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L'associazione La Rocca riparte e chiama il paese a raccolta: “Costruiamo insieme i prossimi anni”

Convocato un incontro pubblico il 18 aprile alla Chiesa di Santa Lucia

L'associazione La Rocca riparte e chiama il paese a raccolta: “Costruiamo insieme i prossimi anni”

L'associazione La Rocca riparte e chiama il paese a raccolta: “Costruiamo insieme i prossimi anni”

A Verrua Savoia qualcosa si muove, ma non è ancora una ripartenza: è una chiamata. L’associazione culturale La Rocca prova a rimettersi in piedi e lo fa nel modo più semplice e più difficile insieme: chiedendo ai cittadini di esserci.

Un incontro pubblico, fissato per il 18 aprile 2026 alle ore 16, alla Chiesa di Santa Lucia in località Sivasco, appena restaurata. Nessun programma già scritto, nessuna agenda blindata. Solo un invito chiaro: “costruire un programma di attività per i prossimi anni che faccia riferimento a un clima di collaborazione costruttivo”.

Il punto, però, è un altro. Perché quando un’associazione storica del territorio lancia un appello del genere, significa che qualcosa si è interrotto. E che ora si prova a ricucire.

La Rocca non parte da zero. Dietro c’è un’idea precisa di territorio: valorizzare le risorse naturali e culturali, mettere in relazione le persone, creare iniziative che non siano episodi isolati ma appuntamenti riconoscibili. Laboratori, festival, momenti che tengano insieme comunità e identità.

“Mettere in evidenza le risorse naturali e culturali del territorio”, “facilitare i collegamenti tra le persone e le realtà operative presenti a Verrua”, “avviare iniziative ricorrenti”: sono indicazioni più che programmi. Linee guida che dicono una cosa semplice: da soli non basta più.

E allora la domanda diventa politica, prima ancora che culturale. C’è ancora una comunità pronta a riconoscersi in un progetto condiviso? O il rischio è che tutto resti sulla carta, come già successo troppe volte nelle piccole realtà locali?

L’incontro del 18 aprile servirà a capirlo. Non tanto per quello che verrà detto, ma per chi ci sarà. Perché da lì passa tutto: la differenza tra un’associazione che sopravvive e una che torna a incidere davvero sul territorio.

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