Aeg coop rinnova i vertici e sono due le liste che si presenteranno per il nuovo consiglio di amministrazione, all’assemblea convocata per il 17 maggio, alle ore 18, alle Officina H.
E ci sarà “Futuro 1901” con l’attuale presidente Andrea Ardissone e poi Massimo Sosso, Barbara Gallo, Alessandro Sabolo e Alberto Zambolin. Ma anche la lista “Rinnoviamoci” con il saluggese Antonio Castiello, Alberto Dini, Antonio Potenza, Paolo Gianoglio Vercellino e Giuseppe Andriolo.
E per la cronaca, o per chi non lo sapesse, Antonio Castiello faceva parte del consiglio di amministrazione uscente, espressione della lista Cooperazione, impresa e socialità, collegata all’ex presidente Ivan Pescarin che a questo giro non potrà più ricandidarsi per raggiunti limiti di età...
Cosa successe tre anni fa poi ce lo ricordiamo tutti. Futuro 1901 si presentò ai soci per spazzare via un governo che durava da 15 anni (quello per l’appunto di Ivan Pescarin) e ci riuscì raccogliendo la bellezza di 828 consensi, praticamente il doppio rispetto ai 439 di Pescarin.
Ma quelli erano i tempi del disastro “Tradecom” e di un buco di 34 milioni di euro che non si capiva bene come sistemare e, peraltro, ancora non lo si sa...
Quel che si sa è che in questi tre anni si è ridotto l’indebitamento, soprattutto, il perimetro delle cose di cui occuparsi e tirando via i grandi clienti di “Nova Coop” (circa 300 milioni), scorporati, impacchettati e trasferiti a Vercelli con Nova Aeg (partecipata da Aeg con il 20%), negli uffici di via dei Cappuccini a Ivrea, sono rimasti solo i soci eporediesi e saluggesi e un volume di affari “piccolo piccolo” di circa 29 milioni di euro, con poco più di 20 mila clienti e 19 lavoratori in meno (anche quelli, sigh!, inviati a Vercelli).
“Il trasferimento è avvenuto e ora Aeg coop uscirà dalla società - precisa Ardissone - L’uscita sarà indolore sotto il profilo economico perché rientra negli accordi contrattuali...”.
L’assemblea del 17 maggio sarà anche chiamata ad approvare il bilancio 2017 che chiuderà con un risultato negativo per circa un milione e 400 mila euro Il segno meno però sparisce nel bilancio consolidato con l’altra AEG, proprietaria delle reti che erano state cedute per un importo decisamente superiore rispetto al reale valore. Il totale fa infatti qualcosa come 2 milioni e 100 mila euro di utile.
Sui numeri evidentemente pesa l’azione revocatoria da parte della curatela di Tradecom. Parliamo di qualcosa come 28 milioni di euro. Da fare tremare i polsi!
«Ci siamo costituiti in giudizio - sottolinea Ardissone - e in bilancio, abbiamo iscritto un fondo passività di tre milioni...”. Basteranno? Non basteranno? E chi lo sa...
Tra agli obiettivi futuri ai quali si sta lavorando, c’è l’aumento delle offerte ai propri clienti, per esempio con la gestione delle caldaie o con le energie rinnvabili. E poi anche e soprattutto la partecipazione alla gara d’ambito per l’assegnazione delle reti a cuiparteciperà anche “Aeg reti”
«Infine - aggiunge Ardissone - c’è il progetto della fabbrica di mattoni rossi...”.
Aeg coop è infatti capofila di una cordata di imprenditori che ha firmato il preliminare d’acquisto dell’edificio.
«Aeg, quando nacque oltre 100 anni fa, lo fece con un progetto di territorio, che cercava di affrontare il tema dell’energia in ottica di sistema - spiega il presidente in scadenza - Ecco, la fabbrica di mattoni rossi, per noi, è il ritorno a un progetto allargato di sistema territoriale».
Finita qui?
Neanche per idea. Si aggiunge (e se ne discuterà in assemblea) la richiesta presentata dagli avvocati di Ivan Pescarin di chiudere con una transazione l’azione di responsabilità promossa in sede civile per le perdite prodotte dal vecchio cda con l’affare Tradecom (circa 34 milioni di euro).
“Andare avanti significherebbe aggiungere ulteriori spese legali - precisa Ardissone - Anche perchè stiamo parlando di un pensionato che fa vita da pensionato. La decisione se accettare o meno una somma che è molto lontana dal danno dovrà però essere presa dai soci in assemblea...”
C’è di vero che il processo si è fatto abbastanza complicato. Alle prime udienze i legali di Pescarin hanno chiamato in causa la UnipolSai (che assicura la responsabilità degli amministratori) e pure due componenti del precedente collegio sindacale, anche loro assicurati.
Se si dovesse chiudere la transazione i primi a gioire e a tirare un bel sospiro di sollievo sarebbero proprio, manco a dirlo, le compagnie assicurative...
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