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La rava e la fava

La rava e la fava Ci sono modi di dire che hanno spiegazioni antiche, e altri che, non trovo spiegazione nemmeno sui testi più altisonanti. Alcuni giorni fa, mattina un amico mi ha detto questo modo di dire : la rava e la fava. Il mio amico non ha saputo spiegarmi l’origine di questo modo di dire, colto da un raptus, controllo su diversi vocabolari, non c'è nulla, non esiste rava, né lo si trova sotto, o collegato con, il lemma fava. Si può sapere perché parliamo in questo modo? Dopo una ricerca accurata sono arrivato alla seguente risultato. Parto da rava, che è un’espressione dialettale piemontese per indicare la rapa che deriva dal latino rapa , parola in uso dal XIV secolo. In piemontese si denomina rava, perché la parola dialettale deriva dal francese rave. Da questo ortaggio sono nati molti modi di dire come avere il cuore di rapa, per indicare una persona vile; testa di rapa per indicare una persona sciocca; spirito di rapa, battuta, motto molto sciocchi; valere una rapa, non valere nulla; cavar sangue da una rapa, voler ricavare da persona o cosa ciò che non può dare, perché ne è completamente priva; aver la testa come una rapa, completamente calva o rasata, ed infine confettare una rapa, per indicare di chi fa cortesie a chi non se le merita. Posso supporre che derivi dall'immagine di una pianticella descritta in ogni sua parte, dalla radice al frutto, da qui l'idea di partire dalle cose più importanti per arrivare alle minuzie, senza trascurare nemmeno le piccolezze. Per arrivare alla rima con fava si sarebbe trasformata in rava la voce dialettale “rama”, che in molte località sta per “rami”, quindi frasche e fogliame. Secondo altri pare che abbia a che fare con una ricetta di minestrone contadino dove si metteva di tutto. Al riguardo della fava non sto certo qui a raccontarti la rava e la fava. Favria, 19.01.2016 Giorgio Cortese La vita è un attimo dell’eternità
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