In tempo di Covid si sono ridotti gli spostamenti e, di conseguenza, anche i furti nelle abitazioni. Di notizie, in questi due anni, se ne sono lette davvero poche. Di serrature divelte, cassetti aperti, finestre sprangate, nemmeno l’ombra.
E alla fine c’è chi si è ingegnato… Succede intorno al lago di Viverone, da più di un anno a questa parte. Parliamo di un Arsenio Lupin in motocicletta che la scorsa settimana ha colpito ancora. Vittima, suo malgrado, una “turista” vercellese alle palafitte di Azeglio. Non ha fatto in tempo a parcheggiare l’auto per una visita veloce al sito che la sua borsa è sparita dal mezzo. Un fulmine è stato l’esperto borseggiatore. Un guidatore esperto: finora infatti nessuno è riuscito a fermarlo e nemmeno a braccarlo. Ci ha provato, sì, un viveronese, più di una volta, ma senza successo.“L’ho già inseguito con il fuoristrada, con l’auto, niente di niente, corre più veloce del vento - ci racconta il residente . E quando mi vede, pensa te, mi saluta”. La moto è la stessa ma cambia sempre il colore ed ha la targa coperta da una targa falsa, in cartone. “Ma fatta bene, davvero - ci spiega il residente -. Tanto è vero che né i carabinieri né il comune con i suoi vigili finora sono riusciti a prenderlo, sebbene ci siano state diverse segnalazioni”. Inutili pure i filmati dei sistemi di videosorveglianza delle abitazioni. La tecnica è sempre la stessa, funziona, e il bottino sta diventando ghiotto. Tra la refurtiva si annoverano borse, borsoni, quindi oggetti personali, portafogli, e persino un drone, sgamato ad un gruppo di ragazzi un giorno intenti in riprese video del lago.
L’Arsenio Lupin agisce ormai indisturbato. Le sue incursioni si registrano in frazione Masseria, al cimitero, alla chiesa, ad Anzasco, tutto intorno al lago, fino ad Azeglio, almeno una volta al mese e sempre intorno alle tre del pomeriggio, così ci raccontano i viveronesi che hanno provato a fermarlo.
Accosta con la sua moto, la sistema sul cavalletto, lascia acceso, ruba quello che c’è e se ne va e dopo qualche Km gira la targa.
“Avrà una cinquantina di anni, baffi, pelle olivastra” ci dice chi lo ha incrociato.
Annalisa Thielke
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