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Monti Pelati detti anche Monti Rossi o Colli di Baldissero, sono costituiti da piccole colline brulle e fanno parte di una delle Riserve Naturali del Canavese. È costituita da circa 150 ettari di terreno molto diverso dal resto del “nostro verde Canavese”: è un luogo unico, nel suo genere, dai panorami pietrosi e lunari.
Nella prima parte del percorso predomina la magnesite, massa friabile dal tipico colore biancastro, mentre la zona di Torre Cives è caratterizzata da serpentini verdastri.
La vegetazione, piuttosto scarsa, è dominata dalla presenza di pini neri, silvestri e strobi, impiantati qui negli anni ’50, diffuso il ginepro. I Monti Pelati costituiscono una vera e propria isola bio-geografica, le cui prerogative sono essenzialmente geologiche. L’intera riserva si trova infatti lungo la Linea Insubrica (o del Canavese).
L’avifauna sfrutta le peculiarità della riserva (codirosso, picchio verde, ortolano, verdone e cardellino), vere particolarità la cincia di solito legata ai boschi montani
di conifere.
Molto particolare anche il microclima che favorisce la presenza di insetti rari.
Questo angolo strano e particolarmente magnetico è visitabile in tutte le stagioni: si tratta di un’escursione molto
facile, adatta anche per i bambini che ne resteranno entusiasti
ed è fattibile anche in bicicletta.
Il percorso è segnato nei colori bianco e rosso e l’escursione su questi piccoli “monti” riserverà delle piacevoli sorprese.
I resti della medievale torre Cives, a 580 metri di quota
L’accesso stradale.
Per raggiungere Baldissero Canavese da Ivrea prendere la SS 565 e dopo Pramonico, prima della galleria
seguire l’indicazione per Castellamonte, e dopo qualche chilometro girare a destra (cartelli stradali per i vari paesi della Valchiusella).
Poche centinaia di metri dopo il bivio e prima di entrare nel paese di Baldissero imboccare la stretta strada asfaltata a sinistra, via Vespiolla: percorrerla per un brevissimo tratto, parcheggiare su di un piccolo piazzale.
L’escursione.
Luogo partenza: Baldissero Canavese, 420 m slm
Arrivo: Torre Cives, 580 m slm
Tempo di andata: ore 1,30
Difficoltà: T/E
Periodo: tutto l’anno (da evitare le giornate estive ed
assolate)
Sentiero n. 751
Assenza di fontane.
Questo itinerario segue quasi per intero la dorsale dell’altura.
Lasciato il piccolo piazzale, imboccare alla destra la sterrata (bacheca illustrante le particolarità del luogo) in mezzo agli alberi, che ben presto lascia il posto al preludio del paesaggio che d’ora in poi si potrà ammirare!
Il sentiero segue alla sterrata e inizia dolcemente a salire in mezzo agli affioramenti, ben visibili per il colore bianco che formano paesaggi di tipo calanchivo. Il sentiero (rovinato dall’erosione dell’acqua a tratti) si alterna
all’ampia sterrata. I cartelli in legno posti sul percorso indicano che con una breve deviazione si raggiunge un punto panoramico “Bric Carlevà, 480 m”.
Ritornati sulla sterrata
principale ci si inoltra in mezzo a ginepri e pini mughi. Il percorso è ora un poco dissestato, e dopo mezz’ora di cammino si giunge ad un largo piazzale che serviva da carico per l’ex cava di magnesite.
La vegetazione è scarsa; tra gli alberi predominano i pini e i ginepri. Sullo sfondo, in lontananza, si stagliano la Quinseina e il Verzel innevati
L’ambiente si mostra in tutta la sua particolarità e a rendere ancora più magica l’atmosfera i corvi con il loro gracidare volano in alto.
Il panorama si apre a 360 gradi (Monviso, Alpi Marittime, Soglio, Quinseina e alcune montagne della Val Soana e Valchiusella e la Serra Morenica).
Proseguendo si incontra un altro sentiero di collegamento che arriva da Baldissero (paese).
Lungo tratto in piano, si lascia a sinistra il rudere della chiesa dei S.S. Rocco e Grato e si incontra sulla destra un piccolo lago (d’estate asciutto) e in discesa al piazzale di incrocio con la strada della cava (che si lascia a destra).
Seguendo sempre il percorso principale, in leggera salita si arriva al punto dell’incrocio con il sentiero che in breve, ma con percorso poco agevole e ripido, conduce alla Torre Cives (580 metri) che fu costruita dai liberi comuni canavesani nel XIV secolo. Nei pressi, un’area pic nic e un monumento con vista sulla diga di Vistrorio.
Il ritorno è sullo stesso itinerario di salita oppure si potrebbe anche scendere dalla parte opposta all’andata, raggiungere la chiesa di San Rocco e dopo alcuni chilometri di asfalto raggiungere l’auto.
Cecilia Genisio
Testo tratto dalla rivista Canavèis