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CHIVASSO. Stazione di Porta: asse con Novara, in scacco a Vercelli

CHIVASSO. Stazione di Porta: asse con Novara, in scacco a Vercelli
Una “Stazione di Porta” è poco? Bè, allora facciamone due. Una a Chivasso e l’altra a Novara.  I chivassesi passano al contrattacco e rilanciano, sul tavolo del vice ministro ai Trasporti e in scadenza Riccardo Nencini, il loro progetto per una ferroviaria dell’Alta Velocità più utile ed efficiente. La guerra Chivasso-Santhià/Carisio s’aggiorna con un’altra battaglia: per aumentare il peso politico della loro proposta, che ha già ottenuto l’adesione di un centinaio di sindaci del chivassese, eporediese e monferrato,  oltre che di quella parte del Pd piemontese che si rifà all’ex segretario  regionale Davide Gariglio e all’assessore Gianna Pentenero, i proponenti del progetto - le associazioni Identità Comune e Sempre Avanti - hanno raggiunto un’intesa con il leghista Alessandro Canelli, sindaco di Novara.   L’obiettivo è pressare il Governo, che per la verità ancora non c’è (i dialoghi sono tutti con i rappresentanti “ad interim” del Ministero elle Infrastrutture, ndr). E poi mettere in scacco i rivali vercellesi, i sindaci di Carisio, Santhià e ora anche Balocco, sostenuti dai colleghi della zona e dal sottosegretario e deputato Pd Luigi Bobba di Cigliano, che invece ribadiscono l’urgenza di una Stazione di Porta sulla linea ad Alta Velocità nel vercellese. Tira di qua, tira di là, i chivassesi stanno provando ad “accerchiare”, geograficamente prima che politicamente, i vercellesi, facendo leva sull’assurto che “du gust is megl che uan”.  Ossia: due stazioni di interscambio sull’Alta Velocità sono meglio di una.  L’altra settimana il portavoce Thomas Carini di “Identità Comune” ha incontrato il sindaco Alessandro Canelli di Novara. Insieme, hanno deciso di chiedere alla Città Metropolitana di Torino, alle Province di Asti, Alessandria, Biella, Novara, Vercelli e VCO, alla Regione Piemonte, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) “la predisposizione immediata di uno studio di fattibilità  propedeutico alle successive elaborazioni progettuali e alle procedure di individuazione delle risorse finanziarie fino ad arrivare all’assegnazione dei lavori, per la realizzazione delle due stazioni sull’Alta Velocità Torino-Milano nel nodo di Chivasso (Porta Canavese-Monferrato) e nel nodo di Novara che sono essenziali e complementari”.E’ evidente che il territorio del Piemonte orientale, e non soltanto di Novara, può godere di un vantaggio enorme dal punto di vista trasportistico e di sviluppo economico territoriale dalla presenza di una stazione in linea” puntualizza il sindaco Canelli. “È altrettanto evidente che un obiettivo e una finalità di questo genere appaiono difficili da portare avanti se non all’interno di un ragionamento più ampio ed articolato, che possa interessare tutto il territorio piemontese. Per questo, l’interlocuzione avviata con il comitato che da anni si batte per le nostre stesse ragioni, sebbene baricentrate sull’area del Chivassese, snodo trasportistico a est di Torino, strategico per i collegamenti piemontesi e interregionali, appare estremamente interessante”.  “La richiesta di una stazione ad Alta Velocità permetterebbe di ottimizzare il costo di investimento, 7 miliardi di euro, e il suo scarso utilizzo, solo 70 treni sui quasi 300 ipotizzati che, tra l’altro, avevano giustificato tale ingente esborso - commenta il chivassese Thomas Carini -. L’integrazione con altre linee ferroviarie oggi dismesse o sottoutilizzate permetterebbe un uso più razionale dell’Alta Velocità nei punti come Chivasso e Novara che sono i punti naturali per una fermata, essendo essi densamente popolati e già connessi col sistema ferroviario. Altre soluzioni appaiono inadeguate a rispondere a questi due criteri. Nello specifico, per chivassesi e novaresi, quella di Vercelli. “La soluzione di un’unica stazione intermedia Santhià, Carisio o Balocco è del tutto inefficace - concludono all’unisono Canelli e Carini - perché, a fronte di un apparente risparmio, una sola stazione anziché due, non intercetta affatto le linee di comunicazione soprattutto ferroviarie dei due bacini che convergono su Chivasso e su Novara, raggiungibile in treno anche da Biella e Vercelli, non integra l’Alta Velocità con le ferrovie regionali e si configura quindi come un investimento per nulla risolutivo del problema di garantire la reale possibilità di accesso all’Alta Velocità a tutti i territori oggi esclusi  come Canavese, Valle d’Aosta, Monferrato e Piemonte Orientale”.
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