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19 Giugno 2018 - 14:42
Il centrodestra e civiche unite per chiedere un referendum cittadino sulle partecipate
Un referendum per mandare in pensione le partecipate, eliminarne il monopolio e aprire la gestione di manutenzione e servizi ai privati. Questo quanto hanno proposto i vertici del centro destra nella conferenza stampa andata in scena venerdì pomeriggio. C’erano tutti: Felice Scavone, capogruppo di Forza Italia, Giorgio Chiarle, vice capogruppo, Gianluigi Cernusco, segretario della Lega, Franca Levato, della civica Uniti per Settimo, Massimo Claudio, Noi per Settimo e Giuseppe Antona, referente locale di Fratelli d’Italia. Presenti anche Luigi Sodano, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia e due deputati di Forza Italia Claudia Porchietto, e Carluccio Giacometto.
“Il gruppo di Forza Italia - ha spiegato Scavone - porta avanti da anni la battaglia contro le Partecipate. Battaglie che purtroppo non hanno mai portato grossi risultati. Queste aziende non hanno mai portato benefici sul territorio ma sono state utili solo per costruire clientele. Tra Asm e Global arriviamo a più di duecento milioni di debiti. A questo punto con Chiarle abbiamo pensato al referendum. Si tratta dell’unico modo per far conoscere la reale situazione ai cittadini. A breve costituiremo un tavolo di discussione per definire il quesito definitivo. Si tratterà di un referendum propositivo che avrà l’intento di cambiare l’attuale sistema delle concessioni introducendo criteri concorrenziali”.
Gli ha fatto eco anche il capogruppo azzurro Giorgio Chiarle. “La volontà è di dare discontinuità al modello che oggi sta al governo a Settimo. L’attuale maggioranza è in continuità con le passate amministrazioni, chi governava Asm oggi governa altre partecipate. Il centro destra settimese vuole cambiare la città”.
Anche più duro Luigi Sodano.
“Aderiamo convintamente alla richiesta di referendum, il fallimento delle partecipate è il fallimento della politica, di sinistra, settimese. Aziende servite solo alla coltivazione delle clientele”.
E se per il leghista Cernusco, il comune dovrebbe lasciare tutto o quasi in mano ai privati senza metterci bocca (“Il comune non deve fare l’imprenditore ma controllare”), il deputato Carlo Giacometto a sceso nel dettaglio del quesito. “L’idea - ha spiegato - è di pensare a gare più brevi e all’introduzione di criteri concorrenziali perchè noi siamo contro i monopoli....”.
Quello che non si dice, per il momento, è che una scelta simile porterebbe, quasi inevitabilmente alla chiusura delle aziende partecipate e alla rottamazione dei lavoratori. È vero che alle gare ad evidenza pubblica possono partecipare aziende pubbliche e private. È altrettanto vero, però, come le partecipate settimesi, in particolare Patrimonio, campino esclusivamente delle commesse provenienti dal comune. Venissero a mancare quelle non resterebbe che chiudere baracca e burattini....
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