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BIANZÈ. Bombola di gas per far saltare la casa del vicino, il pm ha chiesto una condanna a 9 anni e 4 mesi

BIANZÈ. Bombola di gas per far saltare la casa del vicino, il pm ha chiesto una condanna a 9 anni e 4 mesi

Voleva far saltare la casa del vicino con il gas

BIANZÈ. Nove anni e quattro mesi: è questa la condanna richiesta dal pubblico ministero Michele Paternò a carico di Franco Cavaglià, 63enne che lo scorso agosto era stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. In tribunale a Vercelli si è discusso il rito abbreviato davanti al giudice Valeria Rey.

Secondo le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Vercelli, l’uomo aveva piazzato una bombola di gas con un tubo conficcato in una parete dietro l’abitazione del suo dirimpettaio in via Strada Vecchia a Bianzè.

Cavaglià si trova ancora agli arresti domiciliari e deve rispondere di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione. A suo carico i militari hanno raccolto prove importanti. Lui avrebbe fatto delle ammissioni escludendo di voler uccidere: si sarebbe trattato di un atto intimidatorio.

Il giorno di Ferragosto i proprietari di casa solo all’ultimo avevano deciso di pranzare a casa con degli ospiti; avevano trovato la bombola dopo essere tornati dal supermercato. La Procura ha disposto una perizia sulla capacità esplosiva della bombola: l’esplosione non si verificò solo per una serie di fortunate circostanze. Tesi respinta dagli avvocati difensori Giulia Armani e Federico Penco, alla luce delle risultanze di una perizia di parte.

Si sono inoltre costituiti parte civile i due coniugi che abitano nella villetta, rimasta inagibile per oltre un mese; l’avvocato Roberta Formica che li rappresenta ha formulato una richiesta di risarcimento danni.

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