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Il Canavesano imbruttito

Dalla piazza alle tastiere: rivoluzionari col Wi-Fi contro “mamma Giorgia”

Dalla contestazione nelle piazze agli attacchi virtuali: il dibattito pubblico si trasforma in gogna digitale, tra promesse disattese, polarizzazione e un clima sempre più incivile

Meloni nel mirino dei social: tra critica politica e deriva dell’insulto

Giorgia Meloni

Era già toccato a tutti quelli che l’avevano preceduta di finire nel mirino dei “cecchini” da social ed ora, era inevitabile, è toccato alla Meloni, non che prima le fossero mancati gli attacchi dei “guerriglieri” da tastiera, di quelli pronti a osannare e poi sputtanare chiunque a seconda di come tira il vento, ma ora, credo, si stia esagerando. E’ sempre stato così, una volta erano le piazze gremite, spesso ad arte, a decretare la fine di un politico esposto al pubblico ludibrio, o a innescare contestazioni senza ritorno, spesso organizzate altrove, ricordiamo le monetine lanciate a Craxi nell’aprile del 1993 davanti all’Hotel Raphael a Roma ed anche i “Girotondi” di inizio millennio contro Berlusconi, le contestazioni dei movimenti studenteschi contro la “Buona Scuola” di Matteo Renzio quelle, in epoca di vaccinazione obbligatoria contro il “covid 19”, a Torino, il 5 aprile 2022, contro Mario Draghi, che nella capitale sabauda si trovava per la firma del “Patto per la Città”. Una volta era così, ma da anni, ormai, le contestazioni viaggiano veloci in rete e quelle patite nelle piazze da Renzi, Berlusconi e Draghi furono nulla rispetto a quella subita da Craxi e furono nulla rispetto a ciò che già a loro riservarono gli “incursori” del web. Gli anni passano e tutto diventa sempre più virtuale, anche le contestazioni vengono calibrate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale e questo le rende solo più meschine. Ai social il compito di “sparare” a zero sui politici, ai professionisti dell’informazione il compito di ingigantire le cose secondo il volere dei loro padroni, nel rispetto di obiettivi mutati, o perché, semplicemente, il “cavallo” sul quale avevano puntato i “padroni della scuderia” è ritenuto una scommessa persa, ormai un brocco arrivato a fine corsa. 

mmm

Ora, da ciò che è stato vigliaccamente vomitato addosso alla Meloni sembra quasi che i nostri “indomiti” e “coraggiosi” partigiani del web fossero in agguato, in attesa del risultato del Referendum sulla Giustizia, per dare fuoco alle polveri e sottoporre la nostra “cristiana” Giorgia agli attacchi più sfrenati, molti dei quali, definire beceri e stupidi è poco, tanto poco da sembrare un complimento.

Io sin dal suo insediamento ho nutrito più di una perplessità sulla Meloni e sul suo Governo, infatti, sperando potessero servire a farla rinsavire, non gli ho mai risparmiato critiche. Andava verificato se tutto quanto da Lei raccontato e promesso in campagna elettorale, dopo essere stata, alla guida di Fratelli d’Italia, l’unica all’opposizione del Governo Draghi, fosse solo la recita di un copione scritto e confezionato da altri, in altri luoghi, dove si decidono le sorti di Paesi miserabili e senza un barlume di sovranità come il nostro o se, invece, nelle sue parole e nelle sue promesse fosse racchiuso il programma di governo del centro-destra.

Abbiamo verificato e molto più delle ciance hanno parlato i fatti e questi hanno mostrato, senza nessuna ombra di dubbio, che le promesse della Meloni, come quelle fatte in un recente passato da gente come Prodi, D’Alema, Berlusconi, Letta, Renzi, Gentiloni, Monti, Conte e Draghi, sarebbero rimaste promesse disattese, magari da riproporre, alla bisogna, una prossima volta. 

Ciò nonostante, leggere sui social insulti da “marciapiede”, minacce alla sua famiglia e volgarità nemmeno degne dell’ultimo degli sfigati, non credo sia la miglior cosa, infatti, certifica unicamente la pochezza politica e culturale di chi crede, così facendo, di mostrarsi migliore e magari, anche pacifista, ecologista e progressista. I frequentatori del web nel nostro Paese sono decine di milioni e sanno bene di cosa parlo, non mi invento niente, frasi come: “La Meloni è talmente disconnessa e talmente serva da continuare a sostenere un appoggio incondizionato all’Ucraina, per fortuna che dal 2027 lascerà lo scranno. Uno dei presidenti del consiglio più ignobili mai visti” risultano, seppur scritte con i piedi, tanto candide, rispetto ad altre, invece piene di insulti e minacce, da sembrare quasi i complimenti sfegatati di qualche ammiratore del Governo di mamma Giorgia. 

Certo il Governo Meloni ha deluso, lo certificano i sondaggi che lo danno in caduta libera, lei d’altronde ci aveva messo la faccia, aveva promesso più Italia e meno Europa; aveva promesso sovranità nazionale, blocco degli sbarchi dei clandestini, taglio imponente delle accise su benzina e gasolio, taglio dell’I.V.A. sui prodotti per l’infanzia, asili nido gratuiti, riduzione dell’età pensionabile, aumento delle pensioni minime, riduzione della pressione fiscale e poi, tante altre cose che per decenza non sto neanche ad elencare. Sappiamo tutti com'è andata a finire, gli sbarchi dei clandestini sono aumentati, la sovranità nazionale è stata cestinata nella pattumiera dell’Unione Europea e nelle discariche statunitensi, il taglio delle accise sui carburanti non c’è stato, se non a spizzichi e bocconi per calmierare un po’ qua e un po’ là i prezzi in continua crescita di diesel e benzina, il cui merito va ai nostri amiconi americani, israeliani e alla nostra Padrona Ursula Von der Leyen, gli asili nido gratuiti saranno per la prossima volta come il taglio dell’I.V.A. sui prodotti per l’infanzia, la riduzione della pressione fiscale e la riduzione dell’età pensionabile. Se proprio vogliamo essere grati alla Meloni per qualcosa, dobbiamo ringraziarla per aver tolto, dopo “lunga e penosa malattia”, le multe agli over 50 renitenti alla vaccinazione contro il covid, invece, fortemente volute dal Governo Draghi ed anche, se di aumento e non di insulto si può parlare, per aver “aumentato” le pensioni minime di tre euro al mese.

Questo è, molti giudicano la Meloni il peggior Presidente del Consiglio dei Ministri mai visto all’opera e in attesa di vederne uno ancora peggiore, forse ci può anche stare. Certo Lei ce l’ha messa tutta, ha trasformato un amico, Putin, in nemico; ha sputtanato quasi un miliardo di euro, senza successo, per costruire centri d’accoglienza in Albania dove spostare gli immigrati che approdano sulle nostre coste; ha continuato a fare la cieca e la sorda di fronte alla politica stragista di Israele e Stati Uniti d’America e si è accanita contro la Russia, costretta ad intervenire militarmente in Ucraina per porre fine al genocidio delle popolazioni russofone del Donbass, ricavando dall’Unione Europea, incredibile ma vero, non aiuti, ma sanzioni. Ce l’ha messa tutta, si è circondata di ministri che definire incompetenti è poco. 

Ce l’ha messa tutta, ha addirittura ripristinato i vitalizi per gli ex senatori, cosa che ha comportato la restituzione degli importi sospesi nel 2018, anche ai condannati in via definitiva come Marcello Dell’Utri.

Ce l’ha messa tutta, ha trovato miliardi da destinare all’Ucraina, c’è chi dice 18, chi 6, chi 20, sembra impossibile saperlo, altri da spendere nel riarmo, il 5% del nostro P.I.L., che a conti fatti è negativo ma, come per magia, per dilapidare miliardi in armi diventa positivo. Addirittura è riuscita a destinare più di 10 miliardi all’Africa, non si sa bene dove e perché, in compenso ha assistito indifferente al crollo della nostra produzione industriale; ha scelto di far precipitare i fondi destinati alla sanità pubblica, che dal 2004 ad oggi hanno toccato il livello più basso; ha fatto spallucce mentre la cassa integrazione straordinaria aumentava del 58% e si è nascosta dietro statistiche edulcorate mentre la realtà raccontava il superamento del livello di guardia della disoccupazione. 

Ce l’ha messa tutta, addirittura, nonostante l’abolizione del “canone” R.A.I. fosse un suo cavallo di battaglia, è riuscita ad aumentarlo, si è beata dei complimenti di Trump mentre il reddito della famiglie italiane collassava; ha gioito dei profitti record delle banche ed ha trovato ben 15 miliardi da destinare al progetto “Ponte di Messina” tanto caro al suo vice Matteo Salvini.

Insomma, fare peggio sembra difficile, ma ricordiamoci che è sempre stato così. Fino a ieri il peggior Presidente del Consiglio dei Ministri poteva essere stato Mario Draghi, l’uomo che ci aveva presentato i nostri “nuovi amici” ucraini per i quali ci saremmo dovuti svenare da quel momento in poi, l’uomo che ha voluto l’obbligo vaccinale contro il covid, pena la perdita del posto di lavoro e il diritto a vivere, l’uomo dei conti sempre sbagliati, l’uomo che ha sempre posto gli interessi delle banche al di sopra di quelli delle persone. Prima ancora chi poteva essere stato il peggiore? Renzi quando c’era Renzi, Gentiloni quando c’era Gentiloni e così via, certo, Prodi e Monti lasciarono particolarmente il segno, ovviamente in negativo, ma il fatto ineludibile che il peggio sia sempre stato il prossimo, quello della salvezza, della svolta, della ripresa economica e dei sogni nel cassetto, la dice lunga sul cosa sarà il dopo Meloni, sia che vinca la “destra”, sia che vinca la “sinistra”.

Nessuno degli allegri venditori di promesse, rappresentanti della partitocrazia romanocentrica, degli interessi dell’Unione Europea e degli Stati Uniti d’America, potrà fare meglio della Meloni, forse la “sinistra”, di nuovo, dovesse ripercorrere la via tracciata da Draghi, potrebbe tornare ad introdurre l’obbligo vaccinale per qualsivoglia stronzata ipotizzata pericolosa dalla “scienza” delle multinazionali del farmaco, ma in definitiva, come è sempre successo dalla fine della “Prima Repubblica” ad oggi, chiunque sarà eletto/a al posto della Meloni non farà certamente nulla di molto diverso. Le priorità dei politici italiani, negli anni dimostrate sin troppo bene, sono quella di rispettare le “regole” imposte da Bruxelles e da Washington, di tapparsi occhi e orecchie di fronte alla politica stragista e terrorista di Israele, di scodinzolare a dovere secondo le indicazioni N.A.T.O., di continuare a foraggiare l’Ucraina e di spremere e umiliare l’Italia sino a decretarne la fine politica e geografica, null’altro. 

Si preparino dunque gli impavidi creatori di insulti e minacce, il più delle volte nascosti dietro improbabili “nickname”, chi sostituirà la Meloni griderà ancor più forte alla minaccia russa, se l’Unione Europea e gli U.S.A. gli ordineranno di farlo e a nulla varranno la realtà e le convenienze dell’Italia e non conterà se la minaccia russa non esiste e non sia mai storicamente esistita; chi sostituirà la Meloni, come lei, si inventerà qualsiasi cosa da dare in pasto alla Nazione, pur di non parlare delle stragi quotidiane compiute in Medio Oriente dal “celestiale” esercito ebraico e dai bizzarri yankee, impegnati da sempre a civilizzare popolazioni barbare, pagane ed egoisticamente attaccate a tradizioni e stili di vita antiquati, superati dalla civiltà del petrolio, della Coca Cola e della bomba atomica.

Parliamoci chiaro, la Meloni è il peggio del peggio solo perché ora c’è lei. Finita la lunga stagione dei Primi Ministri indicati dal Colle, tutti più o meno di “sinistra”, tutti sostenuti da maggioranze più o meno di “sinistra”, si è deciso di regalare agli italiani un Premier e un Governo “eletti” dal popolo, il “Governo della svolta” e che svolta, come al solito, se non in peggio, non è cambiato nulla. Come al solito, è così da quando l’inchiesta “Mani pulite” ha sostituito i politici con i cialtroni, abbiamo un Presidente del Consiglio e un Governo che dettano regole e fanno scelte politiche ed economiche unicamente tese a far danno all’Italia. Gli italiani però lo chiedevano, i social media erano da anni impazziti, pareva che non se ne potesse più di Capi di Governo nominati prima da Napolitano e poi da Mattarella, la gente voleva eleggere il Premier, il suo Premier e così è stato. A recitare la parte, dopo l’immancabile visita a Washington, il tour nelle capitali europee ed i tranquillizzanti incontri con l’imperatrice Ursula Von der Leyen, è stata così chiamata mamma Giorgia, la “cristiana” affetta da “strabismo atlantico”, quella che vede la “minaccia” russa e che non vede le continue violazioni del Diritto internazionale, condite da abbondanti stragi di civili, da parte di Stati Uniti d’America e Israele. 

Così è! Ed ora tocca a Lei sorbirsi gli insulti e le minacce degli stupidi, di quelli che riescono anche a trovare il tempo, molti addirittura dopo averla votata, per scaricargli addosso frustrazioni e fallimenti personali, il tutto in attesa di un nuovo Premier “eletto” dal popolo, che ancora una volta darà modo ai “professionisti” della lamentela e dell’insulto di mostrarsi per ciò che effettivamente sono: utili idioti, indispensabili alla legittimazione di una classe politica povera di idee, povera di cuore, povera di morale, povera di cultura e povera di coraggio. 

La verità, forse quelli troppo impegnati ad elargire insulti, minacce ed auguri di disgrazie non se ne sono ancora accorti, sta nel fatto che da noi non si vive in democrazia bensì in un regime partitocratico che si basa sul “tifo elettorale”, dove al cittadino viene lasciata solo l’illusione del voto libero, infatti e non a caso, non ricordo un solo governo che negli ultimi 30 anni abbia fatto gli interessi dell’Italia. Nei fatti siamo un Paese facilmente addomesticabile, impressionabile e manipolabile, lo abbiamo dimostrato in occasione della fantapandemia da covid e lo dimostriamo ora accettando l’ignobile speculazione in atto sui carburanti e su tutti i prezzi al consumo. Gli studi ed i salotti televisivi, quelli che dispensano “informazione ufficiale”, propongono incessantemente carrellate di “esperti” per parlare del niente, per raccontare “favole” e per far piombare, ancora una volta, gli italiani nella paura. A sentire i nostri dotti politici, specialisti vari del nulla, “giornalisti” di grido e tuttologi multicolore, pare che tutto debba passare, aria compresa, dallo Stretto di Hormuz, nessuno dice, seppur gli addetti ai lavori lo sanno certamente tutti, almeno dovrebbero, che dallo stretto del Mar Arabico, oggi diventato il collo di bottiglia più importante del pianeta, passa il 20% del petrolio e del gas mondiale e non solo, l’80% di quel flusso finisce in Asia, in grandi Paesi come Cina e India, ma anche in Indonesia e Giappone con quest’ultimo che dipende addirittura in modo critico dalla Stretto di Hormuz poiché ben il 95% del sue importazioni petrolifere provengono dal Medio Oriente. Nel resto del mondo arriva solo una piccola parte di quel gas e di quel petrolio, basti pensare che, tolta la quota destinata all’Africa, in Europa arriva appena il 4% di quel totale, quindi, ancora una volta pare che dietro questa grave crisi energetica, così come dietro la “spaventosa” crisi pandemica di qualche anno fa, si nascondano ben altri interessi e volontà politiche.

Certamente servirebbero, non solo all’Italia, politici e Capi di Governo all’altezza della situazione, ma oggi il “convento” passa unicamente, tanto a “destra” quanto a “sinistra”, personaggi “similMeloni”, questo è!  Il civile, democratico e rispettoso Occidente è riuscito a dotarsi di politici, che nei tanto bistrattati Paesi ritenuti non liberi e democratici non troverebbero impiego neanche come camerieri e non me ne vogliano i camerieri, quelli che conoscono e fanno bene il loro mestiere. E’ andata così e credo che la cosa non sia casuale, nella sola Italia ci sono milioni di supponenti nullafacenti da far contenti e se questi trovano realizzazione e gioia nel vivere sui social perché no? Meglio una massa di idioti che elargiscono insulti e minacce sul web che non persone vere che non ci stanno più. La Meloni è solo l’ultima finita nel tritacarne virtuale dei social media, è già toccato a tanti e non solo ai politici, basti pensare a cos’era diventata la “rete” in epoca covid, quando milioni di imbecilli, “scienziati” da tastiera, auguravano malattie, deportazione e morte ai “no Vax”. Forse le cose vanno così perché è in atto una mutazione umana; forse perché la nostra “democrazia” per sopravvivere ai fallimenti della politica, alle malefatte della classe dirigente, alla corruzione dilagante ed ai continui tradimenti degli interessi nazionali ha bisogno di dispensare paura e cosa meglio dei social lasciati nelle mani di un esercito di sfigati? 

La Meloni viene insultata, minacciata, gli vengono augurate le peggiori disgrazie e la cosa, seppur io non l’abbia votata, mi da fastidio e molto, perché chi ricorre all’insulto facile nel suo bagaglio ha solo quello e non ha argomenti. Mi da fastidio perché non serve a nulla se non al regime partitocratico; mi da fastidio perché gli insulti generano insulti; mi da fastidio perché la politica e l’informazione ufficiale li amplificano e li trasformano in paura. 

La paura è lo strumento più efficace che esiste, quando un popolo ha paura accetta tutto: restrizioni, controlli, cambiamenti drastici, limitazioni alle libertà, “tutto per il suo bene”, per non avere più paura. 

Lo abbiamo visto con il Governo Monti, allora a terrorizzare gli italiani fu chiamato nientemeno che lo “SPREAD”, mostro sino a quel momento sconosciuto, che servì a cacciare, inseguito da una valanga di insulti via social, Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi. Anche allora ci pensarono i professionisti dell’informazione ad amplificare tutto. Lo dicevano e lo scrivevano i più “qualificati economisti” nostrani, “Se non si abbatte lo SPREAD sarà un disastro, verrà cancellato il futuro di intere generazioni, sarà il default economico dell’intero Paese e tutti a parlare di SPREAD e tutti o quasi, a non capirci un cazzo di niente, ma arrivò, come per magia, la “Riforma Fornero” e il mostruoso SPREAD, informato che gli italiani sarebbero andati in pensione in età prossima al fine vita e con molti meno soldi in tasca, così come dal nulla si era materializzato, nel nulla ritornò lasciando tutti felici e scontenti. Lo abbiamo visto con la fantapandemia da covid, quando il Governo Conte prima e il Governo Draghi poi, con l’aiuto di sedicenti scienziati disposti a dire tutto e il contrario di tutto e grazie ad una classe politica di contorno incapace e inetta, riuscirono a chiudere in casa gli italiani, a costringerli a vaccinarsi, a odiare i renitenti alla vaccinazione ed a far credere che le persone sane fossero malate asintomatiche. Lo abbiamo visto recentemente, quando si è accettato di sputtanare miliardi in armi, aiuti e soldoni in favore dell’Ucraina spaventati da una possibile minaccia d’invasione Russa, ce la ricordiamo la Meloni quando diceva: “Quello che stanno facendo gli ucraini, lo stanno facendo anche per noi”?. Abbiamo accettato, mentre abbiamo pensioni ridicole, stipendi fermi da anni, costo della vita in continuo aumento, disoccupazione, cassa integrazione e delinquenza ai massimi storici, di regalare miliardi ad un Paese con il quale non abbiamo mai avuto nulla a che spartire, abbiamo additato la Russia come Paese nemico sebbene mai ci abbia attaccati e sempre ci abbia aiutati al contrario di tanti Paesi amici, su tutti Inghilterra, Francia e Germania. Abbiamo accettato tutto per paura, una paura che affonda le sue radici, la si metta come si vuole, in una cultura di facciata priva di contenuti e di sapere, la storia, infatti, dovrebbe aver insegnato a tutti che la paura è il collante del potere e nelle sue forme peggiori è sempre stata l’arma preferita dei sistemi più autoritari.

Forse, si fosse meno spaventati, meno incivili e meno stupidi, si farebbero delle figure migliori, certo a rappresentare l’Italia non ci sarebbero personaggi come la Meloni, Draghi, Salvini, Schlein, Calenda, Conte e chi più ne ha più ne metta e forse, ala fine, è proprio per questo che, sebbene si possa fare diversamente e si possa scegliere di essere migliori, si continua a scegliere di essere spaventati, incivili e stupidi. Ore e ore sulla tastiera a insultare a destra e manca, cosa c’è di meglio da fare?

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