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VOLPIANO. Fare festa senza gabbare i santi

VOLPIANO. Fare festa senza gabbare i santi

È bello vedere il paese in festa. È bello vedere le persone che animano le vie del centro e i bambini che corrono verso il Luna Park di Piazza Madonna, i coscritti in attività sotto lo stand eno-gastronomico. Ci si incontra: si rivedono amici e conoscenti, dai quali la vita frenetica spesso ci separa.

Oggi è diventato sempre più difficile poter organizzare manifestazioni ed eventi pubblici, sopratutto per le tante regole che ne determinano l’esecuzione.

Pensate ad esempio alla questione che riguarda la sicurezza e l’incolumità delle persone. Dopo i fatti di Piazza San Carlo l’organizzazione di feste e spettacoli all’aperto ha subito un’importante regolamentazione attraverso la “Circolare Gabrielli”. Varchi e accessi alla manifestazione devono essere monitorati, vanno predisposti piani di emergenza ed evacuazione, bisogna prevedere percorsi separati di accesso e di deflusso del pubblico e consentire spazi di soccorso riservati alla sosta e alla manovra dei mezzi di assistenza. Tutto questo è necessario perché in gioco ci possono essere le nostre vite. Prevenire, essere responsabili prima piuttosto che doverci addolorare dopo.

Questo ragionamento andrebbe fatto anche per quanto riguarda la gestione dei rifiuti in questo tipo di eventi. Su questo punto purtroppo la nostra Patronale ha fortemente deluso le nostre aspettative. Per chi non ne fosse a conoscenza poco più di un anno fa è stato approvato in Consiglio Comunale il regolamento di Igiene Ambientale che vieta l’uso di bicchieri, posate e stoviglie in plastica monouso per la somministrazione dei pasti negli stand gastronomici. Sono ammesse soltanto stoviglie lavabili oppure materiali biodegradabili e compostabili. Purtroppo queste regole non sono state applicate, proprio dalla nostra Amministrazione che tanto si è spesa per introdurle, infatti il cibo è stato servito in comunissimi piatti e bicchieri di plastica. Inoltre non erano presenti isole ecologiche che avrebbero permesso a monte il frazionamento dei rifiuti da parte delle persone.

Qualcuno penserà che forse si stava meglio prima, quando tutte queste regole non c’erano. Ora, a me non mi interessa dire se prima si “stava meglio o si stava peggio”, mi interessa sottolineare come gli errori commessi in passato hanno inevitabilmente compromesso il nostro presente, aumentando il numero di leggi e controlli che tentano di risolvere i problemi creati . Al giorno d’oggi siamo tutti chiamati ad assumerci le nostre responsabilità non solo per evitare che scompaiano questo tipo di feste ma per tentare di creare un nuovo modello sociale e culturale.

Per far questo è necessario un cambiamento collettivo: chi amministra deve ricercare nuove soluzione sostenibili e applicare con scrupolo quelle regole scritte per il bene della comunità. Deve porsi il problema di come comunicare efficacemente le sue risoluzioni al cittadino. Deve dare esempio concreto di ciò che a parole dice di voler perseguire. I cittadini, invece,  devono iniziare a comprendere che seguire le norme, adottare comportamenti civili e decorasi è un atto di rispetto non solo per la collettività di cui fanno parte ma verso le generazioni future. Essere “civili” dovrà essere qualcosa di cui essere fieri, un reale valore da tramandare. Soprattutto con i comportamenti.

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