Lo scorso giovedì alle ore 21 si è svolto a Samone il congresso del Partito Democratico di Banchette/Pavone che abbraccia anche i comuni di Colleretto Giacosa, Fiorano Canavese, Lessolo, Loranzé, Parella, Quagliuzzo, Salerano Canavese, Samone e Strambinello.
Alla direzione della segreteria è stato riconfermato Gaspare Enrico. Dodici i voti su un totale di 22 tesserati.
Con lui sono stati riconfermati nel direttivo: Paola Gamba, Alberto Dimi, Giovanni Bolzanello, Graziella Lago, Lorenzo Marchetti, Enrico Tersilla, Franco Pratola, Antonio Mazza, Giuseppe Andriolo e Monica Prelle.
Due i temi cardine della serata. Il primo legato al territorio e al nuovo ruolo dei comuni, dei sindaci e delle istituzioni locali. “Tutti gli enti locali - ha sottolineato Gaspare Enrico - dalla creazione delle città metropolitane, sono stati riorganizzati e caricati di una maggiore importanza. Questa nuova responsabilità è importante che venga sfruttata in particolare dai comuni più piccoli. Dovrebbero far valere la propria voce, anche unendosi, sapendo lavorare su obiettivi comuni, non rimanendo schierati sulle proprie posizioni. Il nostro invito è di sfruttare questo nuovo ruolo, a maggior ragione oggi con i fondi del Pnrr”.
Tra gli esempi concreti, Gaspare Enrico ha fatto quello dell’Asl To4 . “Spesso i comuni delegano questo impegno quasi non fosse di loro competenza - ha stigmatizzato - Nell’eporediese sono 30 anni che non si convoca il Distretto Sanitario. I comuni non possono solo occuparsi di manutenzione, di riparare strade, buche e luci. I sindaci che vivono il territorio tutti i giorni devono occuparsene e far sentire la loro voce. E’ un loro compito!”.
Il congresso si è fatto carico di portare all’attenzione della Direzione Nazionale del partito e in Parlamento l’approvazione della legge a favore dell’eutanasia tenendo conto dei validi presupposti che stavano alla base del referendum.
Tra i presnti anche il sindaco di Banchette Antonio Mazza. Anche lui ha convenuto che il ruolo dei sindaci deve essere più centrale nelle scelte attraverso una maggiore cooperazione e confronto tra loro.
“Il problema - ha aggiunto - è che ci sono meno risorse, un’infinità di costi e più responsabilità. Noi sindaci ci sentiamo sempre più abbandonati a noi stessi con lo Stato che ci lascia senza risposte..”.
Tra i problemi sul tappeto c’è la bolletta dell’energia elettrica.
“A Banchette - ha stigmatizzato - abbiamo una scuola elementare che ha circa 150 bambini e la scuola media che ne ha circa 270. Molti, anzi la maggior parte degli studenti non sono di Banchette, ma vengono dai comuni limitrofi, eppure siamo noi a doverci caricare dei costi di gestione delle strutture, del riscaldamento e di tutto il resto. Sono edifici enormi, che consumano molta energia...Qualche comune di spontanea iniziativa contribuisce, ma si tratta appunto di un’azione volontaria”.
Ironia della sorte “Banchette è tra i Comuni virtuosi che prende energia accedendo al teleriscaldamento dalla centrale Ecotermica” Servizi di Energia Responsabile”.
“Questo ci sta penalizzando - passa e chiude - Lo Stato infatti ha portato l’Iva sull’energia elettrica al 5% ma non vale per noi. Vale però per chi ha caldaie a metano che sono più inquinanti. E’ pazzesco, inconcepibile! Per Banchette si trattaerebbe di un minor costo pari a 20 mila euro e ci farebbero tanto comodo…”.
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