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BORGARO. Archiviate le accuse a Barrea & co.

BORGARO. Archiviate le accuse a Barrea & co.

Vincenzo Barrea ex sindaco

E’ stato archiviato il procedimento che vedeva coinvolti l’ex sindaco di Borgaro - ora consigliere comunale e componente del consiglio metropolitano - Vincenzo Barrea, l’assessore Luigi Casotti, il capogruppo di maggioranza, Giuseppe Ponchione, e l’attuale segretario del Pd, Marco Ricci.

Una vicenda di tre anni fa, quando il gruppo di opposizione “Gruppo Latella” denunciò alla Procura di Ivrea il presunto uso “irregolare” dei locali comunali, in particolar modo del locale dove è presente l’ufficio del sindaco, all’epoca Barrea, per iniziative di carattere politico extra amministrativo. Peculato, l’accusa mossa dal Gruppo e poi supportata dall’indagine dei pm Stefania Cugge e Giuseppe Drammis.

E dopo “foto esclusive”, testimoni ascoltati, lettera anonima non ammessa alla fase dibattimentale, mercoledì 23 maggio il giudice ha accettato la richiesta di archiviazione, espressa in altre circostanze dai due pm.

Le indagini e il dibattimento - spiega l’avvocato Alfredo Caviglione, legale difensore dei quattro - hanno palesato come non siano stati commessi fatti che abbiano in qualche modo arrecato danni al Comune. Idem per la vicenda contributi alle associazioni. Possiamo affermare, senza dubbio alcuno, come siano finiti tre anni davvero difficili per i miei assistiti. Sono finiti sulle prime pagine dei giornali, nazionali e locali, per reati gravi, con la loro immagine notevolmente danneggiata”.

Ovviamente, e non poteva essere altrimenti, c’è delusione nel Gruppo Latella, che ha palesato il rammarico attraverso una nota: “Fare opposizione, ovvero vigilare, controllare e garantire che le azioni poste in essere siano nell’esclusivo interesse della collettività. Questo il nostro ruolo. Nulla di più. Nulla di diverso. Non invidie personali e gelosie politiche, non atti a screditare le persone, ma atti rivolti alla verifica delle scelte e dei comportamenti tenuti negli anni da alcuni amministratori. Lo avevamo già detto e lo ribadiamo. Ci siamo mossi presentando un esposto contro ignoti redatto a seguito di segnalazioni dei cittadini e sulla base di documenti e testimonianze rese nel corso delle indagini. Oggi, preso atto del provvedimento del Giudice, non possiamo far altro che rispettarlo pur non condividendolo appieno. Su quei comportamenti, che sono stati definiti solo “deprecabili” nonché “censurabili”, sarebbe stato forse opportuno, nel corso del tempo, svolgere ulteriori approfondimenti, al fine di appurare se gli indizi emersi potessero avere una maggior rilevanza ed acclarare quanto realmente accaduto”.

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