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Calcio
14 Aprile 2026 - 14:40
Italia ai Mondiali
La posizione ufficiale è chiara, ma il clima resta carico di dubbi. I Mondiali 2026 rischiano di trasformarsi in un caso politico-sportivo internazionale dopo la decisione della FIFA sull’Iran, tra conferme ufficiali e scenari ancora tutti da scrivere.
A ribadire la linea è stata la presidente del Messico Claudia Sheinbaum, che ha confermato come la richiesta dell’Iran di giocare le proprie partite fuori dagli Stati Uniti sia stata respinta: «La FIFA ha infine deciso che le partite non possono essere spostate dalle sedi originarie». Una scelta motivata da questioni logistiche: «Il trasferimento renderebbe la logistica troppo complicata, e questa decisione è stata presa dalla FIFA».
Sulla stessa linea anche il presidente della federazione internazionale Gianni Infantino, che ha voluto spegnere ogni polemica: «L'Iran parteciperà ai Mondiali. Siamo felicissimi perché sono una squadra fortissima, sono davvero contento». E ancora: «Le partite si giocheranno dove previsto, secondo il sorteggio. Ho visto la squadra, ho parlato con i giocatori e con l'allenatore, quindi va tutto bene».
Eppure, dietro le dichiarazioni ufficiali, resta una situazione tutt’altro che stabile. Le tensioni geopolitiche, unite ai possibili problemi legati a sicurezza e visti, mantengono aperta – almeno teoricamente – l’ipotesi di un forfait dell’Iran.
Ed è proprio questo scenario a far emergere un interrogativo che scuote il mondo del calcio: cosa accadrebbe se una squadra già qualificata rinunciasse al Mondiale?
Il regolamento FIFA, su questo punto, non offre una risposta chiara. La decisione finale spetterebbe alla stessa federazione, senza criteri rigidi e con ampio margine discrezionale. Tra le opzioni più concrete ci sarebbe quella di sostituire l’Iran con un’altra nazionale asiatica, come gli Emirati Arabi Uniti, mantenendo così gli equilibri tra confederazioni.
Ma tra le pieghe di questo scenario incerto torna a circolare un nome pesante: quello dell’Italia. Più suggestione che realtà, ma sufficiente a riaccendere il dibattito.
L’ipotesi più discussa è quella di un eventuale super-playoff tra nazionali escluse, uno spareggio last minute sul modello già visto in altre competizioni. Una soluzione spettacolare, ma estremamente complessa, che richiederebbe tempi strettissimi e soprattutto una precisa volontà politica da parte della FIFA.
Al momento, però, si resta nel campo delle ipotesi. Tutto ruota attorno a un evento tutt’altro che certo: il ritiro dell’Iran. Senza quello, ogni scenario alternativo cade automaticamente.
In questo intreccio tra calcio e geopolitica, emerge una verità semplice: ufficialmente è tutto deciso, ma sotto la superficie resta un’incertezza che rende la vicenda tanto delicata quanto potenzialmente esplosiva.
E l’Italia, ancora una volta, resta sospesa tra realtà e speranza. Più spettatrice che protagonista, almeno per ora.
The greatest show in the world is ready. Are you? #FIFAWorldCup pic.twitter.com/ISxLhuLUkm
— FIFA World Cup (@FIFAWorldCup) April 1, 2026
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