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14 Aprile 2026 - 22:00
L'assessore regionale con il Presidente del consiglio
Al Vinitaly si va per il vino, ma ormai ci si va anche per il resto. Che è più o meno tutto: governo, diplomazia, sport, candidature olimpiche e – se è avanzato tempo – anche qualche sorso.
Oggi Giorgia Meloni è arrivata allo spazio Piemonte e si è fermata per il pranzo al Ristorante Eccellenza Piemonte.
Ad accoglierla c'erano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale Paolo Bongioanni (con un portafoglio deleghe che sembra una lista della spesa: Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi), insieme al neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi, al ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, al presidente di Verona fiere Federico Bricolo, al presidente Ice Matteo Zoppas e al neopresidente della Regione Veneto Alberto Stefani.
Un tavolo così lungo che, più che un pranzo, è sembrato una conferenza Stato-Regioni con coperto incluso.
Il menù? Quello giusto per non sbagliare: ravioli di fonduta di toma e spinaci con noci, poi stracotto di fassona al vino rosso, il tutto firmato dallo chef Davide Palluda. Nel calice tre grandi Docg piemontesi: Alta Langa Docg, Barbaresco e Barolo.


Giorgia Meloni, riferisce Paolo Bongioanni, ha apprezzato. Molto. Il Piemonte è diventato “terra di eccellenza straordinaria”, “dove in ogni angolo si mangia bene”. Una presa di posizione coraggiosa, che ha finalmente rotto il silenzio su un tema controverso.
Nel frattempo, tra un brindisi e una portata, si sono infilati anche i contenuti: l’accordo tra undici Regioni del Nord sulla ricerca vitivinicola, la promozione del vino, la coppa delle Atp Finals esibita come certificazione di affidabilità organizzativa e, per non farsi mancare nulla, la candidatura olimpica 2036 “in rete” con Liguria e Lombardia. Un’idea che, come certi vini giovani, avrà bisogno di tempo per capire se reggerà.
E poi c’è Alberto Cirio. Presente a Verona, sorridente al punto giusto, nel momento giusto. Assente invece a Torino, dove nello stesso momento il Consiglio regionale discuteva il rimpasto di giunta. Una coincidenza, certo. O forse una scelta di campo: tra il rimpasto e lo stracotto, meglio ciò che ha una cottura lenta ma almeno un risultato prevedibile.
Paolo Bongioanni ha chiuso con la nota di degustazione politica: Giorgia Meloni è stata “preparatissima su tutti i temi” e il Piemonte è stato promosso per la sua “straordinaria capacità organizzativa”. E in verità non è da tutti riuscire a tenere insieme ravioli, Barolo, Olimpiadi e assenze strategiche senza che nulla sia andato davvero di traverso.
Alla fine resta l’immagine più onesta: la politica che funziona meglio quando si è seduta a tavola. Perché lì, almeno, le portate arrivano. Anche se non sempre nello stesso ordine delle priorità.
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