il sindaco Loredana Devietti ha portato alcuni esponenti del Pd a guardarti un po’ con “sospetto”? Con il sindaco ho un rapportopersonale ottimo, ma non c’entra nulla con la politica. Nella mia attività nel Pd non mi sono mai fatto forza di questo rapporto. Che mi sia stata mossa questa accusa, anche velatamente, non è un problema che riguarda me. E non è il motivo principe per cui non mi sono candidato alla segreteria.La tua scelta di fare un passo indietro ha portato diversi mal di pancia nel Pd. Al congresso qualcuno arrivò a scrivere sulla scheda la parola “vergogna”. Non ritieni di aver contributo ad alimentare il “clima di tensione” nel partito?Sono passati mesi dal congresso e io mi sono allontanato un po’ dal partitopiù per bisogno di rilassarmi dopo 30 anni di politica che per polemica.Tant’è che all’ultima Festa dell’Unità ho partecipato a quasi tutti gli appuntamenti. Io sono uno di quelli che crede ancora ciecamente all’unione delle anime belle di tre componenti storiche della politica italiana: la DC, il PCI e il PSI. Per questo ho creduto nel Pd, una forza progressista e riformatrice rappresentatrice di quelle anime dopo la scomparsa dei partiti tradizionali. Devo dire comunque che mi sono allontanato anche un po’ per evitare di creare inutili polemiche...Insieme a te, altri si sono allontanati dal partito...Magari qualcuno si è un po’ fatto da parte, ma non solo per le vicende ciriacesi, credo più che altro per le vicende nazionali. In questo momento il problema principale del Pd, sia locale sia nazionale, è di essere impostato su un’autoreferenzialità che non ha senso di esistere. Ognuno pensa di potercela fare da solo, ma poi alle competizioni elettorali ti accorgi che non hai l’appeal necessario sulla gente. Ad esempio, io ritengo che i mandati di Chiappero e Brizio siano stati positivi per la città. Forse alle ultime elezioni non ci sono state le opportune condizioni per dimostrare quanto si era lavorato.Torniamo al congresso. Si dice che la parte più vicina a te ti abbia un po’ voltato le spalle. Ti sei sentito tradito?No, perché sono stato io a rinunciare alla candidatura da segretario. Una persona è tradita quando vuole fare una cosa e non gliela fanno fare.Il problema, l’ho detto, è che certe scelte devi poterle fare in autonomia. Se no, ti tiri indietro. Ti passa la voglia di lottare, di prendere in mano la situazione, e bastano due stormir di fronde per far sì che sembri una tempesta.Ritieni che il partito sia stato imbrigliato dalle logiche politiche della corrente orlandiana?In certe situazioni ognuno fa il gioco che ritiene più corretto. Se così è stato, ma non è quel che so, si è trattato di un gioco che in qualche modo ha portato alla definizione di una segreteria che ritengo in ogni caso perfettamente legittima. Il vero problema è che oggi non è così semplice fare politica nel Pd. L’abbiamo visto alla festa del partito nei giorni scorsi. Purtroppo non ha avuto un grande appeal, nonostante la buona volontà di chi si è speso per organizzare e la buona capacità organizzativa. Quando ad un dibattito sui vaccini partecipano solo 15 persone, vuol dire che il partito non è in grado di attirare la gente. Purtroppo non riusciamo più a coniugare la capacità di governare con l’empatia che serve a capire la paura e le sensazioni delle persone. Il buon politico dev’essere in grado di coniugare queste due cose. Se no, non è un buon politico.Secondo te Beppe Lozito, da questo punto di vista, è un buon politico?Ritengo che finora la sezione ciriacese del Pd si sia mossa bene. È riuscita anche ad orgnizzare una festa, che certo non è stata strapiena di persone ma è già un buon risultato.Parliamo dell’oggi. Adesso ti senti pienamente parte integrante del partito?No, mi sento parte di un’idea di partito. Il che non è la stessa cosa.Escludi di ritagliarti un ruolo nel partito in futuro?Il futuro non lo conosce nessuno. Per le sensazioni che ho, ad oggi posso escluderlo. Sottolineo che credo che l’errore peggiore commesso dalla nostra generazione politica sia stato quello di non essere riusciti ad avvicinare i giovani alla politica, come invece aveva ben fatto la generazione precedente alla mia.Alle scorse elezioni si parlava a gran voce di una tua candidatura a sindaco, poi sfumata anche per problemi di salute. Ti piacerebbe candidarti a sindco fra 3 anni?Per me è troppo tardi. Anche se non sono ancora morto…Quale percorso dovrebbe sviluppare il Pd in vista delle prossime elezioni? Riproporre la stessa formazione che ha perso due anni fa, puntare maggiormente sulla sinistra oppure cercare di creare una coalizione con l’attuale sindaco?Se il Pd esisterà ancora, dovrà puntare a recuperare le persone che o non ci hanno votato, o non sono andate a votare. Devo ammettere che non escluderei a priori che ci possano essere dei programmi comuni con questa Amministrazione.Un partito per strutturarsi su un territorio deve anche avere punti di riferimento nei consigli regionali e in Parlamento. Da questo di punta visto, il partito di Ciriè su chi dovrebbe puntare? Ti faccio un esempio. Francesco Brizio può essere nome spendibile per le prossime regionali?Per me sì. Ritengo abbia tutte le carte in regola. Ha capacità analitica, è stato un ottimo amministratore ed è ancora nella fascia di età giusta per un futuro nelle istituzioni sovralocali.Spingerai per una sua candidatura?Se avrà intenzione di farlo, sicuramente sì.Ci sono altri nomi validi su cui investire per il futuro in ottica sovralocale?Il nostro giovane consigliere comunale Federico Ferrara oggi è la persona con più passione e più numeri per il futuro. È un ragazzo molto intelligente.Federico Ferrara. Il Pd deve costruire il suo futuro intorno a lui?Ritengo che la sua generazione sia il nostro futuro. E lui, in questo momento, è il personaggio che più la rappresenta.
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