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Nel silenzio della notte
Il veloce pennello della natura tratteggia con i colori della sera, questo è il preludio dell’imminente notte! Cammino da solo nella sera tardi tra le vie della Comunità dove abito in questa fredda sera invernale e in questa calma infinita il mio sguardo si eleva verso il cielo. Se penso alla notte la parola deriva dal latino “Nox”, “Nyx” in greco, che a sua volta deriva dal sanscrito “Nac”, che vuol dire “tempo nel quale sparisce la luce”. L’espressione “passare la notte in bianco” deriva invece da una tradizione del Medioevo. I cavalieri trascorrevano la notte precedente l’investitura in una cappella, in preghiera e in meditazione, indossando una veste bianca, simbolo di purezza. Scusate della divagazione e ritorno a parlare della notte che veglia il mio cammino e dopo il mio placido sonno. Secondo Ovidio: “La notte dissimula i difetti ed è indulgente con tutte le imperfezioni…” Personalmente ritengo che la notte amplifica i rumori, i pensieri, insomma l’assenza di quello che mi manca. La notte è un megafono di emozioni. Da ottimista sono certo che non esiste notte tanto lunga che impedisca al sole di risorgere, anche se l’ora che mi sembra più buia è quella che precede il sorgere del sole. I saggi dicono che si dovrebbe pensare al mattino, agire a mezzodì, e poi leggere alla sera, ma di notte dormire, ma è anche vero che se il giorno è il padre del lavoro è la notte la madre dei pensieri. Mi affascina la calma della notte, la lucentezza delle stelle che trapuntano il cielo invernale, più è scura la notte e più le stelle che la ricamano sono lucenti e vegliano su di me e assordante è il silenzio nelle strade dove cammino Il buio fa da coperta alla Comunità che dorme e la riveste con i suoi brividi. Camminare in questa notte mi da la sensazione che nel buio le strade sembrano assorbite dal cielo. Incrocio un raro passante al quale mi verrebbe voglia di dire una frase di William Shakespeare: “Ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte inciampi nei miei più segreti pensieri?”. Mi affascinano le finestre di notte, quando la luce è ancora accesa e lavorano al contrario, intrappolando l’interno ed escludendo l’esterno. Ma c’è un punto morto nella notte, dove fa più freddo e il tempo più nero, dove il mondo ha dimenticato la sera e l’alba non è ancora una promessa del sole che sorgerà. Un tempo in cui è troppo presto per alzarmi, ma così tardi per andare a letto. Ma nonostante tutto anche d’Inverno la notte mi pare calda e lunga, la notte è sempre magnifica per ascoltare delle storie. Se ascolto i pensieri, i presentimenti nella notte, mi interrogo allora con una tenue e lontana voce, che è la mia coscienza, più c’è silenzio nella notte e più si fa sentire forte. Sotto il cielo stellato mi rendo conto che come essere umano sono una cosa molto piccola, e la notte è molto grande e piena di meraviglie. Certo che nella passo più metà della vita, ma forse è la metà più bella davvero.
Favria, 9.03.2015 Giorgio Cortese
Certe notti mi sembrano più vive e ed intensamente colorate del giorno
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