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Com’è fare il servizio civile alla Croce Bianca di Volpiano?

Il racconto di Alessandra Pagani: "Un’esperienza che ti cambia, tra relazioni, responsabilità e crescita personale"

Com’è fare il servizio civile alla Croce Bianca di Volpiano?

C’è un momento in cui una scelta diventa esperienza, e un’esperienza lascia il segno. È quello che accade a chi decide di dedicare un anno al servizio civile universale. Un'esperienza che, per molti ragazzi,  diventa un passaggio concreto, qualcosa che incide sul modo di stare nelle relazioni e di leggere ciò che accade intorno.

Succede anche alla Croce Bianca Volpianese, dove ogni anno alcuni giovani entrano a far parte delle attività quotidiane dell’associazione.

In questi giorni il tema torna di attualità anche a livello locale: il bando di servizio civile universale è stato prorogato e resterà aperto fino al 16 aprile. Un dettaglio che riguarda direttamente anche il territorio, dove realtà come la Croce Bianca continuano a rappresentare uno dei principali punti di accesso per chi vuole mettersi alla prova in un contesto operativo.

Al di là delle scadenze, resta però la domanda più interessante: cosa significa davvero vivere un anno in Croce Bianca?

A raccontarlo è Alessandra Pagani, che quell’esperienza l’ha attraversata in prima persona:

"Durante il mio servizio civile - spiega Alessandra - ho vissuto un’esperienza davvero significativa. Mi è piaciuto molto il tipo di lavoro, l’ambiente e le relazioni che si sono create".

Locandina 

Il riferimento va soprattutto alle relazioni. Con i colleghi, certo, ma anche con chi viene assistito. "Ho sviluppato un legame profondo con i pazienti - prosegue - che mi ha aiutato ad aumentare il mio livello di ascolto e di empatia".

Nel suo racconto emerge un aspetto che spesso resta in secondo piano: il servizio civile come momento di passaggio

"È stato un passaggio fondamentale, perché mi ha aiutato a capire quale strada volessi intraprendere. Ho acquisito nuove competenze e mi sono trovata davvero bene nell’ambiente dell’associazione- conclude Alessandra - Questa esperienza la consiglio a chiunque voglia scoprire le proprie passioni e crescere in un contesto così".

La quotidianità alla Croce Bianca Volpianese è fatta di trasporti sanitari, assistenza durante eventi e attività di prevenzione. Un lavoro continuo, radicato nel territorio, che mette i volontari a contatto diretto con bisogni diversi.

"Crediamo nella solidarietà concreta, nella professionalità del soccorso e nella crescita delle persone attraverso il servizio agli altri",  spiega Alessio Gensabellaresponsabile degli eventi della Croce Bianca Volpianese. 

Un impegno che si traduce in interventi concreti, spesso poco visibili, ma essenziali per la comunità.

Per i giovani che scelgono di entrare in questo contesto, l’impatto è immediato. Si passa dall’idea di “fare volontariato” a una dimensione più strutturata, fatta di responsabilità, interazione e collaborazione. Un’esperienza che richiede adattamento e restituisce molto in termini personali.

Il bando, con il suo assegno mensile e la durata annuale, resta uno degli strumenti attraverso cui accedere a questo percorso. Sul territorio, però, il servizio civile continua a essere soprattutto questo: un’occasione per misurarsi con la realtà, dentro una rete di relazioni che spesso lascia tracce ben oltre quei dodici mesi.

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