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26 Aprile 2018 - 12:19
“Di doman non c’è certezza”.
Non esiste frase più azzeccata di quella di Lorenzo De’ Medici per descrivere la situazione in cui versa la banca Unicredit di Rondissone, in piazza Roma.
Proprio lì, di fronte alla chiesa, l’unico istituto bancario del paese è a rischio chiusura. Non lo farà in modo imminente come invece succederà il prossimo 28 maggio ad Agliè o nella vicina di casa Mazzè, e nemmeno a fine anno ma l’andazzo va in quella direzione.
Ed in quel caso non si potrà farà proprio nulla di nulla se non armarsi di tanta pazienza e recarsi un giorno sì e l’altro pure nel paese più vicino per le operazioni bancarie e quindi a Verolengo o Chivasso.
A mostrare la propria preoccupazione per quello che potrebbe succedere è il sindaco Miriam De Ros, che non nega quanto potrebbe essere negativo per un paese già martoriato dalla crisi veder chiudere pure la banca a cui, tra l’altro, è anche affidato il servizio di tesoreria del Comune. Che altro non è se non la gestione degli incassi e dei pagamenti dell’amministrazione.
“All’inizio del 2018, come ogni anno - spiega il primo cittadino Miriam De Ros -, ci riuniamo con i funzionari dell’Unicredit per parlare della situazione finanziaria”.
In quell’occasione era venuta fuori la notizia di una possibile chiusura degli uffici.
“Avevamo appreso della decisione da parte dell’azienda di mandare in pensione anticipata 6 mila dipendenti e volevamo sapere se questo avrebbe potuto influire anche sulla nostra banca - continua - il sindaco -. Ci hanno detto che almeno per il 2018 non avremmo avuto avuto problemi, che il servizio sarebbe stato garantito. Quello che accadrà alla fine dell’anno non lo sappiamo”.
Nel frattempo, già da qualche tempo gli orari di apertura sono stati ridotti. Gli uffici sono infatti aperti un giorno sì ed un giorno no. Questa settimana, ed anche quella dopo, per via della festa della Liberazione e del Primo Maggio, si potrà andare in banca solo il martedì (oggi, ndr) ed il giovedì con un orario che va dalle 8.30 alle 12.55 e dalle 14.45 alle 16.45. Troppo poco per chi lavora tutto il giorno o ha un sacco di faccende da sbrigrare.
“Stiamo temporeggiando - aggiunge De Ros -. Riteniamo che la prossima apertura di Amazon possa essere un punto a nostro favore, un incentivo per non far chiudere l’unica banca che abbiamo. Crediamo, e da un lato ci aspettiamo, di veder arrivare nuovi residenti in zona, persone che, assunte, decidono di rimanere anche a vivere qui”.
In caso contrario, i problemi da risolvere saranno molti. “Trattandosi di una banca, qualora dovesse decidere per la chiusura non potremo fare nulla per impedirlo. Inoltre ci troveremo a dover cercare un altra banca per il servizio di tesoreria e ricordo anche che i genitori si recano lì per pagare la mensa e lo scuolabus dei bambini. Mi chiedo come faranno gli anziani o chi non può spostarsi con la macchina come farebbe”.
Nessun problema sembra invece avere la vicina Verolengo. Il Comune non ha infatti ricevuto nessuna comunicazione riguardante possibili chiusure degli uffici.
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