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26 Giugno 2018 - 14:22
Municipio San Mauro Torinese
Dopo sei mesi di incontri, audizioni e confronti il lavoro della commissione di indagine si è finalmente concluso.
Una vera e propria commissione di garanzia per analizzare quanto accaduto con le famose bollette “dimenticate” da 700 mila euro.
Ricapitoliamo la storia: a giugno del 2016 arrivano delle bollette relative all’illuminazione pubblica, l’amministrazione, parola di sindaco e Co, viene a sapere delle bollette solo alla fine di ottobre del 2017. La giunta, quindi, annuncia che lavorerà per accertare le eventuali responsabilità tra i dipendenti.
Dal Partito Democratico, nel frattempo, arriva la proposta di instaurare una commissione di garanzia che possa evidenziare la presenza o meno di responsabilità da parte dei dipendenti della macchina pubblica in totale serenità.
Ebbene, proprio ieri sera, la presidente della commissione, Maria Vallino (consigliera del Pd), ha esposto la relazione finale. Un documento che, a dire il vero, in molti passaggi contraddice quanto dichiarato in questi mesi dal sindaco Bongiovanni e dalla sua giunta e mette in luce le già note difficoltà comunicative tra la giunta e la dirigenze; ma anche all’interno della stessa maggioranza.
“Abbiamo ascoltato i dirigenti dei lavori pubblici e del settore finanziario - spiega Vallino - il segretario generale e la parte politica, sindaco, assessori (Paola Caravelli e Alessandra Mazza) e presidenti delle commissioni interessate (Mario Loi e Paolo Seroglia). Partiamo subito dicendo che non c’è stato nessun errore grave nel momento in cui sono saltate fuori queste bollette. Dai monitoriaggi che faceva il settore finanziario, però, già a maggio 2017 era già saltata fuori una cifra di 2 milioni di euro di fatture da pagare, c’è anche una corrispondenza privata dove si parla del problema, con sindaco e dirigenti coinvolti, sempre a maggio del 2017”.
Dunque, il sindaco Bongiovanni, che ha sempre affermato di essere venuto a conoscenza del problema a ottobre del 2017 o mentiva o non aveva capito la situazione prima.
“Sarebbe stato utile - continua Vallino - da parte degli uffici suggerire un accantonamento di fondi per coprire queste eventuali fatture da pagare. Da parte della giunta si rileva invece una certa superficialità, come mai nessuno ha mai chiesto il perchè di queste fatture? Dalle audizioni si evince una chiara difficoltà da parte dell’amministrazione nell’entrare nel merito della vicenda, per non parlare delle difficoltà di comunicazione con gli uffici. I presidenti di commissione, poi, per loro stessa ammissione, non sapevano nulla, come è possibile? Per il futuro sarebbe utile pensare ad un incremento del personale per gli uffici preposti per evitare il ripetersi di errori simili”.
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