Ciuffreda, Corcione e Renzi in una foto d'archivio
Come ogni anno, il 25 aprile è stato festeggiato in ogni comune d'Italia. La Liberazione fu una battaglia per i diritti dei cittadini, dei lavoratori, per garantire la libertà di pensiero, la libertà politica e la libertà di informazione. Una battaglia per garantire la cultura, la salute e la qualità della vita. Cosa resta di quella battaglie? La libertà di perdere tutti i diritti di cittadino, lavoro compreso, senza alcuna assicurazione sociale. D'altra parte, a loro servono voti e non posti di lavoro. Mai come adesso c'è bisogno di resistenza e di liberazione. Un regime di questo tipo, più che favorire gli investimenti delle imprese, è mirato a rendere ancora più ricattabili e precari i lavoratori. C'è bisogno di portare a termine quella battaglia rimasta in sospeso: resistenza contro chi affama, resistenza contro chi opprime, resistenza contro chi inganna, resistenza contro chi depriva, ruba e mente. Questa settimana condivido il pensiero del gruppo chivassese: Il M5S di Chivasso si associa con tutti coloro che ricordano in questo giorno il 70 anniversario della Liberazione. Ritiene però di non dover partecipare alle celebrazioni ufficiali fino a quando le altre forze politiche, PD in primis, non dimostreranno coerenza verso quei valori per cui diedero la vita milioni di persone. Siamo stufi di sentire parlare di Antifascismo quando poi ogni occasione e' buona per attaccare la Costituzione. Quella Costituzione che i nostri parlamentari difendono, spesso in totale solitudine, ad oltranza. Apprezziamo la volontà dell'Anpi di Chivasso e del suo Presidente Vinicio Milani, affinché l'Associazione PArtigiani sia al di sopra delle parti, ma la realtà e' che in questi anni abbiamo assistito ad una " Resistenza imbalsamata" dominata dalla retorica e gestita da forze politiche coinvolte in scandali e forme di corruzione di ogni tipo. Per questo, pur con il massimo rispetto per chi porterà, anche solo un fiore, su quelle lapidi sempre più sbiadite, la nostra celebrazione non sarà nei cortei, ma nel ribadire, non solo il 25 Aprile, il nostro impegno contro gli sprechi e i costi della politica, il no alle grandi opere costose e inutili. Questo sarà il nostro modo di ricordare coloro che diedero la vita per la nostra libertà.
Che ognuno si impegni in prima persona se vuole che le cose cambino per davvero, perché solo insieme ce la possiamo fare!
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