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CASTELLAMONTE. Discarica di Vespia, polemiche infinite tra Maddio e Mazza

CASTELLAMONTE. Discarica di Vespia, polemiche infinite tra Maddio e Mazza

Pasquale Mazza sindaco di Castellamonte

Ancora legato al tema dei rifiuti – in questo caso alla discarica di Vespia – un altro dei momenti di teso confronto, in consiglio comunale, fra il sindaco di Castellamonte ed il capogruppo di minoranza ed ex-vicesindaco Giovanni Maddio. La discarica di Vespia, attiva da metà degli Anni Novanta, venduta dopo il fallimento dell’ASA alla società AGRIGARDEN di Moncalieri, è da sempre al centro di polemiche e preoccupazioni. Oltretutto l’area è occupata da strutture abusive – uffici e capannoni –  costruite fra il 1995 ed il 2001 per le quali, lo scorso autunno,  il Comune aveva emesso un’ordinanza di demolizione.  Ordinanza sospesa dal TAR, in seguito al ricorso della Agrigarden, con la motivazione che le strutture esistono da molto tempo e sono necessarie all’attività dell’azienda.  In seguito alla sospensiva, Mazza si era recato a Roma ed è su questo viaggio che si è appuntata l’attenzione di Maddio, il quale  aveva presentato un’interrogazione discussa appunto nella seduta del 22 maggio. “Apprendo da Facebook di questo viaggio. Chiedo che tipo di incontro sia stato, chi lo ha pagato e se la S.V. è andata da sola, senza tecnici”. Nelle continue punzecchiature fra i due, Maddio vuole rimarcare le distanze per cui dà del Lei a Mazza e lo chiama “Signor Sindaco”; Mazza, che sembra non amare i formalismi, gli dà del tu e lo chiama per nome. Al “Signoria Vostra” dell’interrogazione, ha ribattuto esordendo con una battuta sulla punteggiatura per poi proseguire: “Chiedi se l’incontro era ufficiale? Era stato stabilito per via telefonica ma sono il sindaco e quindi era ufficiale. Ci sono andato dopo una serie di confronti con la Città Metropolitana e con la Prefettura. Ho parlato con il dottor Cristofanelli, direttore della Gestione Integrata del Ciclo dei Rifiuti ed ho chiesto l’intervento dell’esercito”. L’altro, di rimando, ha domandato ironicamente: “Alpini, fanteria, bersaglieri?”. Senza scomporsi Mazza ha risposto che “Nella Terra dei Fuochi l’esercito ha effettuato interventi di bonifica: non siamo in quelle condizioni ma Vespia è comunque una bomba ecologica”. La spedizione è stata tuttavia infruttuosa perché “Cristofanelli ha detto che, essendo gestita da privati, non è di loro competenza.” Quanto alle spese sostenute, il sindaco ha ribattuto:  “A costo di mangiare pane e cipolla, non mi faccio rimborsare i soldi e questa domanda la considero offensiva. Non mi sono fatto accompagnare per non far spendere inutilmente il Comune.  Se mi fossero state aperte delle porte, avrei organizzato una delegazione con  la presenza dei tecnici”. Alle accuse di Maddio che la chiusura di Vespia fosse stata soltanto un argomento da campagna elettorale, ha risposto  che “Forse ci sarà un intervento pubblico a Chivasso, che credevamo fosse messa meglio di noi ed invece  sta peggio. A me hanno detto di no; vedremo poi cosa succederà”.  
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