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Decadenza e fine della Contessa di Castigione

Nello scorso articolo abbiamo detto che la bella Contessa di Castiglione venne espulsa dalla Francia. Si dedicò così al figlio Giorgio, cinquenne, insegnandogli varie lingue, che lei conosceva molto bene, mentre l'assaliva un'amarezza incontenibile, dato che si considerava inutile tutto quello che aveva fatto per l'Italia. In seguito si tentò di eliminarla dalla Corte di Torino, ma ella disse che il Conte Arese l'avrebbe ben difesa. Così, dopo un periodo di solitudine, ella comparve alle Tuileries, dove si davano feste spettacolari, con quattro o cinquemila invitati. Il Secondo Impero, vedeva la più splendida eleganza, unita alla più grande spensieratezza. "L'impero è in pace!", si poteva unire ad un'altra: "L'Impero è una grande festa". Infatti tutti i popoli appena usciti da un periodo di miseria e di lotte, cercano sempre un periodo di spensieratezza. Mentre a Parigi , con l'aiuto del prefetto Hausmann cambiava fisionomia, le Tuileries, non venivano dimenticate. Infatti qui una successione di sale meravigliose accoglievano gli invitati: "La Sala degli Ussari", "Il Salone Bianco", "Il salone del Primo Console", "Il Salone di Apollo", "Il Salone Azzurro", ecc. E qui, ancora una volta, la Contessa di Castiglione brillò. Già l'Imperatore, verso le dieci di sera, aveva l'abitudine di lasciare la compagnia, per andare in cerca di avventure...mentre Virginia veniva ripresa dalla mania della politica. "I nemici mortali di Napoleone III, saputo dei passatempi amorosi del Sovrano, decisero di ricorre ad un mezzo ripugnante, per giungere alla sua soppressione, visto che nè il pugnale, nè le bombe erano serviti. Una bellissima Creola fu fatta conoscere all'intendente Baiocchi. Ma uina sera in cui fu introdotta alle Tuileres, per un caso l'Imperatore sofferente la rifiutò. Un'altra volta l'Imperatore che aveva invitato una bellissima attrice, dimenticò di chiudere la porta della sua camera. Com'era succeso? Forse qualche amante trascurata si era voluta vendicare, e così sul più bello del gioco, l'uscio si aprì...e l'Imperatrice Eguenia, chiamata, assistette a tutto il programma, con furia contenuta. Debolezze imperiali che diedero poi l'incentivo ad una spericolata letteratura. Già le "cacce alle cerve", tra cacciatori e belle ragazze coperte solo da una pelle di cervo, aveva dato modo di chiacchierare. E siccome la corte si trasferiva in aututnno nel Castello di Compiègne, qui venivano passati i giochi e le mode d'attualità. Ma la Castiglione non nascondeva la sua ira. Abituata alla Corte e agli omaggi che le erano stati prodigati sin dall'infanzia , ella rifiutava le banalità...e disprezzava le donne. Forse il suo sogno non era stato l'amore, ma il desiderio di potenza. Virginia diceva che Pio IX aveva rinunciato a ripetere la fuga a Gaeta per lei, e mostrava un braccialetto d'oro con la tiara, regalo del pontefice. Anche Vittorio Emanuele II le regalò il proprio ritratto messo in medaglione con la dedica: Alla bella Nicchia, il misero padrone". Benchè ricevesse il medico in una camera infiorata, e stesa, risplendente di gioielli, su un letto tutto pellicce e pizzo, nessuno poteva avvicinarla. "Era uno spirito senza equilibrio in un corpo voluttuoso, con una voce così insinuante che dava quasi la suasiva di una carezza carnale" E rimaneva per delle ore nuda davanti allo specchio. Un giorno desiderò un ritratto alla "Maya Desnuda" Ma quando il ritratto, somigliantissimo, fu pronto, Virginia pensò solo a distruggerlo a colpi di forbice, per togliere così una rivale. E, conscia dell'inutilità della continua presenza, riuscì a mettere tra sè e il mondo periodi di stasi, in cui scompariva. Non passò molto tempo che Virginia assieme al marito in un palazzo in via Lagrange e cominciò a fare spese pazze.Trasformò il palazzo in una reggia. Famosa la sua sala da bagno con un'ampia vasca scavata nel pavimento e specchi su tutte le pareti dove potreva ammitrare il suo splendido corpo. Poi rimase vedova. Appena celebrato il matrimonio del Principe Amedeo di Savoia, il Corteo passava per Torino, quando il conte Francesco Verasis di Castiglione, con l'uniforme rossa dei Cavalieri di Malta, cadde improvvisamente da cavallo sotto la carrozza reale. Umberto e Amedeo di Savoia scendono precipitosamente dalla carrozza, ma tutto fu inutile: il Conte è morto. Virginia ormai vedova, si trasferì in un'altra abitazione.Sempre parte dei segreti delle cancellerie, la bellissima Virginia suscitava commenti e ammirazione in qualsiasi luogo...anche se scriveva di sè: "Io in fondo fui fuori posto, sempre e in ogni luogo". ma l'imperatrice Eugenia, la bella spagnola bionda, cominciò ad allontanarla dalla Corte, in seguito, pare, a una questione di pettinatura, perchè ad un ballo, la Contessa e l'Imperatrice si erano trovate pettinate alla stessa maniera: ciò che aveva irritato le due. Anzi, con la scusa di una rivalità di abiti, l'Imperatrice allontanò la Contessa e fece togliere un grande quadro della Castiglione, che si trovava nell'appartamento dell'Imperatore. Al famoso ballo del 1866, la Castiglione, che non era stata invitata, si presentò ugualmente munita di biglietto. Ma il gran ciambellano, offrendole il braccio, la riaccompagnò all'entrata. La collaboratrice di Cavour sovolò sulla faccenda: solo più avanti sarebbe diventata più sensibile alle offese. E' che non suscitava amicizia tra le dame, risultando sempre circondata da odio e pettegolezzi. Informato da Napoleone e le consigliò di lasciare Parigi. Virginia accondiscese e l'Imperatore la fece accompagnare fino a Torino in carrozza , accompagnata da generale Fleury. Alcuni mesi dopo Il Piemonte dichiarava guerra all'Austria , la contessa ritornata a Torino acquistava una magnifica villa settecentesca: "Villa Gloria", in collina presso San Vito ed assoldò un gruppo di informatori facendo pervenire a Cavour notizie il più velocemente possibili sull'andamento della guerra. Ma si avvicina il tempo della tristezza: dopo il tempo delle tristezza: dopo le disfatte militari, l'impero crollava. E la divinina contessa tornava a Firenze da dove nel 1872, ritornò a Parigi. Si rinchiuse in questa nuova abitazione il 25 dicembre, con i suoi due terribili cani, per uscirne solo nel 1894, ossia quasi vent'anni dopo. Una chiave elaborata e misteriosa apriva apriva l'appartamento delle tre porte. Per non mostrare la sua decadenza si chiuse volontariamente in casa come in una tomba, togliendo tutti gli specchi che avrebbero potuto mostrarle gli attacchi del tempo. Stanze tapezzate di velluto nero, con tappeti neri e finestre sempre chiuse. Unico amico il solito Estancelin, ormai generale. Virginia ebbe l'idea, data la sua volontaria reclusione, di scrivere un libro intitolandolo: "La più bella donna del secolo", ma poi non ne fece nulla. Espose anche i suoi 500 ritratti all'esposizione internazionale, con lo scopo di far conoscere a tutti le sue antiche sembianze...ma arrivò improvvisa la morte per demenza senile. Alla fine della sua vita si era costrette ad uscire di casa solo dopo mezzanotte, riuscendo così ad essere fermata parecchie volte dalla polizia; e si ridusse a dormire con la portinaia con la portinaia, per farsi riscaldare. Fine miseranda, per la bellissima che aveva riempito di sè la cronaca di tutta Europa. Alla sua morte si trovò un anello con la dicitura lunghissima, formate dalle di due nomi:"Napoleone-Virginia". Alla sua morte vennero trovati i gessi delle sue gambe e braccia, che si era fatta fare nei tempi felici: Reperti che non vennero riconosciuti e subito distrutti. Per ordini superiori tutta la sua corrispendenza venne bruciata, togliendo così ai posteri infinite informazioni su un periodo tanto elaborato La Contessa di Casiglione ad un certo solo più di notte, aveva abbandonato ogni attività mondana. Morì all'improvviso il 28 ottobre 1899 e venne sepolta a Pèrte Lachaise senza croce, lapide, iscrizione, nulla secondo le sue disposizioni.
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