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Fondi salvati, ma il 25 aprile si spacca: piazze divise e tensioni in tutta Italia

Dalla retromarcia del governo sui finanziamenti alla Resistenza ai comizi separati: la festa della Liberazione tra polemiche e fratture

MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE

MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE (2025)

Si allontana l’allarme sul taglio dei fondi ai luoghi simbolo della Resistenza, ma il clima che accompagna le celebrazioni del 25 aprile resta teso e segnato da divisioni. A due giorni dalla ricorrenza, le piazze italiane si preparano infatti a una giornata che, anziché unire, rischia di evidenziare profonde fratture, da Milano a Napoli, passando per Genova.

La notizia positiva arriva dal fronte istituzionale: il governo ha deciso di ripristinare i fondi destinati ai siti e agli istituti storici della Resistenza, dopo le polemiche seguite ai tagli previsti dal Decreto accise. A comunicarlo è stato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha contattato il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale. Quest’ultimo aveva già annunciato la disponibilità della Regione a coprire le risorse mancanti per luoghi simbolo come Sant’Anna di Stazzema, San Sabba, Marzabotto, il campo di Fossoli e Casa Cervi.

ALESSANDRO GIULI, MINISTRO DELLA CULTURA

«Il ministro della Cultura mi ha rassicurato sui fondi destinati ai siti e agli Istituti storici della Resistenza, dopo i tagli che erano stati effettuati dal Governo - ha spiegato De Pascale -. Non ha lasciato dubbi, è sua ferma intenzione reintegrare le risorse per tutti».

Ma il ripristino dei fondi non basta a ricomporre le tensioni. A Milano, dove si terrà il corteo nazionale, le celebrazioni si divideranno in due comizi distinti: uno ufficiale e uno alternativo promosso dal Coordinamento per la Pace, in polemica con la posizione dell’amministrazione comunale sul conflitto di Gaza. Il sindaco Giuseppe Sala ha infatti confermato il proseguimento del gemellaggio con Tel Aviv, suscitando critiche da parte di Verdi e Pd.

Il presidente di Anpi Milano, Primo Minelli, lancia un monito: «davanti alle emergenze democratiche, rompere l'unità del fronte antifascista non è una cosa bella. Ma ognuno si assumerà le sue responsabilità».

A Genova lo scontro si gioca sul piano istituzionale, con il centrosinistra che chiede di inserire un riferimento esplicito alla Resistenza nel primo articolo dello Statuto della Liguria. Una proposta che il capogruppo del Partito Democratico Armando Sanna definisce «un proposta fondamentale», criticando al tempo stesso «l'assenza del presidente della Regione Marco Bucci alla seduta solenne del Consiglio regionale in ricordo del 25 aprile».

A Napoli, invece, la tensione nasce attorno alla parola “remigrazione”. Proprio dal capoluogo campano partirà una tappa del tour nazionale promosso da un comitato formato da Casapound, Veneto Fronte Skinheads, Rete dei patrioti e Brescia ai Bresciani per presentare una proposta di legge sul tema. L’iniziativa ha già provocato una mobilitazione di protesta da parte di Cgil, Anpi e Rete No Kings, che la considerano «un affronto» in prossimità della Festa della Liberazione.

Le polemiche coinvolgono anche il dibattito politico nazionale. Il leader di Azione Carlo Calenda attacca il presidente del Senato Ignazio La Russa, dopo le sue dichiarazioni sulla possibilità di rendere omaggio sia ai partigiani sia ai caduti della Repubblica Sociale Italiana. «Perché bisogna dire che i partigiani e coloro che fecero parte della Repubblica di Salò erano la stessa cosa? - ha commentato Calenda -. Vuol dire che forse non dovresti ricoprire il ruolo che ricopri».

CARLO CALENDA, AZIONE

Il 25 aprile si avvicina dunque tra segnali contrastanti: da un lato il ripristino dei fondi per la memoria storica, dall’altro una crescente frammentazione politica e sociale che rischia di trasformare una giornata simbolo dell’unità nazionale in un nuovo terreno di scontro.

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