Il sindaco di Chivasso parla alla fiera del Carletti (foto d'archivio)
Passi il grido di allarme sulla situazione in cui versa la Protezione Civile italiana con i mezzi di soccorso che fanno acqua da tutte le parti. Quel che non si è capito è semmai il senso della restante parte del discorso del sindaco Libero Ciuffreda mercoledì scorso, alla Fiera del Beato Angelo Carletti. Come un Girolamo Savonarola qualsiasi, prima si è messo a inveire contro il Ministro di grazia e giustizia Cancellieri annunciando una battaglia contro la chiusura del tribunale di Chivasso, poi ci ha aggiunto la polemica sulla legge che lo rende “legalmente incompatibile” nel doppio ruolo di sindaco e dirigente sanitario alle Molinette. Tutto sbagliato! Sbagliato il luogo, il parco del Mauriziano, per mettersi a fare discorsi così profondi e complicati. E poi a chi? A centinaia di cittadini completamente all’oscuro dei “problemi suoi” e della nostra città, carichi di sacchetti della spesa, o con i figli portati a spasso tra “pezzate piemontesi” e “cocorite”? Sbagliato il momento, la patronale del paese, che come ha detto lui stesso in premessa dovrebbe essere - anzi è - un momento di “festa e di gioia”.
Entrando nello specifico però, ci sarebbero almeno un paio di appunti da lasciare ai posteri. Il primo sulla chiusura degli uffici giudiziari di via Siccardi. Ancora oggi Chivasso è, infatti e per chi non lo sapesse, sotto la giurisdizione del tribunale di Torino, facilmente raggiungibile in macchina e in treno. Se non lo sarà più a partire dal 13 settembre è perchè il Partito Democratico, di cui il sindaco fa parte, per salvare il tribunale di Ivrea che rischiava la chiusura, nel novembre del 2011, ha aderito ad un progetto partorito dagli eporediesi sotto i buoni auspici del vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura Michele Vietti, di un tribunale allargato alla nostra città e pure a Ciriè. Se l’erano studiata bene. I furbetti s’erano inventati un tribunale sotto le rosse torri (anzi all’interno di un’area commerciale) con una bella sede distaccata tutta a Chivasso.
E invece? Invece (prrrrrrrrr) da Roma ci hanno inviato una bella e sonora pernacchia e i chivassesi sono rimasti con il cerino in mano. Gli sta bene, non foss’altro che la presa per il culo sarebbe stata colossale. Fosse stato vero che per non assecondare una riforma sulla soppressione delle sedi distaccate, sarebbe bastato cambiare tribunale, saremmo ancora qui a ridere tenendoci fra le due mani la pancia. Altro capitolo sull’incompatibilità. “La legge è sbagliata - ha inveito il sindaco - La legge è anticostituzionale! Andrò a Firenze a protestare...”. E poi giù a bacchettare il senso di un provvedimento che a suo dire allontanerebbe dalla politica centinaia di “intelligenze”. Evidentemente come la sua, perdindirindina. Secondo il sindaco, quindi sarebbe giusto continuare a pagare profumatamente chi dirige le cose pubbliche e contemporaneamente si butta in politica, a volte poi, facendo male entrambe. La cosa, guarda un po’ però, non funziona per i liberi professionisti e gli imprenditori, costretti, nella stragrande maggioranza dei casi, a decidere se continuare a lavorare o far politica, con l’aggravante che per questi ultimi neanche sarebbe possibile mettersi in aspettativa. Su questo evidentemente noi e tanti altri cittadini la pensiamo diversamente dal dottor Libero Ciuffreda. E’ sarà anche tanto intelligente, avrà anche per le mani il segreto del tempo Kairos e Kronos, ma deve ancora dimostrarci di essere capace a fare bene tutto, magari anche qualche miracolo... La verità è che una città come Chivasso ha bisogno di un sindaco a tempo pieno e non di chi, con la testa o con il corpo, se ne sta per tutta la settimana dentro ad un ospedale. Su questo, incredibile ma vero, nei giorni scorsi, ci ha dato ragione persino il sindaco di Torino Piero Fassino che è del Partito Democratico. Ha dichiarato che non è possibile immaginare di fare un altro lavoro quando si governano città di una certa dimensione, diciamo dai 30 mila in sù. Su questo Ciuffreda, legalmente incompatibile, dovrebbe cominciare a fare due ragionamenti, tenendo d’occhio una città che sta colando a picco, anche un po’ per colpa sua, giorno dopo giorno, sempre di più...
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